Posted tagged ‘Regioni a Statuto speciale’

Sempre la stessa Storia!

9 febbraio 2015

Stop all’Italia delle Repubblichette“, dichiara Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte e del Comitato delle Regioni. E il pelo si rizza su tutte le schiene dei politici valdostani. Tutti pronti  a dar battaglia per difendere l’Autonomia dagli attacchi di chi la vuole mettere in pericolo anche solo con una frase. C’è molta suscettibilità in Valle d’Aosta. La Costituente di Cogne è il primo passo per elaborare una strategia in difesa dell’aria fritta. “C’è una storia e una cultura da rispettare“, sostiene la Favre, presidente di UVP. La Storia, secondo la tradizione alpina, è solo quella fetta che ci interessa. Quella parte estrapolata dal mare infinito dei fatti umani che ci fa gioco. Il resto è leggenda. (Ricordo che il nostro capoluogo l’ha fondato un imperatore romano). Alla casta locale interessa solo un pezzo di Storia: QUEL pezzo di Storia. Ben sigillato in bacheca come un fossile da museo. Feticcio da rispolverare con puntualità per esorcizzare la Storia: quella che va avanti. Quella che riattiva il fuoco dell’eterna ricerca e non idolatra le ceneri di un passato ormai privo di senso. La casta si aggrappa allo Statuto che osanna come un dogma religioso e che, in quanto tale, non va mai discusso. Un Dio che ci sovrasta e che ci protegge dai demoni. Ma i demoni noi ce li abbiamo in casa! Allevati e protetti e mantenuti. Sono loro ad avere paura delle dichiarazioni di Chiamparino! Perché è chiaro che ampliando i confini delle competenze, viene meno il loro spazio vitale. Più ricca si fa la scelta per la rappresentanza e più alte sono le possibilità che non vengano eletti o rieletti. In fondo quella dei politici altro non è che una corporazione professionale che difende i propri privilegi da una maggiore competitività. Come lo è quella dei notai, dei taxisti, degli avvocati, dei farmacisti, delle guide turistiche… il fine è sempre quello della salvaguardia di se stessi: la Storia che si ripete.

Tutti al mare!

13 luglio 2013

Riceviamo dal signor Geronimo e volentieri pubblichiamo.

Dice il sindaco calabrese: “il 98% dei miei concittadini non ha nulla a che fare con la ‘ndrangheta”. C’è una inchiesta su collusione sugli appalti per il parcheggio delll’Ospedale cittadino (il vecchio e mai finito invece di pensare al nuovo ed efficiente) che vede coinvolti il neo Presidente (si può dire neo in questo caso? A norma giudiziaria, direi di si) e tal Tropiano, della festa dei calabresi (l’unica manifestazione rimasta dopo la morte del festival dell’Unità e anche di quella dell’Union Valdotaine, solo contrastata con qualche successo dalla capra cotta di Fontana) solido e introdotto imprenditore edile (si può dire edile senza compromettersi con l’antica carica dell’impero romano? Ma anche questo ci sta con l’imperatore Augusto) in odore di ‘ndrangheta (sarà il 2% che manca al già citato sindaco). E’ un busillis da sciogliere, non senza difficoltà. Ci aiuterebbe venire a sapere che il neo Presidente del Consiglio regionale Rini, tra i primi impegni della nuova (nuova?) legislatura partecipa all’assemblea degli eletti delle Province e Regioni autonome a Reggio Calabria? (che ci azzecca direbbe il povero Tonino). Ma è illazione gratuita, siamo d’estate e tutti andiamo al mare, non si vorrà mica fare una riunione delle Regioni e Provincie autonome che so a Trento o Bolzano, o peggio, ad Aosta. Sono autonome sì, ma non hanno il mare. E il mare d’estate è un’altra cosa. Certo a pensare male ci si potrebbe azzeccare, anche perchè non è un buon modo di promuovere le vacanze in montagna. Se l’euro deputato Caveri avesse avuto l’idea di pretendere, in nome dell’autonomia e dello Statuto speciale, di far arrivare il mare almeno fino a Pont Saint Martin ci saremmo evitati questa trasferta.

Il senso del ridicolo

14 ottobre 2012

Adesso è sceso in guerra anche il Comité Directif del SAVT, essendo una costola dell’Union non poteva fare diversamente. Il segretario, Guido Corniolo, già direttore dell’Ufficio Mostre: una nomina piovuta dall’alto dei cieli rossoneri (prima era un semplice impiegato) e durata giusto il tempo per il trasferimento definitivo in sindacato (lo stipendio di un distaccato è quello che si porta dietro), afferma che i valdostani devono rispondere con un moto di orgoglio (uhaa uhaaa uhaa!) agli attacchi contro lo Statuto speciale. Noi valdostani, a parte i soliti tromboni, non conosciamo le ragioni storiche della nostra autonomia e sapete perché? Perché l’autonomia è vissuta non come un’eredità culturale ed etica, ma come un contratto economico, un assegno in bianco! Dunque, quale Storia e Chanoux e Resistenza e minoranza linguistica …, questi nell’autonomia vedono solo i soldi per farsi gli affari loro! Infatti, i continui tagli, dovuti a una gestione statale e regionale disatrose, sono gli unici motivi che, alla faccia della diversità, richiamano all’orgoglio etnico! E vogliono raccogliere le firme… uhaa uhaaa uhaaa! Non hanno neppure il senso del ridicolo!

