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En attendant…

8 ottobre 2014

La politica tace, ma è il silenzio che precede l’uragano. Tra poco sapremo se ci saranno le condanne di peculato per i numerosi consiglieri coinvolti nell’affaire contributi ai gruppi e poi c’è lui. Se Rollandin sarà condannato per abuso di ufficio si andrà presumibilmente a elezioni. Se no è probabile che troverà un accordo con Dino Viérin (non un accordo politico, ma di incarichi che Dino si è stufato di fare il pensionato e la Finaosta tra poco avrà la presidenza libera). La Renaissance è stata un fallimento perché in realtà non ci ha mai creduto nessuno, men che meno Laurent Viérin e la Favre. Aria fritta per polmoni ampiamente incrostati di politica. In realtà si è trattato del solito braccio di ferro tra i due leader dell’Union vinto al primo round dal vecchio leone. Qualcuno ci è cascato vuoi per ingenuità politica vuoi per stupidità vuoi perché ha sbagliato a fare i conti. Nessuna voglia di cambiare, figuriamoci! Solo voglia di maggior potere e di una poltrona per papà Dino (naturalmente anche il bebè ne avrà una) ecco cosa è stata la Renaissance! Il tempo buono è scaduto. A cosa mi riferisco? Alla possibilità per il PD, ma soprattutto per Alpe, di entrare in maggioranza con l’Union di Rollandin, tenendo fuori Viérin e quindi mantenendo l’Union divisa, requisito indispensabile per avere un po’ di forza contrattuale. Rollandin era disponibile a un’apertura, ma la posizione intransigente dei consiglieri piddini e alpisti ha spalancato le porte alle contrattazioni con l’UVP. Per il partito di Renzi le cose vanno meglio, nel senso che rappresenta il contatto con il Governo centrale e l’Union che di Roma ha bisogno, sa che ne deve tener conto. Per Alpe le cose si fanno più difficili: se destinata all’opposizione facile prevedere defezioni. Ma queste sono solo illazioni, aspettiamo l’approvazione del bilancio. E la magistratura.

Per il nostro bene quotidiano

12 maggio 2014

Lotta per la poltrona del regista. La minoranza pare voglia insediarvi la Morelli, una figura che dall’alto del suo spiccato senso dell’autonomia, mette d’accordo l’alleanza; la maggioranza sembrerebbe puntare su Marguerettaz. Cioè l’assessore più detestato a causa della sua incompentenza sulle deleghe a lui riservate e soprattutto su quella dei trasporti. Ma come cavolo si fa a non vedere? Non è necessario il buco della serratura quando la porta è spalancata: è sotto gli occhi di tutti la sua incompetenza. Se ne va Rollandin per far posto a Marguerettaz? Provate a immaginarvelo a Roma… . Comunque, a questo punto, la mia teoria sulle ragioni che hanno realizzato il telefilm: “Per il bene della Valle d’Aosta”, che ci vede immobili spettatori, si può dire corretta o si avvicina molto alla verità. Una ripicca per un affare andato a male o per contributi girati altrove, a cui si aggiungono i dispetti di chi aveva sperato in un assessorato e non lo ha avuto (La Torre? Perron?). Vendette che sono state manovrate dall’unico sceneggiatore della Renaissance aiutato, durante le prime drammatiche scene, dalle numerose comparse del Casinò. Una sceneggiatura scritta tanto di fretta da trascurare la fine. Questa, infatti, ancora non la si conosce, nonostante il brindisi del successo per incassi non arrivati, sia stato consumato da subito. Lo sceneggiato, adesso, va per conto suo e non è detto che per arrivare a una fine non si faccia uso di tutte le comparse che hanno la scheda elettorale.

Ma la pensione mai?

12 maggio 2014
Rieccolo!

Rieccolo! Ne avevamo bisogno!

Elezioni!

