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Seratina finale

8 Mag 2015

Qualcuno l’ha trovata magnifica, io l’ho trovata deprimente. Questa campagna elettorale. Dipende dai ruoli, è chiaro. Chi ci è in mezzo si inietta di adrenalina prodotta dal narciso che c’è in noi, chi guarda si fa di camomilla. Soporifera la seratina di ieri sera che ha visto sul palco le cento e passa facce dei vari candidati del carrozzone autodefinitosi di centrosinistra. Scontati anche gli interventi tra cui spicca per professionalità e preparazione Maurizio Martin, segretario della Stella alpina. Almeno è preparato. Controlla le parole. Non si ripete e argomenta, pur con un modesto catalogo cromatico, dei contenuti. Noiosi e prevedibili tutti altri. Particolarmente sciapa la candidata a vice sindaco, Antonella Marcoz. Nessuno scatto di energia, nessuna variazione di timbro nella lettura da scolaretta. La lezione imparata neppure a memoria. Troppo sicuro di sé, invece, Raimondo Donzel che ci ha rifilato un discorso ormai sbiadito dal troppo uso. Patchwork di concetti masticati e ruminati e vomitati in un italiano da bar sport. Ennio Pastoret mi ha divertita con quell’accento rustico dal sapore antico. A modo suo conserva una certa genuinità. Fuori paesaggio il segretario di Creare VdA, René Tonelli, che cita il romanzo di Baricco come metafora politica: “Oceano mare”, quando presentiamo in questi giorni al mondo intero la verticalità delle nostre Alpi! Anche il candidato Sindaco, Fulvio Centoz, non si è discostato dalla media piuttosto bassina dei suoi predecessori. Intercalari ripetuti, discorso poco organico, a tratti disordinato, privo di una linea conduttrice, eccessivi ringraziamenti che poi si fanno alla fine e non all’inizio di un discorso. Battutine al veleno contro gli avversari quelle in bocca al Presidente della Giunta, l’unico che ha strappato qualche risata, ma lui è un animale atipico e merita un discorso a parte. La cosa più buffa della seratina è stato il caloroso invito ad andare alle urne. Difficile pensare che i candidati e i loro parenti possano disertarle. Quelli costituivano il pubblico di ieri sera, chi altri?

La rivoluzione delle zoccole!

2 febbraio 2015

Creare VdA è la riesumazione di Fédération autonomiste. Quando si è finiti politicamente si cambia il nome del partito o movimento che sia per dare una parvenza di novità. E’ il caso di Creare VdA. Le persone sono sempre le stesse e contano ormai un tubo. Tonelli è il coordinatore dello zombie. Si era infilato nell’UVp, ma visto che lo cagavano appena ha pensato di ricostruirsi una verginità politica e un nuovo spazio di manovra dove poter guidare il trattore. E’ facile. Basta un grafico che ricucia il logo, una conferenza stampa dove un mix di parole sfatte come libertà, cambiamento, autonomia, solidarietà, autodeterminazione dei popoli, strategie di sviluppo… impastino un tortino insapore e voilà il nuovo soggetto politico è pronto per la tavola. Determinante, lo definisce Tonelli dall’alto della sua ambizione. In realtà vale come il due di picche. Ma verrà preso in considerazione per quella che sarà la grande e nobile battaglia per la salvaguardia dell’Autonomia. La nuova rivoluzione delle zoccole!

Vuò fa’ l’americano!

26 giugno 2014

Tra un po’ avrà un nome e un marchio il nuovo soggetto politico nato dalla carcassa della Fédération autonomiste. Nuovo, ma con esperienza, ci tiene a precisare il portavoce del Cominato promotore René Tonelli. Tonelli, durante la conferenza stampa, ha parlato in italiano, in francese e in inglese. Sarà un movimento plurilingue. Fa figo! Non so dirvi, perché non c’ero, se ha parlato anche in patois e in swahili. La Cosa non sarà un partito di destra o di sinistra o di centro, quindi sarà un partito di destra, di sinistra e di centro a seconda degli interessi. Esattamente come l’Union valdotaine. L’esperienza gli ex-Fa la prendono da lì, ma dov’è la novità? Anche i personaggi sanno di muffa e naftalina. E l’obiettivo? Pure quello è il solito paio di poltrone nella prossima giunta comunale. A chi? Beh… a Paron e a Carradore tanto per citare qualcuno. Altrimenti i poveretti che sono capaci di fare?

