Posted tagged ‘Piazza Chanoux’

Il logorroico!

20 aprile 2015

Ma è mai possibile che il signor Francesco Lucat non riesca mai a stare zitto? Neppure in una manifestazione dove viene richiesto il silenzio? NO! Non ci riesce proprio. Soffre di diarrea verbale. Se non blatera per almeno centoventi minuti consecutivi non gli sembra di esistere. Deve ascoltare il suono della sua voce per essere, la sua fisicità non gli basta a lui serve il sonoro. Questa sera, in piazza, si è commemorata la tragedia del Mediterraneo, in un centinaio ci siamo raccolti ai lati dell’Alpino di Canonica. Il collante fra noi era il silenzio. Non è comune stare in silenzio, se non si è soli, ma solo il respiro dell’aria e il gorgoglio della fontana erano ammessi al rispetto per le vittime. Le parole bandite come ospiti urticanti. Non c’era niente da dire. Ma lui, il logorroico, ha voluto togliere la maglia del silenzio che ci ricopriva e ci teneva insieme, raggelandoci con quella sua voce grossa, esplosa nel buio come un petardo! Una donna, presumibilmente l’organizzatrice del presidio, lo ha zittito, invitandolo a rispettare ciò per cui eravamo venuti. Niente da fare. Il logorroico ha puntato di nuovo l’arma e ha sparato un  “voglio rompere il silenzio per raccontarvi una storia…”. No no e ancora no! Zittito definitivamente! Ho letto tra le sue labbra un va fan culo, mentre andava a scaricare la sua verbosità qualche metro più in là con i compagni di partito. Siamo rimasti più di mezz’ora a dividerci un silenzio carico di commozione. Niente per quelle donne, quei bambini, quegli uomini e ragazzi, ma qualcosa.

Stasera in piazza

20 aprile 2015

Ricordo che stasera alle ore 21 presidio in piazza Chanoux per ricordare le vittime del Mediterraneo. E’ niente eppur è qualcosa.

Portate una candela, si resterà in silenzio per mezz’ora.

Presidio!

11 gennaio 2015
Caveri ci verrà al presidio per Charlie Hebdo?

Caveri, il querelatore di vignette satiriche, ci verrà al presidio per Charlie Hebdo?

Oggi, domenica 11 gennaio alle ore 18,  in piazza Chanoux  il presidio di solidarietà verso la redazione di Charlie Hebdo e la libertà di stampa e di espressione. A organizzarla su Facebook, Ismail Fayad e Francesca Schiavon.

Buone idee

17 ottobre 2014

Come posso non essere d’accordo con la proposta della Fiva che vuole portare il mercato in piazza Chanoux quando io stessa ho proposto di farlo? Condivido quindi pienamente l’idea purché venga strutturata in modo degno di una piazza aulica. Purché sia integrata in una visione d’insieme (quella che manca sempre) con il turismo ad esempio, con l’alimentazione a km zero altro esempio, con la necessità di dare spazio ai giovani agricoltori ecc ecc. Si recupererebbe una storia che ci appartiene che conferirebbe alla città parte di quella vitàlità autentica e identitaria che nel frattempo abbiamo dimenticato. Condivido anche l’idea di Alpe di un posto permanente per allestire mostre di artigianato, conferendo così alla città quella giusta artmosfera, indispensabile a una Capitale mondiale de l’Artisanat en bois. Il posto? La saletta comunale che è giusto accanto al negozio dell’Ivat!

Il gesto che rimane

6 ottobre 2014
La mia performance 2

La mia performance 2

In tutta questa faccenda il gesto che vince, quello che resterà alla memoria come simbolo di una battaglia (che sarà comunque persa perché la Storia va avanti da sola) è quello proposto dalle sentinelle. Un gesto contemporaneo forte capace di assurgersi a icona di un pensiero collettivo. Il paradosso vuole che sia il medioevo a farsi carico di una metafora di modernità. Forse perché per quanto segnata, quella collettività sa ancora esprimere se stessa con dignità. Chapeau! La controparte si è arresa al catalogo vecchio e consumato dei gesti di una certa sinistra ormai condannata al folclore. Girotondi, allegria forzata, canzoni di repertorio, in sostanza tutto il casino da circolo popolare esibito in nome di una presunta libertà di comportamento, come se la libertà non avesse anch’essa le sue regole.

Una sola medaglia!

5 ottobre 2014
La mia performance.

La mia performance.

Perché non sono andata alla manifestazione organizzata contro le Sentinelle? Perché è l’altra faccia della stessa medaglia. La stessa dannata logica delle due squadre che si contendono la vittoria. Del noi contro di loro. Del noi che siamo più bravi… e così, se loro stanno in piedi noi ci sdraiamo, se loro stanno zitti noi cantiamo (Bella ciao?), se loro sono grigi noi portiamo i palloncini colorati… Così la Campo: “Comunque la manifestazione è stata, a differenza di quella delle sentinelle, allegra, colorata e divertente!“. Io invece trovo tutto ciò patetico. Triste. Un retaggio culturale che alberga nella provincia più cupa del cervello. Infantilismo politico. Ottusità ideologica. E anche un’enorme presunzione: quella di avere ragione. La stessa che condividono con l’altra faccia della medaglia. Una sola! Vogliono liberare le differenze eppure a una mia semplice osservazione su fb si sono scatenati con l’arroganza del gruppo contro il singolo (altra condivisione con l’altra faccia della medaglia: una sola!). Secondo Simona Campo, il mio più grande errore è quello di stare seduta in poltrona (cosa dovrei fare, scrivere appesa a un albero?). Secondo Andrea Padovani la mia critica non è costruttiva (ma è costruttivo dire che la critica non è costruttiva?). Secondo Jeanne Cheillon io ero tra le Sentinelle (la logica elementare del: o con noi o contro di noi). Secondo Manuel Voulaz loro si battono anche per me (la vocazione cristiana di certa sinistra votata al martirio). Accettare le differenze è uno sforzo grande e impegnativo non un semplice slogan che si traduce in giochetti di squadra, perché le differenze sono varie e qualcuna potrebbe anche non piacerci. Le Sentinelle ad esempio. Loro sono una differenza che va accettata in quanto tale, altrimenti scegliamoci un altro slogan, e combattuta sul piano mediatico con l’intelligenza. Con la superiorità culturale e morale. Non certo con la loro stessa logica integralista e moralizzatrice. Cosa avrei fatto io? Non avrei cercato di differenziarmi facendo l’opposto (dio santo che banalità!), mi sarei posizionata davanti a ognuno di loro e lo avrei guardato negli occhi. Avrei presentato la mia diversità di pensiero e avrei affronato l’altra diversità di pensiero. La novità della performance (mutuata da quella tenuta al Moma da Marina Abramovic, ecco a cosa servono gli artisti!) sarebbe stata spiazzante perché avrebbe dato reazioni sincere e non scontate. Certo ci vuole coraggio ad affrontare la sincerità, ma quel coraggio avrebbe comunicato quale fra le due correnti di pensiero è quella più tollerante e giusta verso l’umanità intera.

Il Top degli scassaminchie!

13 settembre 2014

Insomma Top Italia radio ha rotto i maroni per una settimana senza pagare un euro per l’uso del suolo pubblico. Una settimana di pubblicità per se stessa gratis! La richiesta al Comune è stata trasmessa direttamente dalla Regione! Ma è fantastico! E le altre radio che dicono? Se, se ne stanno zitte e accettano la concorrenza sleale vuol dire che a loro va bene così e quando va bene vuol dire che non ci sono svantaggi…