Posted tagged ‘Privacy’

Quale privacy?

20 febbraio 2012

L’ex assessore Lavoyer ha sempre detto che la questione dei suoi conti bancari è una questione personale, ma c’è una legge regionale dell’11 agosto 1981, n.48 che chiede a ogni consigliere di presentare annualmente alla Presidenza del Consiglio una dichiarazione dalla quale risultino lo stato patrimoniale e tutti i redditi provenienti da attività di qualunque genere o natura. Inoltre OGNI CITTADINO può prendere visione dell’anagrafe patrimoniale con semplice richiesta scritta al Presidente del Consiglio. Questo per dire che il concetto di privacy del nostro Claudio non coincide con quello delle istituzioni.

Quale privacy?

3 gennaio 2012

Qualche giorno fa un cittadino si è recato in Comune ad Aosta per farsi dare una copia di un documento. All’ingresso consegna la carta di identità come richiesto dal personale. Entra e si reca nell’ufficio preposto. Dopo pochi minuti esce e al controllo gli chiedono di attendere in quanto un addetto doveva ancora completare la registrazione dei suoi dati. Alla domanda,  se lo stavano schedando la risposta è stata sì. Avevano ricevuto ordini precisi in merito… . A Patuasia il cittadino domanda, se è normale registrare i dati su un terminale all’ingresso. La domanda relativa alla privacy è legittima dunque, noi la giriamo ai numerosi dirigenti e assessori che leggono quotidianamente il blog.

Della privacy me ne fotto!

2 luglio 2010

Esercizio per la mente 1

Famiglia

La scusa è quella della difesa della privacy, la verità è molto più profonda. Intanto quale privacy? Ogni giorno riceviamo telefonate che ci invitano a quella o a quell’altra promozione: telefonia, vini, mobili, olii, vacanze… . Non ci lasciano pranzare in pace, dormire, andare in bagno: il telefono squilla e uno sconosciuto ci pubblicizza qualcosa, costringendoci spesso a far leva sulla maleducazione, salvo poi sentirci in colpa, pur di liberarcene. Conoscono le nostre abitudini, i nostri gusti, siamo sempre più rintracciabili… . E’ questa la privacy? No, il mercato è bulimico e della nostra intimità se ne frega. La nostra società è dettata dalle leggi del mercato quindi, di conseguenza, si potrebbe dire che la privacy non esiste, eppure formalmente lo Stato la difende. Perché? A parte la necessità del Primo Ministro di seppellire l’informazione per questioni personali, la difesa della privacy si confonde con quella della famiglia. E sulla famiglia si fonda il nostro Stato. Una famiglia sempre più ridotta, isolata, chiusa nelle pareti di casa, dentro alle quali ogni problema si fa gigante perché privato di un confronto che possa alleggerirne il peso. La famiglia è sola con i suoi problemi economici, sociali, affettivi. E’ questa la privacy! Una macchina che genera solitudine, che alleva la disperazione, che causa tragedie. La sacralizzazione del privato ha indotto la famiglia all’isolamento e la società che ne consegue è la sommatoria di queste solitudini. Eppure si è sempre detto che l’uomo è un animale sociale, dunque sarà a causa di questo vuoto che la famiglia è impazzita? E’ sufficiente leggere le cronache per rendersene conto. Una società sola è debole e ha paura. Più facile da manipolare. Utile e sano sarebbe tornare al sociale, coltivare il sentimento della comunità, dell’altruismo… per sconfiggere i demoni che, inevitabilmente, si fanno padroni nel buio di una ingannevole cella.

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