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Provincial…

18 aprile 2011

Laurent Viérin, assessore regionale alla Cultura e Istruzione, punta sul grande nome e sugli artisti valdostani. Una scelta ovvia che non tradisce il fine squisitamente elettorale. Lo sforzo è minimo e i risultati clientelari quasi scontati. Che non ci sia una vera preoccupazione verso il “fare cultura” lo si evince dai risultati concreti che presentano una collettività rozza, poco sensibile alla bellezza, ignorante, pigra e nel suo insieme brutta. E’ sufficiente guardarsi attorno per rendersene conto. Ho sempre sostenuto che una realtà come la nostra, per vincere qualsiasi scommessa, dovesse affrontare il proprio specifico con la malizia di chi conosce il mondo. Qui invece il mondo lo si scimmiotta senza la consapevolezza del ridicolo. Siamo il nano che usa i tacchi o meglio i trampoli. Dunque, ecco “Eiapopeia. L’infanzia nell’opera di Paul Klee” e, nell’autunno, Andy Wharol. Pur amando moltissimo i due artisti, trovo la scelta fuori contesto. Ispirata più a motivi di bassa politica che culturali. Tantomeno turistici. Si tratta di prodotti preconfezionati che vengono venduti al minuto in diversi “negozi” per diversi “clienti”. Un’operazione puramente commerciale che non si traduce in conoscenza. Al massimo in informazione. Un business che trova terreno fertile nelle province ricche e allocche.