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Aosta Capitale del Degrado!

24 maggio 2014
La siepe di bosso è morta a causa di un impianto di irrigazione sempres tato difettoso. lascia in eredità decine di lattine e bottiglie testimoni della movida aostana. Evviva Aosta capitale dell'Ambiente!

La siepe di bosso è morta a causa di un impianto di irrigazione sempre stato difettoso come tutta la piazza Narbonne. Lascia in eredità decine di lattine e bottiglie testimoni della movida giovane aostana. Evviva Aosta Capitale dell’Ambiente!

Capitale della Cultura prima e poi Capitale dell’Ambiente. Riempirsi la bocca di parole altisonanti è sport tradizionale dei nostri amministratori. Che siano solo parole lo si evince dando uno sguardo alla realtà che vuole una città prevalentemente stupida e brutta. Voi direte che esagero, vi rispondo di no. Viaggio e ho l’abitudine di fare i confronti fra quello che vedo e quello che vivo e, mi dispiace, ma da questi viene fuori che io vivo là dove si perde, cioè qui. E non è una questione di soldi, ce li abbiamo avuti e più di altre realtà, ce li abbiamo ancora, è questione di cultura e noi la esprimiamo a un livello molto molto basso. La consapevolezza di vivere rasoterra aiuta a migliorarsi, vi chiedo di incominciare ad allenarvi a guardarvi intorno.

Jolis coins 3

26 novembre 2013

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… e ne abbiamo ancora!

Jolis coins 2

24 novembre 2013
After movida!

After movida!

Sopra la siepe la capra beve, sotto la siepe la capra sporca.

Jolis coins!

24 novembre 2013
Della serie: Giardini d'Italia.

Della serie: Giardini d’Italia.

La settimana europei dei rifiuti secondo Patuasia.

– Se lo nascondo non si vede e se non si vede io non ho commesso il fatto – Con questa benedizione le aiuole di piazza Narbonne sono diventate delle poubelles invisibili. Ma sotto al bosso c’è di tutto. Una vera discarica a cielo aperto. Aosta, capitale della monnezza! Che ne dice il Sindaco, offriamo la candidatura?

Caramelle!

22 settembre 2013

Singolare come i giovanissimi cerchino i luoghi più tristi e sporchi per stare insieme. Uno di questi sono le scale accanto al palazzo del Turismo, quelle un po’ nascoste che portano da piazza Narbonne in via Promis vicino alle Poste. Su quei gradini c’è di tutto: dagli avanzi biologici di una sbornia serale a quelli industriali. Vomiti e lattine decorano l’ameno posto eppure… giovani e giovanissimi vi sostano totalmente indisturbati dagli odori e dalle chiazze. Seduti a gambe nude parlottano. Le coppie si abbracciano. Si mangia la pizza e si beve la birra fra le cartacce unte e i rifiuti di precedenti bivacchi.  – Perché state qui? – ho chiesto – Perché questo è il nostro posto! – mi hanno detto. – Ma non c’è di meglio? Non vedete quanto è sporco? – Ma noooo, sono solo avanzi di caramelle! – CARAMELLE? Sordi, privi di olfatto e ciechi. Come potranno maturare un minimo di amore verso la bellezza? Quella bellezza che aiuta a vivere e a convivere. Così condannati a subire il degrado nella più inconsapevole passività? Come è potuto accadere in una città candidata a Capitale europea della Cultura?

Chi sono?

26 agosto 2013

Chissà se i genitori degli adolescenti di oggi si fanno alcune domande sui loro figli. Dov’è? Con chi è? Cosa fa? Cosa pensa? A giudicare dal livello di educazione dei teenagers si direbbe di no. Mi va comunque di rispondere. Molti dei ragazzini stanno sotto casa mia, in quella mirabile piazza Narbonne che è il cenacolo di vari balordi. Dalla periferia emigrano in centro a cercare luoghi da insozzare per renderli più familiari e poi si sa l’immondizia del vicino è sempre più puzzolente e se non c’è è giusto crearla. Giovani creativi trasformano ciò che è già brutto in brutto e sporco. Poi lo eleggono a residenza. E urlano. Resi sordi dalla musica sparata negli orecchi. Inevitabile ascoltare ciò che dicono. Non ci sono frasi o pensieri articolati: le parole che confezionano un argomento complesso necessitano di un volume basso, ma semplici affermazioni. Piuttosto colorite. Spesso e volentieri le bestemmie si sovrappongono fra loro, creando intrecci meritevoli di qualche sano ceffone. Ma non si fa e, se si facesse scatterebbe immediata una denuncia. Lo sanno e ti provocano con tutta l’energia dei loro ormoni ribelli. Bevono birra. Lasciano le bottiglie incastrate sotto i cespugli di bosso. E pisciano contro il muro. Non quello di casa dove babbo e mamma neppure se lo immaginano un figlio così. Anzi neppure ci pensano di avere un figlio. Non ci sono genitori e non ci sono i vigili. Restano le bottiglie e le teste vuote.

