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Non sono italiani, ma…

25 gennaio 2013

Trovo interessante postare due commenti che il signor Mancini ha scritto su Facebook, perché aiutano a capire come del Parlamento italiano sia gli unionisti di casa madre sia i transfughi progressisti non interessa un tubo. Però la poltrona mantiene il suo imperituro fascino. E noi elettori italiani dobbiamo mandare in Parlamento dei rappresentanti che dello stesso se ne sbattono? E dov’è la loro coerenza? Che rinuncino alla rappresentanza se non si sentono italiani!

Intervento dell’ on. Caveri, deputato al Parlamento italiano, il 19 dicembre 1993, al congresso dell’Union:
L’Europa dei popoli deve prendere in considerazione i valdostani, vogliamo un parlamentare europeo eletto in un collegio uninominale per la Vda… il pays d’Aoste, oggi regione autonoma, è un popolo senza Stato, sopratutto se l’Italia non sceglierà il federalismo. Parlare di Nazione valdostana (maiuscolo nel testo, ndr) non deve spaventare nessuno. Oggi una repubblica della VDA ha un senso se è inserita in un Italia federale, in un Eu federale. E’ chiaro che se l’Italia e l’Eu non seguiranno il cammino federale, ci saranno dei problemi. La Vda è viva e bisogna gridare forte che c’è una questione valdostana. Come nel 1945.”

Intervista di Guido Grimod, segretario dell’Union valdotaine, alla Stampa di Torino del lunedì 2 settembre 1991.
Titolo: “Si voti per l’indipendenza, l’Italia unita non esiste”.
Quest’ Italia non esiste, è stata costruita con la forza e in modo artificiale.
Non appena ci sarà il riconoscimento di Slovenia e Croazia, dovrà affrontare anche le nostre richieste di indipendenza e quelle di veneti, piemontesi friulani, tutte le etnie. Aspettiamo il momento per dichiarare l’indipendenza dei popoli, quindi anche la nostra, l’autodeterminazione è la cosa più ovvia. Ci vuole una nuova Yalta, bisogna ridisegnare i confini degli Stati, sono tutti fasulli.”