Posted tagged ‘Piero Floris’

Questione di principio!

12 febbraio 2015

Se una fidanzata mi lascia per un altro, ma quell’altro la caccia, poi che faccio? La riprendo?” E’ chiaro che alla domanda così postata la risposta implicita è no! Piero Floris la fidanzata non se la riprende. E perché non potrebbe farlo? Se l’ama, se ha un progetto da condividere, degli obiettivi che si possono ridiscutere perché non riaprire le porte? Perché non gli piace l’usato? Perché la ferita narcisistica è troppo grande per rimarginarsi? Perché l’onore di un uomo viene compromesso da una fidanzata traditrice? Ma questi sono pensieri medievali? Periodo storico dal quale non ci siamo mai evoluti! Con questo modo di ragionare il nostro Floris rischia di rimanere scapolo a vita! E Alpe all’opposizione sempre!

Fatto a pezzi!

11 febbraio 2015

Piero Floris, il presidente di Alpe ha dato le dimissioni. Il motivo la non unitarietà del partito. Ma quando mai il partito è stato unito? Mai! Il gruppo degli ex Renouveau appartiene a una cultura che si può definire più montana, mentre gli altri: gli ex VdAVive e Verdi sono di estrazione urbana. Sembra comico fare questa distinzione, me ne rendo conto, ma è così. Oppure non ne trovo altre che chiariscano bene il concetto delle differenze culturali di fondo. I tre consiglieri regionali si troverebbero più a loro agio fra le truppe dell’UVP, se ancora rimangono al loro posto è per ragioni utilitaristiche non certo ideologiche. Le dimissioni di Floris non aiutano il partito già in difficoltà, soprattutto ora con tanto di elezioni comunali dietro l’angolo. Umanamente sono comprensibili.

Una mentina?

26 gennaio 2015

Oggi Fulvio Centoz, segretario del PD, dice che i punti di riferimento sono diventati i contenuti e che le prese di posizione personali non devono essere il perno della politica, se no non se ne esce. A dire il vero lo diceva anche ieri, ma i suoi consiglieri regionali, allora duri e puri sostenitori del cambiamento radicale (?) gli fecero la guerra. Oggi che sono i Viérin a battere la pista, la loro posizione si è ammorbidita. Evidentemente il ruolo di interlocutore di primo piano non è quello adatto al PD, preferisce il profilo basso, si sente garante nei rapporti con lo Stato e questo è sufficiente. Anche Alpe si è lasciata fagocitare dal clan di Jovençan, dagli slogan rivoluzionari necessari all’UVP per giustificare la scissione dalla casa madre. Ma davvero è solo Rollandin il problema? O piuttosto un pensiero dominante che coincide con l’autonomia intesa come terreno di proprietà esclusiva di chi governa? Non è fin troppo facile scaricare su un capro espiatorio le cause della crisi della Valle d’Aosta? Se la colpa è solo sua tutti gli altri sono innocenti, al massimo vittime. Ma è così? Io non credo che sia così. Tra i massoni locali si nascondono nomi insospettabili. Di qua e di là. Ma nella stessa famiglia. (altro…)

Il dibattito no!

24 gennaio 2015

Leggo l’editoriale di Piero Floris, segretario di Alpe, e scopro la vera natura del suo partito che lo blinda all’opposizione. Scelta nobile senz’altro. Ma ci serve? Poco, quasi niente. Quel tanto d’aria giusto per non morire di asfissia. A Floris preoccupano l’identità (sindrome della sinistra) che in Alpe non è mai stata chiara, e la fiducia degli elettori che non va tradita. Ma cosa vogliono gli elettori? Più fatti, più lavoro, più scuola, più trasporti, più servizi, insomma una maggiore qualità di vita e poi… ben vengano anche una maggior onestà e una maggiore trasparenza. E come si ottengono questi obiettivi? Governando. E come si può governare? Le strade sono due: ampliare il consenso, cacciando voti oltre alle proprie sponde o trovare un compromesso con chi governa. Nel primo caso non vedo margini di acquisto: i ribelli unionisti hanno trovato asilo in UVP; le sensibilità più a sinistra trovano più affascinante l’avventura greca che qui prenderà le sembianze nella lista l’Altra Valle d’Aosta. I verdi moderati si estingueranno. La possibilità di un compromesso non l’hanno voluta cogliere e hanno trasferito l’occasione nelle mani dell’ex alleato Viérin che si è intortato con estrema facilità il PD. Vecchia storia! Invece Alpe, seguita dal PD che sarebbe venuto appresso, sarebbe stata una grande novità. Elettorato tradito? E perché se si riesce a portare a casa qualche risultato? Meglio stare a guardare, lasciando agli altri le decisioni? Ora Alpe non ha più scelta, ma una forzata opposizione composta da sette consiglieri. Tanto a Floris piacciono i dibattiti…

Bella domanda2

22 gennaio 2015

“I partiti nazionali sono destinati a sparire dalla VDA? Si ha l’impressione di sì. Dove sono? Siamo circondati da unionisti di varie sfumature, li troviamo in ben tre partiti: UV, UVP, Alpe. Stella alpina è serva del primo. Una parte di Alpe è serva del secondo. Un monopartito con correnti diverse al suo interno dettate da interessi economici e ambizioni che corrispondono ai due clan rossoneri. In Alpe, la presenza di una cultura urbana crea forti contraddizioni. Se gli ex Verdi trovano affinità con gli ex di VdAvive con gli ex di Renouveau le cose si complicano. Questi ultimi sono e restano unionisti. Però progressisti. L’errore di Floris, ma non solo suo, è stato quello di non capire che il bersaglio non era Rollandin, ma l’Union valdotaine. Per indebolire i leader andava indebolito il partito. Cosa che già era avvenuta al suo interno con Louvin prima, Perrin dopo e per ultimo Viérin. Mantenere la divisione doveva essere la costante di ogni azione politica da parte di Alpe e del PD. Con le parti unioniste che riprendono il dialogo non solo Milanesio e Rollandin devono diventare centenari per sperare in un cambiamento, ma a questi vanno aggiunti i due Viérin, quelli che lo hanno messo all’angolo. E, se Rollandin è prossimo alla “pensione” (tre mandati), il giovane Viérin quando rientrerà nella casa madre avrà tre lustri davanti. L’unica speranza a questo punto potrà arrivare da Roma con la riforma del Titolo V.