Errori-orrori

3 agosto 2013
Piazza Narbonne, ovvero il casino di sempre.

Piazza Narbonne, ovvero il casino di sempre.

A Parma il sindaco Pizzarotti del M5s  ha inuagurato la tolleranza zero verso tutti quei comportamenti che degradano i luoghi simbolo della città. Dopo un certo orario e in centro storico, niente più raggruppamenti spumeggianti birra, niente bivacchi a ridosso dei monumenti, niente schiamazzi e vandalismi. Il sindaco promette guerra contro tutto ciò che influenza “negativamente anche i flussi turistici per assicurare ai cittadini e ai visitatori l’accesso e la libera fruizione dei beni artistici e culturali” (ilfattoquotidiano.it)

E noi? Noi i vandali ce li abbiamo a palazzo. A sconciare i monumenti ci pensano i nostri amministratori, per cui che sensibilità potranno mai avere per riconoscere il degrado? Che competenze hanno per assicurare il decoro di una città? Loro che distruggono l’armonia urbana di un monumento come la Porta Pretoria, perfettamente inserito nel suo contesto? Tutto quello che hanno fatto è stato un errore e un conseguente orrore. Non c’è bisogno di un elenco, basta passeggiare per Aosta. Cosa ne sanno del senso civico e di come si misura una città? Nulla. Sugli errori-orrori si formano le nuove generazioni, incapaci di valutare e di confrontare, perché quasi privi di una scelta. La televisione a cui si rivolge la politica che cerca facile audience, non è una buona maestra, ma risulta essere per molti l’unico approccio alla “cultura”. Ecco che allora la vita viene confusa con il casino. L’allegria con la sbornia. La felicità con una frettolosa scopata nei cessi di una discoteca.

Copriti!

30 giugno 2013

Dopo tanto dire e fare, finalmente alcuni politici si son fatti sentire. Iris Morandi, Carlo Curtaz e Paolo Fedi di Alpe, hanno espresso in modo inequivocabile il loro giudizio sul bruttissimo ammasso di ferraglia che avrebbe dovuto valorizzare la monumentalità della Porta Pretoria.  In ultimo anche la Sovrintendenza ha detto la sua, difendendo come è ovvio la sua opera. Che dice? Che l’intervento aveva come obiettivo la conservazione delle strutture portanti della Porta romana compromesse dalla neve e dall’azione corrosiva del sale  (e quell’eccezionale stato di conservazione detto e ribadito in due comunicati l’estate scorsa a cosa si riferiva?). Obiettivo che nessuno, men che mai io, ha mai criticato. Per quanto riguarda il passaggio successivo e cioè la valorizzazione del sito, le affermazioni fatte fanno venire i brividi. Dunque, al momento si sono spesi soldi europei e quindi chissenefrega, per realizzare lo schifo di ponti e ringhiere perché non bastavano i fondi per dotare di una copertura l’intera area. Copertura? Maccome, da una parte si scava la terra per ridare l’imponenza originaria della Porta e dall’altra la si tappa annullando la profondità del cielo? Dove si trova la logica? Un conto è il mantello di copertura che l’architetto Norman Foster ha realizzato (scelto fra 132 progetti) per il British Museum e che unifica la sala di lettura con i diversi livelli del Museo, un conto è coprire un monumento romano a firma di uno sconosciuto architetto locale! Secondo la Sovrintendenza l’attuale intervento è quindi da considerarsi “intermedio”. La ferraglia è provvisoria (durerà un bel pezzo come tutto ciò che è provvisorio in Valle) perché è dovuta ai lavori fatti in economia. Ma la Sovrintendenza è ottimista, aspetta freschi soldi europei per dotare il monumento di un cappello che consentirà così di sostituire il ferro con il vetro, altrimenti troppo delicato e costoso da mantenere. Si fa, si disfa e si rifa. La logica è sempre quella. Spendere il più possibile per avere il peggior risultato raggiungibile. Come con la piazza Severino Caveri, come con la piazza Narbonne… l’importante è far girare i soldi agli amici. Intanto noi ci teniamo questo schifo di Porta in attesa di un prossimo schifo: la copertura!

