Posted tagged ‘Nicola Gratteri’

Da non perdere!

30 agosto 2013
Imperdibbile!

Imperdibbile!

« Ogni anno, a settembre, i capi mafia si riuniscono a Polsi per discutere delle strategie criminali. Si fanno le investiture, i processi, si decide se aprire o chiudere una locale di ‘Ndrangheta » (Nicola Gratteri, procuratore antimafia.). Ma la Madonna di Polsi vi aspetta ogni anno a settembre anche ad Aosta! Nella chiesa di sant’Anselmo, dove si riuniscono i numerosi devoti, l’Immigrata potrà esaudire i vostri desideri, magari vi trova pure un posto di lavoro! In ogni caso una chiacchierata con uno che conta non ve la nega ! Non mancate!

Gli indifferenti

13 agosto 2013

La ‘ndrangheta striscia silente e senza fare rumore,… allaccia rapporti con le imprese locali e molto lentamente le svuota e se ne appropria.” Così scrive il procuratore antimafia, Nicola Gratteri, nel suo libro Dire e non dire. E ancora “E se oggi spara meno è perché ha meno bisogno di farlo, potendo contare su una maggiore rete di professionisti, politici, imprenditori… un sistema di relazioni che le permette di infiltrarsi e radicarsi in tanti territori del Paese, anche quelli non tradizionalmente interessati dal fenomeno criminale.” Ecco, il nostro territorio non ha tradizione di mafia (?), ma è da decenni che il fenomeno si è incistato. Una cisti profonda, poco visibile anche se a toccarla si percepisce eccome. Il procuratore Giovanni Selis l’aveva toccata ed è saltato in aria (la prima autobomba italiana). Oggi spacciarsi immuni dal contagio è più difficile: incendi dolosi, estorsioni, intimidazioni, riciclaggio e usura ci raccontano un’altra storia. Raccontano di una ragnatela criminale che avvolge la Valle d’Aosta insieme alle altre regioni del nord: il Piemonte, la Lombardia, la Liguria, L’Emilia Romagna. Il buon senso invita a stare in guardia, ma i nostri politici non sono dotati di buon senso. Ecco cosa è successo nel Comune di Saint-Vincent. Nel mese di luglio è stato appaltato l’allargamento delle piste da sci al Col di Joux, aggiudicatario il raggruppamento temporaneo d’imprese formato da Cospef e Alloro. Il criterio è stato quello del massimo ribasso, quasi il 20%. Sconti troppo alti non possono che essere sospetti, infatti la ditta che li applica può permettersi di lavorare in perdita o risparmiare sul lavoro o sulle qualità dei materiali. L’amministratore delegato della Cospef è il calabrese Antonio Furfaro (in contatto con i Mamone, imprenditori coinvolti nell’inchiesta Pandora e con Ferdinando Gullace, imprenditore interdetto nell’ambito dell’indagine Entourage), è lui stesso a dire che partecipa alle gare con ribassi spaventosi perché non gli serve per guadagnare, ma solo per cambiare i soldi! Su questo imprenditore, già procuratore di una società valdostana: la Tour ronde, starebbe indagando la Direzione investigativa antimafia. Il sindaco di Saint-Vincent, Adalberto Perosino (Gradi di istruzione: non inserito – Categoria professionale: esercente di Alberghi, Ristoranti e Assimilati), non ha nulla da dire. Uguale a molti altri amministratori non sa. Forse. Pare che qualcuno lo abbia informato, ma che lui abbia fatto spallucce. Si sottovaluta il problema. Si minimizza. Eppure i segnali che dimostrano che anche in Valle il pericolo ‘ndrangheta esiste ci sono. La sentenza “Tempus venit” dovrebbe aprire gli occhi. Ma le amministrazioni sono cieche o non sanno leggere il proprio territorio e quindi non sanno difenderlo da una eventuale infiltrazione criminale. Ad Aosta il sindaco Bruno Giordano ha patrocinato e dato contributi alla Festa dei calabresi, nonostante il  presidente, Giuseppe Tropiano, sia stato condannato in primo grado per favoreggiamento con la ‘ndrangheta. Il parroco di Saint-Martin-de-Corléans, don Albino, ospita il Comitato organizzatore della suddetta manifestazione e le due statue dei santi Giorgio e Giacomo. Il parroco del quartiere Dora, don Danna, accoglie invece la Madonna di Polsi, quella che benedice gli ‘ndranghetisti. Il vescovo, disattento, tace. Si fa però sentire il Corriere della Valle, scandalizzato dall’uso di un altare sconsacrato in una gelateria! Scrive Giuseppe Gennari, giudice per le indagini preliminari di Milano: “L’impresa mafiosa ha raggiunto un preoccupante livello di accettazione sociale e questo atteggiamento della società non fa che accrescere la forza economica, il prestigio, il tessuto di omertà e perciò il potere dell’impresa mafiosa”. L’indifferenza è un’arma più efficace della lupara.

