Posted tagged ‘PD’

La quarta lingua!

26 febbraio 2015

L’accordo c’è! Questo è l’ultimo pezzo del testo ditemi che lingua è? Anche il politichese ha più senso!

La coalizione Uv, Sa, Pd intende operare ed impegnarsi per rinforzare il senso di appartenenza alla comunità attraverso un ruolo attivo di tutti i cittadini con modalità di collaborazione coerenti con la storia, la cultura e la tradizione della città di Aosta, favorendo la partecipazione democratica attraverso il reale coinvolgimento nei processi decisionali dei soggetti attori del territorio».

Cara sinistra…

24 Mag 2014
Serata di chiusura della campagna elettorale del PD. In piazza della Signoria con Matteo Renzi.

Comizio di chiusura della campagna elettorale del PD. In piazza della Signoria con Matteo Renzi.

Domani si vota. Voto importante anche se dai noi che siamo speciali, l’appuntamento europeo è stato ampiamente snobbato.  Da provinciali quali siamo non vediamo al di là del nostro naso. Eppure… come europei, dipendiamo dalle decisioni di Bruxelles. Ieri sera sono stata al comizio di chiusura di Renzi in piazza della Signoria. Bravo, concreto, diretto, italiano, europeo. Voterò PD come avevo previsto e per un semplice calcolo politico. (Non voto mai con il cuore, ma sempre con la testa. Soprattutto con la testa). Seguitemi nel ragionamento, almeno voi che fate parte della mia area politica. (altro…)

Digressione 47

18 febbraio 2014

Su fb quelli di sinistra mi hanno scritto di tutto: da quando spero in Renzi ho tradito la causa e sono diventata una fan del “clone di Berlusconi”. Se a loro questo dà sicurezza che lo credano pure, a me piace ragionare non fare il tifo. Innazitutto perché Renzi? Perché è l’uomo che ha saputo creare il maggior consenso intorno a sé. Non c’è riuscito Civati e neppure Cuperlo, ci è riuscito lui. All’interno del PD la maggioranza è con lui, la minoranza deve adeguarsi senza mettersi il bavaglio è ovvio, ma le scelte sono sulle spalle degli altri. (Spero che Civati non faccia il solito giochino che porta al massacro e cioè non decida di inventarsi un nuovo gruppo). La critica maggiore che circola sui social è che Renzi non è stato eletto dal popolo. Nessun Primo Ministro è mai stato eletto dal popolo, ma nominato dal Presidente della Repubblica. Certo c’è stata una manovra di Palazzo e non è la prima, Renzi arriva dopo Letta che arriva dopo Monti. Monti non lo sopportava più nessuno e Letta era mal visto da tutti e allora? Per me ben venga Renzi, anche se avrei preferito un iter più normale, ma questi tempi sono normali? Non lo sono. Andare a elezioni con la vecchia legge elettorale non porterebbe a nulla, anzi sarebbe una riproposizione del quadro attuale con ottime possibilità che quello di Berlusconi diventi il primo partito. E poi i tempi sarebbero eterni e faticosi, ve la immaginate una campagna elettorale? E noi abbiamo un assoluto e urgente bisogno di riforme! Senza di esse la nostra economia non può crescere e non può essere competitiva con tutte le conseguenze del caso. Cambio della guardia dunque e via subito alle riforme! Spero che Renzi corra veloce più di tutti i suoi avversari interni ed esterni. Finora di fatti concreti se ne sono visti troppo pochi, per Renzi non sarà facile e anche per questo provo simpatia per lui. Lui non è l’uomo solo al comando, le scelte non potranno essere fatte senza l’ausilio del Parlamento, lui è l’uomo contro tutti. Contro i burocrati del suo partito, contro l’ala radicale del suo partito, contro Berlusconi e Grillo, contro un’Europa molto scettica e in attesa. Matteo Renzi deve dimostrare di essere capace di riformare e in fretta questo Paese e recuperare credibilità in Europa. Se metterà a segno qualche eclatante riforma, come io auspico, allora potrà recuperare la fiducia dei cittadini che mal hanno digerito la sua ascesa. E con quel consenso governare quattro anni e forse più. Non abbiamo altra scelta che lui, per questo dobbiamo far quadrato intorno alla sua figura e al PD, perché l’alternativa sono due antieuropei convinti come Berlusconi e Grillo. Al momento io non ne vedo altre.

Solo cazzi nostri!

25 gennaio 2013

Coi Mastella di montagna la Val d’Aosta ci guadagna? Sentite questa definizione del mastellismo da parte di Aldo Cazzullo: “Destra o sinistra non importa, purchè lui stia in mezzo ad incassare. La politica come fonte di sostentamento per intere zone e popolazioni, come scambio perpetuo, come distribuzione di risorse e produzione di voti”. Si attaglia perfettamente all’Union valdotaine la cui massima strategica negli ultimi 40 anni è stata “ni Droite ni Gauche”. Ora il clerico-localista Marguerettaz, fino a ieri pronto a strizzare l’occhio all’UDC, ha aggiunto un nuovo niet allo slogan dei localisti, parassiti dello Stato nazionale (pronti a diventarlo domani dell’Europa…): “ni Droite, ni Gauche, ni Centre”.
Perchè questa aggiunta? La presenza di Monti nello schieramento centrista turba Marguerettaz, il quale capisce che il prof. nutre intenti  pericolosamente e seriamente riformisti (mica come Casini, tutto chiacchiere e distintivo…). Dunque il bocconiano, sopratutto nel caso di riforma costituzionale ed elettorale, mette in forse i privilegi valdostani. In particolare lo scandaloso collegio uninominale per i soli 126.000 abitanti della Paperopoli  Salassorum. Dulcis in fundo, Marguerettaz & Laniece riprendono la polemica contro “i partiti nazionali”, una chiamata a raccolta delle forze localiste. In sostanza, la funzione di PDL e Pd sarebbe quella della catena del cesso: i valdostani la tirano ogni tanto, solo quando serve al momento del bisogno, poi la lasciano. Motivo per cui, a Destra giustamente Frassy si incazza. Il PDL è stato trattato come un pezza da piedi. Lo slogan contro i partiti “stato-nazionali” nacque negli anni ’70 grazie al fascio-etnista prof Guy Heraud (padre dell’ideologia di Borghezio), il cui sciagurato Centre d’Etudes federalistes sverna in Vda con denari pubblici. Il suo pensiero, tipico dell’ ideologia “etnista” della corrente Viérin, ora è diventato quello di tutta l’Union. Colpa nostra, che per 40 anni abbiamo definito “federalisti” dei localisti furbastri, semplici Mastella di montagna. (roberto mancini)

