Posted tagged ‘Razzismo’

Perle

11 agosto 2013

Altra perla di giornalismo, questa volta l’ostrica che l’ha prodotta è la Gazzetta matin nella rubrica “In Salita e in Discesa”. In Discesa troviamo il noto ginecologo, nonché fotografo, Mauro Paillex, che si era lamentato sul suo profilo fb di non poter dire negri e finocchi senza il rischio di una denuncia. A causa di questa assenza di libertà aveva definito l’Italia un Paese di merda. Giusto, quindi, metterlo in discesa, ma non si scrive Ney York, bensì New York, città impressa nelle fotografie del suddetto e attualmente esposte al castello di Saint-Rhémy-en-Bosses.

Domande a Rudi

31 luglio 2013

Che ci fa Rudi Marguerettaz (Stella alpina) vicino a Gianluca Bonanno e a quelli della Lega nord? Cosa ci fa insieme ai razzisti e agli omofobi? Nessun fastidio? Nessun imbarazzo?

Sto per diventare razzista!

20 febbraio 2013

Altra cosa che mi dà sui nervi è che un candidato pulito, serio, rigoroso nel suo mestiere, come lo è Jean-Pierre Guichardaz, sia fra tutti i papabili il più fragile è lo è proprio perché è pulito, serio e rigoroso nel suo mestiere. Paradossale no? Ho sentito frasi come: non lo voterei mai! Alla richiesta di spiegazioni queste le risposte più frequenti: non lo conosce nessuno. Già, chiediamo volti nuovi alla politica, li pretendiamo e poi quando uno si presenta senza tessera e senza un curriculum trentennale trascorso a cambiare poltrone, ecco che questa sua verginità viene vista come un handicap. Altra risposta: perché come ispettore dell’USL mi ha rotto le scatole! Eh già, ancora una volta ci comportiamo da bravi berlusconini in erba: le regole valgono per gli altri, se sono io che sbaglio e vengo giustamente ripreso da uno che è pagato anche da me per svolgere quel compito, ecco che non mi va bene. Preferirei un farabutto, uno che fa finta di niente e magari mi chiede pure una mancetta o un pezzo di Fontina. Così si ragiona. Non stupiamoci troppo se siamo finiti nel baratro. Ci piacciono troppo i delinquenti, i furbetti, quelli che cambiano spesso bandiera pur di stare in piedi, i finti ribelli… . Vi confesso che comincio a diventare razzista sul serio: non sopporto più gli italiani!

Adottata sarà lei!

24 gennaio 2013

La signora Elena Pascal, sulla Stampa di ieri, elencava una summa delle tipiche banalità  localiste della Lache Gauche. (Strani rapanelli marci, rossi di fuori neri di dentro: rossoneri insomma….). Dunque alcuni concetti  meritano confutazione.
Il leitmotiv, tipico di tutti i localismi persecutori, ripete pedissequamente lo schema unionista degli ultimi 50 anni: l’Autonomie est en danger, faut défendre le Statut Special. Come biascica Perron. Le amenità sono altre: “dello Statuto Speciale non importa nulla ai figli di coloro che nel Ventennio vennero ad italianizzare la Vda”. Lo Statuto non è più una legge dello Stato, dunque modificabile in caso di mutazione della situazione storica, ma un dogma immutabile: come l’Immacolata concezione, l’Immacolata autonomia. Alla Khomeini. Secondo: nell’Europa della libera circolazioni di merci, capitali e persone, interpretare le immigrazioni come complotti per alterare realtà “etnico-linguistiche” è ragionamento da leghista di Adro. Gli immigrati magrebini ( o slavi, o rumeni) non vengono ad Adro per snaturarne la pregiata genealogia, ma inseguendo  lavoro e pane. La loro presenza può sortire il risultato di alterare i preziosi equilibri culturali e linguistici che fecero di Adro una piccola Atene della Padankia (Padania della minkia…)? Un borgo famoso nel mondo per le tradizionali gare di rutti , le Ruttiadi celtiche?
Certo. Ma è mutazione benefica. Evita il gozzo di Adro, tipico delle realtà provinciali autistiche, quelle che non praticano alcuna “contaminatio”, meno che mai culturale. Dulcis in fundo, madame Pascal usa il termine “italiani di adozione”. Sicuramente, nelle sue intenzioni il termine non è  offensivo, ma è ugualmente da respingere. A nessuno, nemmeno ad un fascio-razzista di casa Pound, verrebbe in mente di definire un valdostano come “ italiano di adozione”. Lo stesso per chi è venuto in Valle . Si adottano i poveracci, i figli di puttana, i trovatelli e i morti di fame, ma nessun italiano venuto in Valle aveva tutte queste caratteristiche. Gli italiani in Valle non hanno bisogno di essere adottati, sono a casa loro. Oppure la Vda non fa parte del territorio della Repubblica? Boeri di montagna… (roberto mancini)

