Posted tagged ‘'ndrangheta’

L’imprenditore grigio!

11 marzo 2015

La notizia è sottotono eppure sarebbe da prima pagina: Tropiano, l’imprenditore pappa e ciccia con la politica locale, non potrà riavere le sue armi perché appartiene alla zona “grigia”. Quell’area che vede passeggiare, soggiornare, respirare… ‘ndranghetisti. Nonostante il ricorso al TAR i giudici hanno pensato bene di lasciare l’uomo disarmato proprio in quanto frequentatore di appartenenti alla cosca mafiosa. E’ la prima volta che si dice che in Valle ci sono imprenditori “grigi” e non è una notiziona questa?

Poche parole

19 luglio 2014

Il pm. Antonello Ardituro, dalle pagine della Stampa lancia il suo appello: «Politici, arrendetevi. Chiudete questa pagina buia, date un contributo a ricostruire la storia di questi anni. I Casalesi si sono arresi, ora tocca a voi e agli imprenditori. Non avete scampo… Il sistema di Gomorra non è quello che si regge sui Casalesi. È quello della corruzione della gestione della cosa pubblica e dell’economia. In questo sistema c’è innanzitutto la politica, poi vengono la camorra e l’impresa». Giro queste dure parole al nostro sistema politico-amministrativo regionale.

L’archiviazione dell’operazione “Lenzuolo”

24 giugno 2014

Proseguono gli articoli prestati da Nuovasocietà.it di Roberto Mancini.

L’ipotesi accusatoria nei confronti dei 16 indagati (13 ad Aosta, 3 in Calabria) così recitava: «…….perché ritenute responsabili di aver creato in Valle d’Aosta un’associazione per delinquere di stampo mafioso con le caratteristiche gerarchiche tipiche dell’organizzazione criminale calabrese».
L’indagine veniva svolta dal pm Francesco Mollace, della DDA di Reggio Calabria.
La competenza della procura calabrese derivava dalla convinzione che la struttura criminale, per le sue caratteristiche di “locale di servizio” fosse una promanazione delle cosche operanti in Calabria. Il Gip di Reggio Calabria tuttavia si dichiarava non competente, trasferendo il procedimento Penale alla Procura della Repubblica di Torino , presso la DDA (Direzione Distrettuale Antimafia).
Un filone di indagine proveniva inoltre da un episodio valdostano. In seguito all’omicidio di Gaetano Neri, avvenuto a Pont Saint Martin il 13 giugno 1991, suo cognato Salvatore Caruso, affiliato alla cosca Asciutto-Neri-Grimaldi di Taurianova, decise di collaborare con la Giustizia deponendo al processo Taurus in corte d’Assise di Palmi.
Neri venne assassinato a Pont da Salvatore “Sasà” Belfiore, secondogenito di Domenico. (altro…)

Locale di Aosta

18 giugno 2014

Articolo di Roberto Mancini pubblicato grazie a Nuovasocietà.it

La presenza nelle esplosioni del 1977 di Carmelo Oliverio, nipote di Santo Oliverio, ci costringe ad abbandonare la cronologia del racconto.
Santo Oliverio infatti è protagonista, alcuni anni dopo, di una clamorosa inchiesta valdostana anti-’ndrangheta finita nel nulla: “Operazione Lenzuolo” del 2000.
Ne emerge memoria dalla lettura delle motivazioni della sentenza “Tempus venit” del 2013, quella che condanna (in prima e seconda istanza) il clan Facchineri per estorsione mafiosa ai danni del costruttore Giuseppe Tropiano.
Essa rivela che già tre pentiti di ndrangheta , alla fine degli anni 90, avevano rivelato la presenza di un’organizzazione ‘ndranghetista in Valle d’Aosta. Si tratta Francesco Fonti, Salvatore Caruso e Annunziato Raso. Ecco le loro dichiarazioni, Francesco Fonti disse:
«Sono arrivato a Torino nell’anno 1971 e da subito, ho saputo che in Valle d’Aosta vi era un Locale attivo».
(Il “Locale” è la struttura di base della ‘ndrangheta che sorge in un determinato paese, allorché si supera il numero minimo di 49 affiliati a qualunque “copiata” a cui appartengono . (altro…)

