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Piazze…

10 ottobre 2010

Una piazza di Granada, notate la differenza con le nostre? Gli alberi ad esempio!

Riceviamo da Maurizio e volentieri pubblichiamo.

Ciao Pat,
sono appena tornato da una settimana in Spagna e, tra le altre cose, sono andato a visitare Granada. Come puoi vedere dalle foto allegate TUTTE le piazze, anche le meno importanti godono di una cura e di un’attenzione che noi possiamo solo sognarci. Eppure, a sentire gli spagnoli, la crisi ha colpito e continua a colpire duro. Tra l’altro “ufficialmente” loro fanno parte dei PIGS e l’Italia no…
E la Valle d’Aosta, all’interno dell’Italia, è una delle regioni “ufficialmente” più ricche e privilegiate. Allora com’è che le nostre piazze e i nostri viali sono così diversi…? Mi sfugge qualcosa…?

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Fa fine e non impegna

21 settembre 2010

Mi piacciono le conferenze. Qui ne organizzano tante! Hanno temi meravigliosi che lasciano immaginare un futuro radioso: città senza auto, green economy, energia alternativa, turismo soft, cibo biologico, architettura bio, natura, etica e legalità. Insomma preludono al paradiso. Però nella realtà le cose funzionano al contrario. Ad esempio, quando si progetta una piazza gli alberi non sono mai previsti (piazza Narbonne e piazza Caveri). In città gli alberi sono considerati inutili: non danno legno, non danno frutti, non danno profitto. La loro bellezza è disprezzata, genera problemi e, nei parcheggi, toglie posti auto (piazza Plouves). La mitigazione delle brutture architettoniche, può essere facilmente raggiunta con la posa di alberi, ma più facile ancora è organizzare gli incontri che riempiono le sale di buoni propositi, per essere subito accantonati dagli amministratori dopo l’ultimo saluto di circostanza. Per non parlare del tema etica e legalità, organizzato dai protagonisti di vicende giudiziarie. O del cemento che divora il territorio. O del turismo caciarone e volgare. O dell’energia pulita che si traduce in decine e decine di centrali idroelettriche. Insomma, sembra che per i nostri amministratori, finanziare le conferenze sia solo un palliativo per mettersi a posto la coscienza sporca. Fa fine e non impegna.

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Sperar non nuoce

10 agosto 2010

C’è da crederci? I propositi del nuovo sindaco, Bruno Giordano, sono buoni, anzi ottimi. L’idea di riqualificare le piazze, di dare lustro al nostro patrimonio culturale, senza annientarlo con soluzioni monumentali, vedi alla voce Teatro romano, è più che apprezzabile, ma sarà vero? Le grandi promesse hanno le gambe corte, ma ci piacerebbe ricrederci. Per una volta avere torto. Avere torto marcio e poter usufruire di piazze all’altezza del loro significato. L’attenzione allo spreco aggiunge punti al novello Primo Cittadino. Nel passato troppi soldi sono stati gettati con risultati penosi (piazza Narbonne, via Antica Zecca, piazza Severino Caveri, per citare gli esempi più eclatanti), che la crisi economica incominci a dare i primi segni positivi, nel senso di uno sviluppo della ragionevolezza? Malgrado tutto, siamo tentati dalla speranza.

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Promuovere che?

9 giugno 2010

Promuoviamo i nostri beni culturali tramite sabaudi, cartelli pubblicitari, transito di furgoni, transenne abbandonate...

Laurent Viérin è soddisfatto! Il Premio Mogol 2010 Valle d’Aosta  ha registrato il 17.51% di share con un totale di 1.913.000 telespettatori. Così commenta l’assessore all’Istruzione e Cultura: “I dati confermano la crescita della manifestazione rispetto all’edizione precedente… . I risultati ottenuti dalla trasmissione si sommano alla grande affluenza di pubblico che ha assistito alla serata che ha così permesso di promuovere a livello nazionale l’immagine della Valle d’Aosta, in particolare dei suoi beni culturali”. (ANSA). Ma avete presente come sono valorizzati i nostri beni culturali? Sarebbe molto più prudente tenerli all’oscuro che presentarli al pubblico. Un esempio? Le Porte Pretoriane. Fra gru, buchi, transenne, sabaudi, treppiedi pubblicitari, panchine e asfittiche fioriere, non si vedono più. Un altro? Il Teatro Romano. Fra cassonetti dell’immondizia allineati ovunque (provate a contarli) e il nuovo ferroso teatro, scompare. Altro che restitution! Un altro ancora? Le piazze. Tristi, abbandonate al degrado più volgare. Luoghi di memoria trasformati in parcheggi. E ancora buchi, asfalto informe, transenne, segnali di lavoro in corso… . E’ questo quello che oggi offre l’Aosta turistica e non bastano due lucette colorate divulgate dallo schermo televisivo per raccontare una menzogna!

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