Posted tagged ‘Petite Patrie’

Bonzi per la Petite Patrie!

15 dicembre 2014

Dal giornalista Roberto Mancini.

Caro Milanesio, per “bucare” i media, chiedete che ogni mese un consigliere regionale si dia fuoco. Son roghi benefici, vi daranno la prima pagina mondiale per circa tre anni. Secondo me la Vda ci guadagna…
In un’interessante ed immaginifica lettera sul giornale dell’ex addetto stampa di Dino Vierin, Bruno Milanesio detta la strategia al’Union valdotaine. Stante la pochezza politica ed intellettuale dei membri della Balena Rossonera, almeno da 5 anni la sua anima pensante è rappresentata da ex socialisti. Dice Milanesio: “ Intraprendere una mobilitazione inaudita e clamorosa della nostra comunità che per forza, estensione, parole d’ordine e dignitosa compostezza possa finalmente “bucare” l’informazione nazionale ed internazionale. Le circostanze ci impongono una drammatizzazione, non sguaiata , ma controllata nel percorso.
E ancora:
Creare una corrente di simpatia nazionale, ma sopratutto internazionale, nei confronti di una piccola regione che si vede schiacciata e violentata nella sua identità storica…”
Conclusione di Milanesio:
Di fronte al palco, nel dehors del “Café du Centre”, ci sono le postazioni radiofoniche e televisive di numerose testate italiane e straniere, interessate al singolare avvenimento…”.

(altro…)

Il Vate (la pesca)!

15 febbraio 2011

Se la Grande Patria ci sublima con le poesie del ministro Bondi, la Petite Patrie ci eleva lo spirito (quello fatto in casa) con la lirica dell’ex assessore Milanesio. Eccelse rime vibrano in quel di “Aosta mon amour”: il pamphlet! Luminosi versi, nati nel sottobosco di un lavorio occulto, nutrono la nostra anima. Patuasia, nella sua smisurata insignificanza, vuole omaggiare il Vate per questo suo slancio sentimentale verso la terra natia. La musica delle parole dell’Imaginifico porterà finalmente un po’ di luce nelle nostre opache esistenze. Noi, dilettanti di sensazioni, anemici di bellezza, ringraziamo Lui con questo doveroso omaggio.

Condividi su Facebook:

Orgogliosi di che?

9 febbraio 2011

Sono rimasto colpito dal contenuto di questo articolo http://www.repubblica.it/ambiente/2011/02/07/news/casa_futuro_germania-12069072/. Non tanto per le tecnologie in esso descritte che, in un modo o nell’altro, sono da tempo ampiamente pubblicizzate e conosciute tra coloro che dedicano un minimo di attenzione alle energie alternative e alla possibilità di ridurre la nostra “impronta” sull’ambiente che ci circonda. Quanto piuttosto per “l’ingente” investimento (2,5-3 milioni di euro) che il governo federale tedesco intende stanziare per il progetto di questa casa del futuro. Avete capito bene. 2,5-3 milioni di euro. Non ditemi che il vostro pensiero non è andato immediatamente agli oculati e lungimiranti investimenti di casa nostra (aeroporto, inceneritore, people mover ecc.ecc.). Un altro aspetto che ha richiamato la mia attenzione è stato il “governo federale”. In quanto regione autonoma abbiamo diversi punti in comune con tale realtà e l’enorme disponibilità finanziaria di cui disponiamo (dispongono) da decenni ci avrebbe potuto rendere (tra le altre cose) regione locomotiva di un’innovazione e di una ricerca in ambiti che ci avrebbero resi orgogliosi di appartenere alla tanto decantata “Petite Patrie”… E invece…

Condividi su Facebook:

RIECCOCI!!!

15 luglio 2009
Senza parole

Senza parole

Per l’ennesima volta abbiamo constatato che il Mondo continua anche dopo Pont-Saint-Martin e tale consapevolezza ci fa piacere, anzi ci aiuta a vivere. Sappiamo che molti valdostani non la pensano così. Che il potere locale mira a un’autonomia che sa di controllo feudo-sovietico, facilitato, quest’ultimo, da un uso spregiudicato del denaro pubblico. Che non traggano in inganno le numerose manifestazioni culturali che alleggeriscono la “clausura”, ma che non lasciano tracce significative sul nostro territorio che in fatto di scolarizzazione è ultimo in Italia. Prive come sono di un Pensiero e limitate nel significato alla sola funzione di un presunto richiamo turistico e alla costante necessità clientelare. Non c’è cultura e neppure identità là dove c’è controllo e la Petite Patrie è uno scrigno chiuso a chiave da pochi gelosissimi possessori. Nuovi arroganti proprietari terrieri che hanno tradotto le regole democratiche in gioco d’azzardo, grazie alla complicità di un nutrito esercito di servi.