A lezione di stupidità

18 giugno 2013
Una piazza perfetta per gli skateboard, forza ragazzi!

Una piazza perfetta per gli skateboard, forza ragazzi!

Aosta potrebbe essere la “Capitale mondiale de la stupidité“, in fondo potrebbe essere la più sincera e autentica attrattiva turistica che potremmo offrire al mondo. Prendete qualcuno fra i numerosi cantieri che si sono succeduti e i loro risultati e poi non potrete non darmi ragione. Qualche esempio. Piazza Severino Caveri: spesi oltre un miliardo per creare dei buchi raccogli lattine, poi coperti per sostenere le casette natalizie, fottendosene allegramente dei reperti romani e poi di nuovo ricoperti per dare comfort a un prossimo cantiere. Le lastre di pietra unite fra loro dal bitume che con il caldo si scioglie e puzza (miracolo!) sostituito poi con il cemento che invece si secca e si spacca. Non è stupidità questa? Piazza Narbonne con il suo “specchio d’acqua” che fa il muschio e perde nel sottostante garage comunale. Sostituita poi da un’aiuola che risulta sopraelevata. Non è stupidità questa? Piazza Defféyes dove si tagliano gli alberi e si mettono le immancabili pietre, lisce e in leggera pendenza, un richiamo per gli appassionati dello skateboard, ma questi non sono invitati alla fruizione sportiva e godereccia dell’area istituzionale e quindi ecco le transenne e tanto di cartello di divieto che uno in più non guasta. Non è stupidità questa? La Porta Pretoria deve tornare alla sua monumentalità. Ecco che i geni locali la violentano con putrelle e transenne che invece ne ridimensionano percettivamente l’altezza, ottenendo così l’esatto contrario. Non è stupidità questa? Sì è stupidità. Ne abbiamo in abbondanza, perché non farla diventare un fenomeno di attrazione? Dopotutto si è sempre parlato di valorizzare le proprie risorse umane no?

Da dove vengono?

2 giugno 2012

Gli articoli sono uno via l’altro, la successione è singolare e si commenta da sola. Nel primo articolo su aostasera.it si legge che non ci sono i soldi per le case popolari del Quartiere Cogne. La cifra stimata per il quinto lotto è di 10.000.000 milioni di euro. Nel secondo articolo si legge della volontà dell’amministrazione regionale di voler ristrutturare o demolire (non c’è differenza!) il Palazzo del Turismo in piazza Narbonne, costo dell’opera 15.000.000 milioni di euro. Per le case popolari non ci sono soldi, per un edificio adibito a uffici sì! Si continua a parlare di crisi, ma in tempi di crisi che senso ha un’operazione così costosa e inutile? Per questa è stato affidato un incarico all’architetto, Luca Buratti, che dovrà valutare la fattibilità di una eventuale sopraelevazione del palazzo, della biglietteria e la costruzione di un nuovo fabbricato. Non si esclude l’eventuale demolizione del tutto ah ah ah! Seguitemi: prima viene ristrutturata la piazza, seguendo i deliri della compianta buon’anima, l’architetto De Bernardi, poi, anche a causa di lavori eseguiti male che causavano l’allagamento nei parcheggi sottostanti, la vasca d’acqua a forma di vela viene riempita di terra e trasformata in un’aiuola pensile a forma di vela. Oggi viene commissionato un incarico per valutare la costruzione di più piani e nuove strutture, ma conservando l’idea di una totale demolizione (che senso ha l’incarico?). Ma cos’hanno questi al posto del cervello? Trucioli? Ma sono umani? L’università la cura un poetastro locale e siamo al secondo progetto e chissà quanti altri faranno la loro comparsa, l’ospedale la redatto un album di figurine che raccoglie le diverse soluzioni, piazza Caveri verrà rifatta perché l’attuale fa troppo schifo, la Porta Pretoriana oscilla fra passerelle larghe e strette, di legno, di acciaio, di vetro…, l’unica vera preoccupazione è quella di far lavorare le imprese. Tenersi buoni gli amici. Conservare il culo incollato alla poltrona. Lo abbiamo capito! Nel 1965 la Regione appaltò i lavori  per la costruzione dell’attuale, orribile assessorato e oggi ci troviamo con un Marco Viérin di passaggio che blatera ancora di vetrine per il turismo! Ripeto la domanda: ma questi qui sono umani?