Posted tagged ‘Programma elettorale’

Programma cosa?

4 marzo 2015

Queste elezioni si ricorderanno come le più ridicole della Storia della città, ma anche le più autentiche. Oltre agli schieramente piuttosto bizzarri, il ritorno del PD prodigo alla casa unionista dopo l’opposizione ferocissima è un capolavoro di stravaganza, anche il metodo presenta delle novità che fanno chiarezza. Non applicato alla sostanza che rimane la stessa, ma alla facciata. Gli accordi, a parole, sono sempre stati presentati come accordi di programma. Erano gli obiettivi comuni che venivano presentati come il collante per unire le diverse formazioni politiche, mai le poltrone! Qualcuno oggi ha letto un programma? Aria fritta tanta, ma di programmi dettagliati neanche l’ombra. E allora? Sulla base di quali piani di lavoro si sono uniti Union, SA, PD, Creare Vda e tra un po’ il PSI? E su quali progetti comuni si uniranno l’UVP, Alpe e Sinistra? Saranno le apposite commissioni elettorali a elaborarli, ma DOPO! Il fondo melmoso della politica si è schiarito: il programma è sempre stato l’ultimo dei problemi. Il più noioso, inevitabile sacrificio sull’altare del giochetto elettorale.

Solo chiacchiere!

10 Maggio 2013

Il programma della Stella alpina è ricco e dettagliato, conta nove pagine. Si sono impegnati. Ripresa economica – lavoro e occupazione – istruzione moderna – attenzione al territorio – difesa dell’autonomia e via dicendo, ma a premessa di quanto scritto ci sta una clausola che dice: “per realizzare gli interventi previsti nel presente programma si dovrà tenere conto che le risorse a disposizione nel prossimo futuro saranno sempre di meno” (La Stampa). Cioè io prometto di tutto, ma se poi non mantengo la parola non è colpa mia! Ma è un programma serio un programma con la condizionale? No! E’ prendere per i fondelli l’elettorato, perché non è che non si è capito che siamo in crisi, ciononostante sarebbe opportuno che l’offerta presentata fosse perlomeno credibile e si basasse sulle reali possibilità di una sua realizzazione concreta.  – Se avessi i soldi ti regalerei un diamante – dice lui – Non ne hai molti, cosa potresti offrirmi – risponde lei. Ecco, chi promette sulla base di desideri che sa irrealizzabili non è affidabile, lo fa per rendersi interessante, mostrarsi generoso, darsi un lustro che sa di non possedere e lo fa usando le parole. Nella realtà dimostra di non essere neppure in grado di pensare a un più realistico mazzolino di fiori che comunque farebbe la sua figura.

Cosa voglio fare 4

16 Maggio 2010

Realizzare un ostello della Gioventù e ripristinare la meritocrazia!

Abbiamo una Cittadella dei Giovani, ma non abbiamo un Ostello per la Gioventù! Io penso che sia necessario, anche perché a molti dei nostri ragazzi farebbe un sacco bene il confronto con i giovani di altri Stati. La subcultura di chez-nous, quella della chiusura verso l’esterno che-tanto-bastiamo-noi è una subcultura autolesionista (come tutte le subculture). Nessuno basta a se stesso: il dialogo è necessario per affrontare con saggezza gli inevitabili cambiamenti del tessuto sociale! Inoltre doterei la città di uno spazio espositivo degno, aperto alla creatività cittadina, che non significa (come si fa ora) dare spazio a tutte le schifezze possibili. Questo falso concetto di partecipazione ha di fatto ucciso quello sano di meritocrazia. Poter acquistare merito aiuta tutta la collettività a crescere, il resto è clientelismo che genera comportamenti mafiosi e stronca ogni libera espressione.
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Cosa voglio fare 2

8 Maggio 2010

Il degrado fa male, la bellezza invece guarisce.

Andrò in giro, come faccio ora, munita di camera digitale e scatterò-scatterò foto che poi studierò a tavolino con gli addetti ai lavori per progettare una successiva attività di maquillage urbano. Qui ci vanno degli alberi, lì una siepe per ricoprire quel brutto muro, là bisogna sostituire quelle piante secche e poi occorre ripulire questi muri, rimettere le lampadine, i fiori, lavare o, ancor meglio, cambiare il sistema dei cassonetti, ripavimentare questo vicolo, questa strada, quella via, riordinare la segnaletica, dare una coerenza all’arredo urbano… , niente di faraonico, niente di costoso, ma tanta e ancora tanta cura. Perché il degrado fa male, mentre la bellezza guarisce. Questo per incominciare.

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