 

 

Minestrone di avanzi

28 aprile 2014

Ce ne fosse uno che proponese qualcosa di diverso! No, tutti dicono e con identica enfasi e parole, le stesse cose. Tutti vogliono creare una “prossima Valle d’Aosta“. Tutti vogliono “passare dalla politica dei grandi sistemi alla valorizzazione del ruolo dei piccoli comuni” e tutti anelano un progetto di “politica solidale che sia in grado di risolvere i problemi contingenti delle famiglie.” (Gazzettamatin.it). Un nuovo, si fa per dire, soggetto politico è all’orizzonte. Un minestrone che mette insieme gli avanzi di diverse identità politiche del centro-destra. Le aspirazioni si riassumono nella ricerca di un consenso moderato che possa conservare la carriera di qualche personaggio politico messa a rischio. L’appuntamento le prossime elezioni comunali. Portavoce, René Tonelli.

Il fiore cresciuto tra i raggi

21 ottobre 2013

E così René Tonelli è passato all’UVP. Per coerenza con le sue idee e per onestà intellettuale. Così scrive sul sito del partito-progressista. Salire sul carro del vincitore o del prossimo vincitore, è dunque interpretato come coerenza e onestà con le proprie idee. Dopotutto l’ex presidente del Foyer ha ragione: quando mai la Fédération ha maturato idee proprie? Con l’insuccesso elettorale che ha messo alla porta il suo partito, René aveva espresso l’intenzione di abbandonare la politica. Ma ci ha ripensato e ha preferito cambiare marchio. Come La Torre, suo ex compagno di partito, fece poco prima delle elezioni. Nessun salto acrobatico per René, ma decisione approfondita: se l’elettorato ha bocciato la Fédération perché deve rimetterci lui? Il getto d’acqua gelida che ha spento le fiamme dello zio (ma le ha spente?), non ha sfiorato la sua anima che “arde e scoppietta” per il bene dei valdostani. E’ amareggiato con l’attuale maggioranza che lo ha reso orfano: “…hanno mancato totalmente di rispetto nei confronti di Fédération Autonomiste, depauperandola del proprio bacino di voti invece di valorizzare e rafforzare il ruolo della squadra“. Oltre la siepe René cerca una rivincita, un nuovo fiore cresciuto tra i raggi del tanto auspicato successo. Auguri!

Lettera a René Tonelli

7 novembre 2012

Signor Tonelli, lei scrive sulla sua rubrica Next su aostaglocal.it che è necessario “un abbattimento delle distanze tra istituzioni e società civile“. Poi, riguardo alla “Scuola di democrazia” (progetto rivolto ai giovani amministratori per educarli a un senso morale), nota la differenza fra la teoria e gli esempi pratici che la classe politica offre. Ma gli esempi che lei cita e che “svelano la debolezza di un sistema” non includono l’invito all’astensione che il suo partito, la Fédération autonomiste, propone in occasione del referendum, un atteggiamento che certo non abbatte le distanze tra le istituzioni e la società civile come lei auspica, ma le rinvigorisce, mantenendo ben alto lo steccato che divide l’eletto dal suo elettore. Lei prosegue nei suoi articoli con frasi a effetto come “il primo dei propositi per i prossimi mesi da parte di chi sarà incaricato a governare (sia a Roma come in Valle d’Aosta) è quello di educare il popolo a risvegliarsi prendendo coscienza di sé senza seguire soltanto il proprio interesse personale, ma ragionando con senso civico ed onestà morale. Ovviamente con l’impegno che siano gli stessi rappresentanti a dare il buon esempio”. Ancora: “Le masse si nutrono sempre più spesso di ideali labili o superficiali, crogiolandosi ingenuamente e talvolta volutamente in uno stato di “ignoranza” (inteso come mancata conoscenza), che le rende miopi di fronte alla necessità di compiere scelte importanti.”. Insomma lei auspica “una vera e propria rigenerazione politica e una vera ricostruzione morale e civile”. Dunque le chiedo: come potrà mai avvenire questo cambiamento, se si invita la gente a non partecipare a una scelta importante come la soluzione del problema dei rifiuti? Come può sperare in una cittadinanza attiva, se la si vuole ignorante? Non è per caso che anche lei è un virtuoso della parola, ma nei fatti sostiene la vecchia gerarchia politica? Se così non fosse solleciterebbe al voto, prenderebbe le distanze dai suoi colleghi di partito (come ha fatto il consigliere comunale Vincenzo Caminiti) e inviterebbe al NO. Lo farà, signor Tonelli? Avrà il coraggio della coerenza? “Sarà capace di essere parte di un vero progetto di cambiamento? Ai posteri l’ardua sentenza. In tempi neanche troppo lontani.”.