Non sta in piedi!

4 novembre 2011

L’assessore all’Ambiente e Territorio, Manuela Zublena, la mette sull’ideologico. Sposta l’asse della discussione attuale sul pirogassificatore dalla salute, argomento sensibile ai più, a quello politico, più facile da manipolare. Se avesse ragione lei e cioè l’argomento fosse impostato su una ideologia politica e quindi netta, il PdL locale andrebbe d’accordo con quello di altre parti della Penisola e la stessa cosa varrebbe per il PD. Non è così. In Valle d’Aosta la maggioranza che vede al suo interno il partito del Berlusca, è d’accordo con la scelta del pirogassificatore, mentre il PD (insieme ad Alpe) è contrario. In Toscana è tutto il contrario. Nel Comune di Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, a raccogliere le firme contro la costruzione di un pirogassificatore è proprio il PdL, quando l’amministrazione è condotta da un sindaco PD. Non voglio entrare nel merito della kermesse condotta fra i due partiti, quello che voglio dire è che alcune importanti scelte stanno al di sopra delle appartenenze. Nel comitato Valle virtuosa, ci sono numerosi amministratori iscritti proprio in quei partiti che sostengono fortemente il nuovo impianto, Union in primis. La dichiarazione della Zublena che vede nella forte mobilitazione popolare una strumentalizzazione da parte della minoranza, non sta quindi in piedi. Che poi l’eventuale vittoria del referendum , se mai fosse indetto, possa creare dei disequilibri è un’altra faccenda.

Siamo tutti confusi

23 marzo 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Sono ufficialmente in totale confusione politica, per gran  parte della mia vita sono stata convinta di essere di sinistra, ho visto la sinistra sfaldarsi sino a sfociare nel PD, partito al quale ho dato il voto per ben due volte, prima di sentire la Binetti affermare che tale partito, al quale lei apparteneva, era contro il divorzio e l’aborto, e mi sono sentita letteralmente morire dentro all’idea di aver dato il mio voto ad un partito che ospita correnti simili, totalmente contrarie alle mie. Poi sono arrivata in Valle d’Aosta e mi sono dovuta impegnare un sacco per cercare di capire cosa rappresentasse l’Union Valdotaine per questa Regione. Quando chiedevo: “Si, ma insomma, tende a destra o tende a sinistra?”, la maggior parte delle persone mi diceva che era nata con intenti socialisti, per l’interesse della popolazione valdostana così diversa nei suoi bisogni rispetto alle altre regioni. I buoni di benzina, i servizi ecc… poi l’alleanza con il partito che sta distruggendo il nostro paese. Accidenti, mi sono detta, allora tende proprio a destra questa Union! Passando poi oltre la Cidac vedo enormi cartelloni rossoneri che parlano dell’Unità d’Italia e dicono: Rien à feter; vicino un altro cartellone con le frecce tricolori in un cielo azzurro, il simbolo del PdL e la scritta: “Noi valdostani orgogliosi di essere italiani”. Ecco, io non ci capisco più niente, come fanno due alleati a trovarsi in posizioni così differenti? Ma è meglio pensare a chi tele votare o tifare, gli affari della politica sono dei politici giusto? Scusi lo sfogo.

 P.S. Ieri alla Cidac ho visto Perron e ho sorriso, immaginandolo con il completino che indossa nella foto del suo sito…

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PdL batte PD 3 a 0!

29 novembre 2009

Marino Spara-cazzate!

Il PdL spara contro il PD: come dargli torto? Il vicesindaco, Marino Guglielminotti Gaiet, minaccia il Presidente del Consiglio comunale, Renato Favre, di sputargli in faccia (un desiderio che condividono in molti, ma questi non rivestono panni illustri, tantomeno lo dicono entro mura istituzionali), un’uscita non elegante certo, meno grave, comunque, della difesa del progetto che prevede due nuovi condomini in via Chabod. Uno a zero per il centrodestra! Il presidente della Commissione del Territorio, Alder Tonino, ha la mano stanca a forza di firmare progetti assurdi come quello nell’ex area Cogne che prevede un altro condominio di 50 alloggi. Due a zero per il centrodestra! Il progetto della pista ciclabile di Montfleury è firmato dal figlio di Vanni Florio, membro della Commissione edilizia comunale. Tre a zero per il centrodestra! Se poi vogliamo valutare ciò che il PD ha fatto in cinque anni di governo con l’Union e l’area autonomista, dal ponte sul Buthier, alle piazze “restituite”, dal progetto pasticciato e incoerente dell’ospedale, al consumo del territorio, non possiamo che infliggergli il ko!

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