Bella domanda!

22 gennaio 2015

“I partiti nazionali sono destinati a sparire dalla VDA? Si ha l’impressione di sì.” Questa è proprio una bella domanda postata da un caro utente di Patuasia. Un partito è già sparito e si tratta dei Verdi oggi nell’agglomerato di Alpe, composto in buona parte da ex unionisti. Tra un po’ spariranno anche lì, almeno i loro elettori che, con buone probabilità confluiranno verso L’altra Valle d’Aosta più rappresentativa delle loro idee. Qual’è stato l’errore di Riccarand? Quello di raggruppare all’interno del nuovo partito, oltre ai fuoriusciti unionisti di Vdavive, anche quelli di Renouveau. Gli attuali consiglieri Morelli, Chatrian e Certan legati affettuosamente a Carlo Perrin. Politici che arrivano dalla “campagna”. Un divario culturale da non sottovalutare. Riccarand e gli altri fondatori cittadini, speravano di aprirsi al territorio e in effetti così è stato: Alpe ha portato a casa cinque consiglieri, ma tre unionisti di ferro (oggi in quota a Viérin). Per questa “apertura” il prezzo più alto l’hanno pagato i Verdi che in Consiglio regionale non hanno più voce. Ne valeva la pena? Sembra che Alpe sia stato, per i perriniani, il mezzo di trasporto per arrivare in Consiglio, da soli non ce l’avrebbero mai fatta e neppure tra le fila dell’Union. Immagino che l’attuale segretario abbia trovato assai difficile convincerli a non andare alla Costituente, occasione splendida per un aggancio ufficiale e ideologico all’UVP senza il quale risulta compromessa la scusa per andarsene. Immagino che i tre rosichino assai.

Usa e getta!

18 gennaio 2015

In politica più che mai va l’usa e getta! In questo caso è Alpe a farne le spese. Si è fidata dei suoi alleati, cioè si è fidata degli unionisti che hanno governato fino a pochi mesi fa; si è fidata di Donzel che aveva fatto carte false pur di entrare nel passato governo Rollandin e poi, dopo il rifiuto di quest’ultimo, all’opposizione dura e pura. In politica non è la fiducia a guidare le azioni, ma gli interessi del proprio gruppo e cioè del proprio elettorato. Il problema di Alpe? I suoi consiglieri sono a maggioranza degli UVP.

E stronzi!

17 gennaio 2015

Per il PD di Donzel, Guichardaz e Fontana, trovare il dialogo con Rollandin era blasfemia pura (Centoz lo aveva preso in considerazione), con il clan dei Viérin no. Perché? Perché in realtà chi detta ancora l’agenda del PD non è uno del PD, ma l’eterno Dino! L’unionista di sinistra. Come se esistesse un’Union solo rossa! E un’Union solo nera! La locazione politica della Balena è sempre stata chiara: ni droite ni gauche. Il GPS del partito rossonero ha da sempre indicato un’unica via: quella dei soldi. Cioè quella del Governo romano in carica da cui l’Autonomia dipende. Adesso è la volta di Renzi. Fulvio Centoz a cui non frega nulla della dignità e di una visione politica più a vasto raggio altrimenti agirebbe diversamente, può dunque contare sul ruolo di sindaco di Aosta, ma si contenterebbe pure di quello di vice-sindaco. Sbattuto fuori di casa verrebbe quello attuale: Bruno Giordano. Montone sacrificale per il bene della Vallée. (Ma siamo certi che non rimarrà a bocca asciutta!). (altro…)

L’incognita

15 ottobre 2014

Alla ricerca di una maggioranza che non c’è. Di tornare alle urne nessuno ne ha voglia e con questa legge elettorale il quadro potrebbe presentarsi più o meno simile. Dunque via libera al dialogo per cercare dei punti di contatto necessari per andare avanti. Sembra facile. Per Piero Floris, presidente di Alpe, l’apertura al dialogo è vincolata alle dimissioni di Rollandin. La posizione di Alpe rimane con coerenza quella di prima, se le altre forze di opposizione seguiranno l’esempio la situazione del Consiglio regionale rimarrà immobile. Nel caso invece che l’UVP e il PD entrino a far parte della nuova maggioranza, Alpe rischia di essere tagliato fuori con le conseguenze che questo potrà portare al suo interno. L’incognita magistratura mette il coperchio su tutto.

Grazie Piero!

8 giugno 2014

Avremmo potuto festeggiare di meno e andare un po’ più sul concreto” Così dice dalle pagine della Stampa il segretario di Alpe, Piero Floris. Aggiunge: “Ci siamo fidati di chi si è esposto come ad esempio Leonardo La Torre…“. E cosa ha sempre scritto da un po’ di tempo in qua la sottoscritta? Grazie Piero!