Valle d’Aosta criminale

8 giugno 2014

Gli attentati degli anni ’70 – ’80 – ’90 (Questo articolo è stato concesso da Nuovasocietà.it)

Già negli anni ’70 e ’80 la cronaca giudiziaria valdostana aveva registrato vicende delittuose riconducibili a forme di criminalità organizzata, e negli anni ’90 il verificarsi di gravi episodi di intimidazione testimoniava dello sviluppo in loco di dinamiche criminali inequivocabilmente attribuibili a esponenti della ‘ndrangheta calabrese. In genere si tratta di delitti contro la persona e il patrimonio che, visti nel loro insieme, inducono ad ipotizzare che stesse cercando di affermarsi anche in Valle una forma organizzata di gestione delle attività illecite sul territorio.

Nelle notti dell’8,9 e 10 agosto ad Aosta, erano fatti esplodere ordigni esplosivi rispettivamente contro la bottiglieria di proprietà di Maddalena Apolloni in via Lostan, e contro il negozio di abbigliamento Canonico e Vacchina in via Gramsci. Colpito anche il distributore di carburanti Esso gestito da Giovanni Rossi, in viale Partigiani. Venne successivamente individuato quale responsabile Carmelo Oliverio, poi condannato con sentenza passata in giudicato. Si tratta del nipote del Santo Oliverio indicato come capobastone di un “Locale” di ‘ndrangheta valdostana dal pentito Caruso. Successivamente le accuse contro l’Oliverio ed altri 15 imputati, formulate dall’ ”Operazione lenzuolo” dell 2000, vennero archiviate. Ma dell’esito di quel processo vi daremo conto nei prossimi numeri del giornale.

(altro…)

Sonni tranquilli e asciutti

9 maggio 2014

Chi manca all’appello? Prima i Facchineri di Cittanova, poi i Nirta di san Luca, ora i Pesce di Rosarno.
Ci ha pensato la trasmissione “Le Iene” di ieri , 7 Maggio, a mostrarci la pericolosità di questo ultimo clan. D’altra parte già in sede di conferenza stampa dell’operazione Hybris, quella nata dal rogo di tre auto al quartiere Dora e che portò, circa 6 mesi or sono, all’arresto di alcuni membri della famiglia Taccone di St Marcel, collegati secondo l’accusa al clan Pesce, così il colonnello Rocco: “Abbiamo scoperto un substrato culturale di stampo mafioso incredibile. E’emerso un quadro inquietante, in cui appare evidente il collegamento diretto con famiglie calabresi legate all’ndrangheta. Ora, dopo la notizia della Stampa di Torino sulle armi della strage di Duisburg transitate in Valle tramite la famiglia Nirta di Quart, mi attendevo un soprassalto di allarme sociale dalla comunità valdostana.
(altro…)

Storie di ‘ndrangheta in Valle d’Aosta (3°parte)

1 marzo 2014

Operazione “Lenzuolo”: foto del rituale di ’ndrangheta nel bar Ponte Romano, ma archiviazione per tutti gli indagati!

Sul piano processuale, si pone innanzitutto un problema di competenza territoriale, in quanto l’indagine è iniziata alla fine del 2000 dalla Procura di Reggio Calabria (RC). Il pm di questa città riteneva che il “locale” di Aosta costituisse una propaggine delle cosche operanti in RC, ma il Gip di RC ne rigettava l’istanza, ritenendo invece che “l’associazione oggetto di indagini fosse strutturalmente radicata in VDA e dunque un’autonoma ed originale cosca operante in quel territorio”. Risolto dunque in favore di Torino il conflitto di competenza con la procura di RC, nel merito delle accuse il pm torinese, dott. Padalino, ha ritenuto che “gli elementi acquisiti non consentono di ipotizzare la sussistenza di un quadro probatorio sufficiente a condurre ad un’affermazione di responsabilità a carico degli indagati”.

La sua conseguente richiesta di archiviazione rivolta al Gip, dott.essa Gambardella, è stata all’origine del decreto di archiviazione del procedimento nei confronti di tutti gli indagati. La parte più interessante del decreto è contenuta nell’ultimo capoverso, nel quale si sostiene che alle accuse manca il requisito contenuto nel comma III dell’art. 416 bis, ossia il vincolo associativo di associazione mafiosa.

Per capire meglio il senso del decreto di archiviazione, giova qui ricordarne il testo: (altro…)