Alla deriva

23 dicembre 2011

Fa bene la CGIL a voler informare il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, circa le gravi affermazioni che Marco Albarello ha divulgato su Facebook. Con un linguaggio da scaricatore di porto (altro che commendatore della Repubblica!), l’atleta prova una ripetuta vergogna nei confronti degli immigrati che hanno manifestato contro l’assassinio di due venditori ambulanti da parte di un estremista di Casa Pound. Li manda a FFANCULOOOOOO, ma in cuor suo desidererebbe mandarli al Creatore. Eppure Albarello, essendo un olimpionico, ha giurato sulla Carta Olimpica che fra i suoi articoli cita: ” Toute forme de discrimination à l’égard d’un pays ou d’une personne fondée sur des considération de race, de religion, de politique, de sexe ou autres est incompatible avec l’appartenence au Mouvement oympique.”. Sarebbe opportuno informare il CIO della performance dialettica dell’atleta. Il ritiro delle sue medaglie, sarebbe la conseguenza più ovvia per aver tradito i principi basilari della Carta Olimpica a cui, evidentemente, Albarello non appartiene più. Su FB qualcuno, solidale con le esternazioni razziste, condanna le critiche definendole frutto di ipocrisia, perbenismo, buonismo… , qualcuno che volutamente ignora sia le condizioni reali degli immigrati sia il peso delle parole in bocca a un personaggio pubblico. Di ignoranti così ce ne sono molti, purtroppo, l’Italia del berlusconismo non è finita. Dobbiamo prendere atto che viviamo in un paese alla deriva.

Linea d’ ombra

30 Maggio 2011

Sulla Vallée notizie compare una foto con un signore di probabili origini magrebine che dorme su un divanetto. L’articolo sottostante definisce il dormiente una vittima della “fin troppo accogliente biblioteca regionale”. Il sarcasmo del giornalista (btb) continua nel considerare il riposo del “marocchino” l’effetto del massiccio peso della cultura a cui è stato sottoposto. L’ironia si interrompe brusca con la classica parola: vergogna! Segue la lamentela tipica di un pensiero che si può definire senza ombre razzista: figli costretti a convivere con marocchini… . Termina con la richiesta di intervento e possiamo facilmente intuirne la tipologia. Dormire su un divano, magari occupandolo per ore, non è bello e, credo, neppure consentito. Ma questa legittima indignazione non potrebbe essere facilmente gratificata dall’ingerenza degli impiegati? Perché permettono ciò? Sono sempre più convinta che le responsabilità siano a carico di chi gestisce una struttura e meno, molto meno di chi la usa. Non sono le regole che mancano, ma il dovere di farle rispettare. Il rispetto si impara, ma occorre che qualcuno lo insegni e questo vale per tutti, valdostani compresi.

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Brutti, sporchi e cattivi!

12 Maggio 2011

- Dove li manderesti questi? - - Mah, qualcuno aveva pensato al Madagascar!-

La trama potrebbe essere quella di un film. Due uomini cercano il consenso elettorale, cercando di colpire alla pancia dei più sfortunati. Si tratta di un giochino facile che però si traduce sempre in una manciata di voti in più. Il soggetto è logoro, ma sempre attuale e piace come piacciono i cinepanettoni: gli extracomunitari. Dunque perché non sferrare una bella campagna demagogica contro di loro? “Niente contributi regionali per l’affitto a chi proviene dalle coste del sud del Mediterraneo!”, sostengono gli alfieri locali della Lega sottobraccio ai nomadi della Fédération.  Se non è razzismo questo! Ma è anche un argomento che fa breccia, che può generare una guerra fra poveri  che farà gli interessi di chi povero non è. Sergio Ferrero (Lega) e Leonardo La Torre (Fédération) pensano alle elezioni e cercano consenso facile (dei lavoratori extracomunitari che non votano non gliene frega niente), pur sapendo di violare una normativa nazionale e, nel caso di La Torre, di aver approvato il piano regionale sulla casa che prevede i contributi a chi ha maturato cinque anni di residenza, indipendentemente dal luogo da cui arriva. Ma questi fatti vengono taciuti, i due puntano alle viscere dello scontento, generando divisioni etniche a danno di una sana integrazione. Questo per mantenere lo scranno che ospita le loro flaccide natiche.

Viva Mario!

12 gennaio 2010

Ci siamo ripromessi di non occuparci di quello che sta fuori Pont Saint Martin, per il semplice motivo che non ci sentiamo all’altezza. Ma considerato il razzismo montante che ammorba sempre di più l’aria della nostra Penisola, ci teniamo a ribadire che noi, i nessuno di Patuasia news, stiamo dalla parte di Mario Balotelli e dei disgraziati lavoratori di Rosarno. Tutto qui.

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