 

Compari

6 agosto 2013

Dal libro Dire e non dire di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso – “Spiega l’etnologo: Sono frequenti le feste e i riti che vedono la presenza attiva di appartenenti alla criminalità organizzata. Specie nel corso degli “incanti” che danno il diritto e privilegio a portare le statue dei santi, sono frequenti i tentativi di affermare e ostentare, anche a livello rituale e simbolico, il controllo del territorio, facendo capire alla gente chi comanda e chi decide.”.

Così per sempre, amen

6 agosto 2013

Ieri sera sono stata a Champoluc per assistere alla presentazione del libro “”Dire non dire” scritto a quattro mani dal Procuratore antimafia, Nicola Gratteri e dallo storico delle organizzazioni criminali, Antonio Nicaso. Dice Gratteri che il capo mafia si sente il padrone naturale del paese dove vive e presumibilmente dove è nato. Ogni scelta deve avere la sua approvazione. Che sia l’allestimento di un negozio o l’avvio di una qualsiasi attività imprenditoriale, il capo mafia indica al novello imprenditore quali saranno i fornitori e gli impresari che devono essere coinvolti nell’attività. Senza la sua benedizione solo minacce. Infine la morte. ll capo mafia controlla e dirige ciò che sente come una sua proprietà. Non accetta la moderna democrazia, ma rimane fermamente legato al concetto primitivo del potere conquistato con la violenza. Una violenza che sente inevitabile di fronte a quella che considera una disubbidienza contro l’ordine naturale delle cose. La libertà non è ammessa. Servire le regole è l’unica scelta possibile. La ‘ndrangheta vuole sostituire con i suoi comandamenti i principi della democrazia. Piano piano si infiltra nella buona società delle professioni. La lupara non è più appesa al muro, al suo posto un diploma di laurea. E un fatturato da capogiro. Quello del traffico di cocaina. La politica è debole. Si fa corrompere. La ‘ndrangheta controlla i voti, li dirotta sul politico più facile da maneggiare. Poi chiede appalti. Favori. Nel prossimo futuro la criminalità organizzata non avrà più bisogno di corrompere nessuno. Saranno i suoi ricchi figli, laureati e incensurati a entrare in politica. A diventare assessori e presidenti di Giunta…, a occupare fisicamente l’amministrazione e la politica senza intermediari. E solo a quel punto il concetto di criminalità cesserà di esistere. Resterà la ‘ndrangheta con le sue regole, i suoi simboli e i suoi giuramenti rimasti uguali da centovent’anni, perché come dice il suo ultimo comandamento: “E’ sempre stata così e resterà così per sempre”.

Ayas-Cultura

1 agosto 2013

Interessante la rassegna culturale che presto si inaugurerà ad Ayas. Personaggi del calibro del procuratore Nicola Gratteri, Antonio Ingroia, Federico Monga, vicedirettore del mattino, Gianni Dragoni, inviato Sole 24 Ore, Caterina Malavenda, Andrea Riscassi, redattore RAI Milano, Luisella Costamagna, padre Giulio Albanese e il Prof Roberto Louvin, intratterranno gli ospiti presentando i loro ultimi libri.

Due sono i filoni ispiratori della rassegna  Ayas-cultura, che avverrà in Agosto presso Champoluc. Il primo, la lotta alle mafie nelle sue varie articolazioni, sia dichiaratamente criminali  che finanziarie. Il secondo, la situazione, le storie  ed  i diritti di particolari categorie quali i giornalisti, le donne italiane, i missionari dei continenti extra-europei. Chiuderà la rassegna un libro di argomento locale.

Dire non dire…

8 Maggio 2013

Venerdì sera alle h 21,00 nella sala dell’Hotel des Etats, piazza Chanoux 1, il giornalista Roberto Mancini presenterà il libro: “Dire non dire, i dieci comandamenti della ndrangheta.” Saranno presenti i due autori, il prof Antonio Nicaso e il Dr Nicola Gratteri. Personaggi notissimi, entrambi esperti mondiali del crimine ‘ndranghetista.

Magari pure ad Aosta c’è bisogno del loro sapere…