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I soldi fanno l’anima

7 dicembre 2013

Secondo il novello unionista, Leonardo La Torre, l’autonomia è in “primo luogo una categoria dello spirito. Il suo fine ultimo è quello di aumentare gli spazi di libertà per i valdostani.“. Cioè noi siamo autonomi perché c’abbiamo l’anima autonoma. MA… “non possiamo tuttavia prescindere dalla disponibilità delle risorse economiche e finanziarie necessarie per perseguire tal fine.” Cioè l’anima senza un corpo ben nutrito non conta un cazzo. Davvero un pensiero mistico quello riportato sulle pagine del Peuple a firma del consigliere multicolor. Secondo l’ex Fédération la nostra immacolata anima sarebbe aggredita dallo Stato cattivo. Cioè Roma comincia ad averne due balle di contribuire al nostro mantenimento. Dunque, sollecita La Torre, occorre contrastare con forza e possibilmente compatti il diabolico disegno che macchierebbe la nostra innocenza. Come? Le modalità operative da condurre contro il Nemico numero uno e suggerite dal rivoluzionario-sognatore sono ridicole e non trattengono le risate. Ve ne riporto qualcuna: “Intraprendere una mobilitazione inaudita e clamorosa della nostra comunità che, per forza, estensione, parole d’ordine e dignitosa compostezza, possa bucare l’informazione nazionale e internazionale!” Uhaaaa uhaaa uhaaaaa! Noi quattro gatti vissuti nell’opulenza senza sviluppo dovremmo attirare l’attenzione internazionale? Leggete ancora: ” Contribuire a creare una corrente di simpatia nazionale, ma soprattutto internazionale, nei confronti di una piccola regione che si vede schiacciata e violentata nella sua identità dal ritorno di fiamma di un cieco e burocratico centralismo.” Valle d’Aosta come il Tibet e Roma come Pechino! Uhaaaa uhaaa uhaaa e chi sarebbe il nostro Dalai Lama? Joseph Rivolin? Leonardo sul giornalaccio di partito si è lasciato andare all’entusiamo. Immagina una nuova Révolution des Socques. Tutti in piazza appassionatamente per portare davanti alle telecamere di mezzo mondo la nostra appartenenza, la nostra tanto amata identità. Tutti abbracciati intorno alla bandiera rossonera a intonare le lugubri note di Montagnes valdotaines per difendere i nostri soldi romani, pardon, la nostra anima. (Qualcuno sa dirmi che tipo di eccitante prende quotidianamente La Torre?).