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Squalificati e squallidi

30 novembre 2012

Il signor Mario Badino aveva scritto una lettera al Presidente della Republica, lettera cofirmata da 200 persone, per chiedergli  se l’invito al non voto da parte di alcune forze politiche fosse legittimo. Il Quirinale ha risposto.

La Costituzione, nel disciplinare i rapporti tra singoli e i pubblici poteri, prevede anche una serie di prestazioni puntuali e di comportamenti qualificanti, il cui adempimento, per la sua necessarietà e rilevanza sociale, viene considerato un dovere. Tra gli altri, il dovere di voto, definito civico dall’articolo 48, comma secondo. L’adempimento di tale dovere è affidato peraltro più alla coscienza, appunto civica, degli elettori che alla obbligatorietà del relativo comportamento, non assisita da efficaci sanzioni giuridiche.” Quindi il Quirinale conferma ciò che abbiamo detto e cioè che votare è un dovere civico. Non è obbligatorio, ma è un comportamento qualificante. L’invito all’astensione per il voto referendario, da parte dei nostri politici di maggioranza, è quindi da intendere come l’invito ad assumere un atteggiamento squalificante. E simile comportamento non può di certo elevarsi a diritto come volevano far credere. Da politici squalificati e squallidi che possiamo avere?

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Presidente ci aiuti!

14 novembre 2012

Riceviamo dal signor Mario Badino e volentieri pubblichiamo.

Gentile Presidente Giorgio Napolitano,

come certo saprà, domenica 18 novembre in Valle d’Aosta si svolgerà un referendum propositivo. Obiettivo della consultazione popolare è decidere se mettere al bando o meno i sistemi di trattamento a caldo nello smaltimento dei rifiuti prodotti in Valle. Il quesito è stato ritenuto ammissibile dall’apposita commissione regionale e tale giudizio è stato confermato dalla magistratura, che ha respinto i ricorsi presentati contro il referendum. A fronte di ciò, i partiti della locale maggioranza di governo (Union Valdôtaine, Stella Alpina, Fédération Autonomiste e Pdl), che indicano nella costruzione di un pirogassificatore la soluzione più idonea per il trattamento dei rifiuti, invitano pubblicamente all’astensione, con tanto di manifesti “elettorali” che recitano: «Non andare a votare in democrazia è un diritto». Il Presidente dell’Union Valdôtaine, Ego Perron, per legittimare «la possibilità del non voto», ha perfino citato l’articolo 75 della Costituzione. Come cittadini, invochiamo il Suo intervento chiarificatore di Garante della Costituzione. È davvero conforme allo spirito costituzionale astenersi dal voto? O la possibilità del “non voto”, prevista dall’articolo 75, si limita a registrare un’evenienza di segno negativo? È poi legittimo invitare la popolazione a non recarsi alle urne, al fine d’impedire il raggiungimento del quorum? In caso affermativo, è accettabile che tale invito sia formulato da forze politiche che esprimono la locale maggioranza di governo e sono perciò identificate da alcuni cittadini con le stesse Istituzioni? Ci sembra, infine che l’invito all’astensione sia in contrasto con il carattere di segretezza del voto garantito dall’articolo 48 della Costituzione, specialmente in un contesto di piccoli seggi e piccoli paesi: è chiaro infatti che, quando a chi voterebbe «No» è chiesto di rimanere a casa, i cittadini che si recano alle urne sono etichettati come sostenitori del «Sì». Nel ringraziarLa per la Sua attenzione, confidiamo, signor Presidente, nel suo interessamento per la vicenda, che certo restituirebbe al confronto democratico tra proposte diverse la centralità necessaria in vista di una soluzione condivisa dei problemi della comunità.

Grazie Giorgio!

4 ottobre 2011

Grazie, Presidente Napolitano, per aver obbligato, con la Sua visita ufficiale alla città, la nostra amministrazione comunale alla doverosa manutenzione urbana di cui noi comuni cittadini non abbiamo diritto. Speriamo che ritorni presto e che le Sue visite siano costanti così da non inciampare noi nei buchi numerosi delle nostre piazze e di godere  per un po’ di un verde pubblico almeno decente.