11 maggio 2014

La politica ha sostituito la guerra, gli scontri quindi si risolvono con i compromessi. Sembra che i nostri politici siano all’oscuro di questo basilare principio di democrazia. I Rinascenti insistono sul fatto che la maggioranza debba convergere sul progetto da loro elaborato per dare una svolta alla crisi. La maggioranza snobba e a sua volta presenta un elenco di cose prioritarie da fare che vengono a loro volta snobbate per dare priorità ai punti programmatici di Renaissance, “eventualmente arricchiti da altre sensibilità”. Si tira la corda. Ma quale rapida soluzione della crisi! Il tempo passa. La gente comune ne ha due palle così! I politici non vogliono andare a elezioni, perché sarebbe un danno enorme per la Valle, ma non fanno nulla per smuovere le acque paludose della crisi. Nessuno vuole occupare le poltrone, ma nessuno che se ne va a casa. La minoranza capeggiata dai Viérin aspetta e spera che qualche unionista e/o stellafiorito aderisca al progetto e porti i numeri in suo favore. La maggioranza aspetta e spera che qualcuno si smarchi dal fascino della Gabella e riporti i numeri in suo favore. Il tempo passa e l’ipotesi di elezioni si fa più vicina. Non le temono i Viérin e neppure Rollandin e neanche i grillo-talpa. E sono certa che non le temono neppure i cittadini. Per gli altri saranno cazzi!

Libera tutti!

2 maggio 2014

Se la politica voleva dare un buon esempio di sé con la Renaissance-Revolution non ci è riuscita. Il progetto, di fatto in mano a un avventuriero, non poteva avere successo. Perlomeno, non poteva spacciarsi per il “nuovo modo di fare politica” tanto sbandierato dalla minoranza. Eccesso di fiducia, scarsa prudenza e troppa fretta hanno tradito le aspettative di chi ha brindato in anticipo alla vittoria. Roba da pivelli. Adesso, dopo incontri su incontri, c’è il libera tutti! Anarchia pura che darà trasparenza al mercato delle vacche. Si aprirà l’asta e vincerà il miglior offerente. Non si capisce più chi fa cosa: i consiglieri? Le segreterie? Bello spettacolo davvero. Su fb alcuni politici sorridono come se nulla fosse, continuano imperterriti a pronunciare la ormai stucchevole parola: cambiamento. Patetici. Non tutti però. I più scaltri hanno tirato le tende. Meno luce è meglio. Bisbigliano. La crisi non si è risolta come avevano previsto o almeno sperato. Gli effetti della sbornia si sono stemperati, rimane il mal di testa. Meglio che nessuno veda i postumi. La minoranza era compatta, decisa e solida. Poteva continuare nel suo lavoro di logoramento come fanno i picador con il toro. Non era tempo per l’affondo finale e soprattutto non era affidabile il torero. Qualsiasi cosa succeda ora non sarà un successo. Perché la politica non ne esce rafforzata, non ha riaquistato la fiducia dei cittadini, semmai è il disgusto verso di essa a farsi più intenso. Ne saranno consapevoli i forzati del Palazzo? Chiusi dentro ai loro calcoli, ai loro elenchi di nomi, al mercanteggiare le poltrone… saranno in grado di valutare i nuovi danni che hanno provocato? Non credo.

Rollandinismo e Restauration

22 aprile 2014

Chiedo aiuto per capire la differenza tra rollandinismo e Renaissance. Andiamo per ordine: siccome possiedo un rudere, nell’anno 2010 mi sono interessato alla legge regionale numero 19 /2001, quella che prevede “ interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali”. Se ho ben capito le carte, in quell’ anno erano previsti contributi a fondo perduto per 200.000 euro. Purtroppo l’Alzheimer galoppante mi ha impedito di adire al finanziamento nell’anno 2010. Opportunamente curato, mi sono però rifatto l’anno seguente. Meraviglia, giubilo, godimento sfrenato! Esaminando le carte ho constatato che per tutto il 2011 il contributo a fondo perso era decollato verso il cielo e, da principesco, era diventato regale, o se preferite imperiale, augusteo: 500.000 euro a fondo perduto, una vera pacchia!
Purtroppo il ricorrente Alzheimer mi ha bloccato per tutto il 2011, per cui non ho richiesto la manna dal cielo del mezzo milione di euro.
Sono però riemerso dalla demenza nel 2012, ben deciso a valorizzare il mio rudere (quello edilizio, non me stesso…). Così sono andato a rileggermi la legge regionale n°19/2001. Lo credereste? Il contributo di mezzo milione, in vigore in tutto il 2011, era sceso di nuovo: da augusteo, imperiale e regale (500.000 euro) era tornato solo principesco (200.000).

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