Posted tagged ‘Omertà’

Di questo lui non parla

16 novembre 2012

Il vescovo di Aosta, Monsignor Franco Lovignana, disse tempo fa “la fede implica una testimonianza ed un impegno pubblici“. Chissà a cosa si riferiva? Parole suggestive che poggiano sulla retorica del vuoto. Già, perché oggi, di fronte a un impegno pubblico molto importante per tutta la collettività come può essere un referendum, fa dire dal suo segretario: “Monsignore preferisce non esprimersi. La questione non attiene a temi che riguardano direttamente la fede (La Stampa). La salute non è di competenza  della Chiesa, ma l’uso dei preservativi sì! Bene! Ricordiamoci di quella frase quando il vescovo si occuperà di matrimoni gay, di adozioni ai single e di tutte quelle cose che riguardano la nostra sfera affettivo-sessuale che non compete a chi, per motivi di fede, ha fatto voto di castità.

Al fuoco!

15 dicembre 2011

Le modalità sono sempre le stesse. Succede sempre con il buio intorno alla mezzanotte. Il fuoco distrugge negli ultimissimi tempi soprattutto fienili. Ieri a Champdepraz. Non si trova mai una traccia, una prova. Nessun nemico. Speriamo che prima o poi qualcuno di buona volontà scopra una scarpina.

Tale e quale

8 novembre 2010

Leggo sul Venerdì di Repubblica: ” Lunga scia di auto incendiate. Giro di usura e di estorsione, ma la vittima non dice nulla. Iniziò tutto con il soggiorno obbligato inflitto ai boss per sradicarli dalle terre d’origine. Il mattone cresce più della popolazione. Negli anni la lobby calabrese è cresciuta grazie anche a una serie di relazioni ufficiali. Il gemellaggio con centri della Calabria. La gente comincia a sospettare di tutte queste rotatorie. Prima fluidificavano il traffico, ora servono a far lavorare le aziende che le realizzano. I cantieri dell’alta velocità sono stati il volano dell’infiltrazione.” Queste frasi sono state estrapolate dall’articolo “Transumanze mafiose” a firma di Paolo Casicci e riguardano l’infiltrazione mafiosa a Reggio Emilia. Gli elementi sono molto simili a quelli che possiamo riscontrare da noi. Anzi la somiglianza dei fatti (sostituiamo l’alta velocità con le grandi opere) è così palese che un groppo in gola è inevitabile.

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2 + 2 = 4

14 luglio 2010

Si vogliono le Grandi Opere che chiamano gli appalti. Si è registrato e si registra un forte sviluppo edilizio. Si patrocinano  e finanziano le feste dei calabresi. Si favoriscono le imprese locali, quasi tutte di calabresi. Si bruciano capannoni, auto, betoniere, negozi. Si evitano allarmi. Si usa il silenzio. Ma si legge: “La Valle d’Aosta risente dell’influenza delle organizzazioni criminali attive nella regione piemontese e ha suscitato l’interesse anche di altre poiché, per la sua natura geografica, è un’importante area di transito per molteplici traffici. Secondo i dati del Ministero dell’Interno risalenti al 1994, sarebbero in totale 18 le organizzazioni criminali di tipo mafioso attive nelle due regioni e circa 1.000 i soggetti ad esse affiliati. Attualmente (XIV Legislatura – 2001/2006) la Sezione Anticrimine del ROS di Torino, con la collaborazione dei comandi dell’Arma territoriale, ne avrebbe invece individuate ben 52 in Piemonte e 8 in Valle d’Aosta.”. E oggi, in un garage di via Chaligne ad Aosta, un’altra moto ha preso fuoco.

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Cobra & Cabraz

17 novembre 2009

- Ciao, come stai? - Mi avvalgo della facoltà di non rispondere! -

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Di questo non si parla!

13 novembre 2009

Di rosso in Valle è rimasta solo la Fontina!

Omertà assoluta! Gli unici politici che hanno espresso qualcosa in merito allo scandalo che ha coinvolto il mondo degli allevatori valdostani, sono stati quelli presi per le corna: il presidente della Giunta, Augusto Rollandin, l’assessore alla Sanità, Albert Lanièce e l’assessore all’Agricoltura, Giuseppe Isabellon. Tutti e tre minimizzano la questione, rispolverando la storiella delle mele marce. Tutti gli altri zitti! Maggioranza e opposizione si guardano le scarpe. Nessuna dichiarazione ai media, nessun sconcerto. Stando così le cose, uno normale può fare solo due ipotesi: o tutti conoscono bene il mondo degli allevatori e, quindi, dello scandalo non si stupiscono più di tanto, oppure, ed è la versione più credibile, “la famiglia” è un serbatoio così ricco di voti, o di potenziali tali (mi riferisco all’opposizione in Regione che è composta da ex unionisti e da futuri, speranzosi alleati), che l’omertà è d’obbligo! E non siamo in Sicilia! No, no, tranquilli siamo in Calabria!

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