Divertissement

12 ottobre 2012

Giusto per farvi fare due risate posto alcuni commenti di un signore che ho conosciuto su FB, trattasi di Luciano Deval, un puro di cuore, riguardo al discorso di Rollandin sull’Austria capofila di una ipotetica quanto misteriosa macroregione europea.

Luciano Deval: questa è la strada giusta non sarà facile ma merita il massimo impegno per raggiungere l,obbiettivo

Ivan Mileto: insieme agli amici dell’alto adige e del friuli:)))))))) e vai!!!!

Patuasia: Mi spiegate allora perché i nostri sono contrari a una macroregione con Piemonte e Liguria? Non ci sono montagne e paesi in cima ai cocuzzoli da quelle parti? Non siamo più prossimi ai piemontesi che agli austriaci? E poi non è affatto vero che lo Stato minaccia l’autonomia, chiede alcune competenze logiche come sul turismo ed energia, chiede un controllo necessario sulle spese e chiede agli speciali, cioè noi, quello che chiede ai normali, cioè tutti gli altri italiani. Meno retorica e più informazione caro Ivan.

Luciano Deval: patetica, lei sarebbe adatta in una regione italiana scelga lei dove ,noi andiamo in austria se ci vogliono ,speriamo di che vedano che siamo poco italiani ,noi siamo corretti ,onesti governiamo bene

Diego Barruscotto: corretti onesti e governiamo bene mmmmmmmm molti si lamentavano di Berlusconi inquisito ma il nostro Presidente ??????????????????????????????? condannato nel 94 e rieletto?????? e molti altri e tutto quello che riguarda la pessima gestione del Casino???????????????? Luciano Deval cosa mi dici?

Luciano Deval: non accetto provocazioni uno che cerca di paragonare berlusconi con chi??????? mi faccia il piacere mi facciaaaaaaa … n alto adige vivono altoatesini fieri della loro autonomia il 70%%% sono nella sud tirolen ,non sono sciocchi come noi ,qui ci sono 15 partiti cosa servono ,servono allo stato per poter dire che qui siamo in pochi a credere nell,autonomia…ma lei si rende conto che il governo prima di berlusca poi monti ci hanno fatto perdere il 20%%%% di turismo ,gli stranieri amano l,italia ma meno gli italiani ,se diamo l,italia in mano a norvegesi o olandesi dopo qualche anno saremmo la migliore nazione in europa.

Ceronetti, lo scrittore, tanto tempo fa disse che non era giusto che tutti gli elettori fossero appiattiti dalla obbligatorietà di valere un voto ciascuno, che questo dovesse essere guadagnato con il merito e conquistasse quindi una sua variabilità. Tutti al voto sì, ma personalizzato: ai tipi come Deval la possibilità di un voto, ai Ceronetti dieci: mi sembra una buona idea no? Ma conoscendoci non sarebbe possibile, al massimo si otterrebbe il contrario!

Bruciamo lo Statuto!

11 ottobre 2012

La Valle d’Aosta  sente la necessità di fare fronte comune con le altre regioni autonome cioè con la Sicilia e la Sardegna campioni insieme a noi di spreco di risorse pubbliche (tralascio le regioni del nord ovest che almeno hanno saputo quantificare la loro autonomia, creando autentico sviluppo territoriale). A leggere l’articolo di oggi sulla Stampa non c’è che farsi due risate: i toni sono guerreschi, ma in guerra ci andranno solo loro: i politici! Gli unici che, insieme ai parenti e amici, hanno abbondantemente beneficiato dell’autonomia. “L’autonomia si regge sul fronte delle risorse”, questo ha detto Zucchi del PdL che di risorse se ne intende. A noi, miseri mortali, che ce ne frega? Abbiamo dei servizi da terzo mondo come ha detto Rollandin riguardo ai trasporti, una scuola che cade a pezzi, una sanità in perenne restauro, una città bruttina, una valle magnifica, ma che giorno dopo giorno, grazie a una politica di sfruttamento intensivo delle risorse, perde pezzi della sua bellezza. A noi che ci ha fruttato l’autonomia? Ci ha tolto la dignità di essere dei cittadini e ci ha trasformati in questuanti. Dipendiamo da palazzo Deffeyes per qualsiasi cosa, alla faccia del centralismo romano! Pure il voto, ultima libertà, abbiamo venduto in cambio di una cena pagata con i soldi conferiti ai gruppi consigliari (vedi alla voce: spese di rappresentanza). Chi siamo noi per difendere ciò che ha generato spreco, clientelismo e malaffare? Claudio Lavoyer, condannato e prescritto (uhaa uhaa uhaa!) e che non ha ancora risposto ad alcune inquietanti domande, invita a “reagire con determinazione alle politiche centraliste”. Ma non vi scompisciate dalle risate? Questi omuncoli cresciuti politicamente e quindi economicamente (ma l’intelletto è rimasto quello di un criceto) grazie all’assenza totale di un controllo e di una gestione feudale del potere, chiedono a noi di reagire? Ma il loro elettorato, come gran parte dell’elettorato valdostano, reagisce solo se dai in cambio qualcosa e adesso che i soldi non ci sono più cosa possono promettere i nostri feudatari? Quali incarichi? Quali assunzioni? (vedi alla voce: guardie forestali assunte a gogo e poi licenziate per mancanza di liquidi). Sulla difesa dell’autonomia di cui quasi nessuno  conosce la ragione, saranno soli. In prima linea. Speriamo che il “nemico” li faccia fuori al primo colpo.

Un’idea

12 settembre 2012

Domandina semplice semplice

9 settembre 2012