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Salutari rompicoglioni!

11 maggio 2013

Che le numerose contraddizioni e le anomalie all’interno del M5s saltassero era solo una questione di tempo. Si comincia ora con la diaria che è solo un problemino sul quale non insisterei troppo: l’errore è a monte sta in quel voler fare i martiri per forza, quando era sufficiente solo un po’ di buon senso. Rinunciare alla metà dello stipendio e al vitalizio era un gesto sufficiente (il risparmio rimane irrisorio il suo valore è unicamente simbolico) e non avrebbe creato dissapori interni. Ma l’anomalia vera è Grillo! Un non eletto, quindi un cittadino comune, che entra a Montecitorio come un capo di Stato, anzi, come un arrogante capo di Stato: Napolitano ha l’abitudine di varcare il portone a piedi. Che detta l’agenda politica e chiede assoluta ubbidienza ai suoi burattini. L’anomalia è un movimento che ha la struttura di una setta. Un gruppo di persone che segue fedelmente e acriticamente un capo spirituale o politico e le regole che questi impartisce. “La linea non si discute, si sposa. Questione di fede”. Cosa ci sta a fare una setta in Parlamento? E’ inevitabile che qualche eletto voglia dire la sua, lo prevede la Costituzione, ma non lo prevede Grillo, quindi: boom! La consapevolezza che l’uno vale zero (pezzo di merda!) è dura da digerire. Ma l’anomalia peggiore è che i grillini non sono politicamente niente senza Beppe Grillo e lui lo sa. Stranezze della democrazia. Per fortuna che qui, in Valle, i nostri grillini li conosciamo perché si sono fatti sul campo presentandoci puntualmente ricerche e dossier sul malaffare locale (tanto tempo che ci hanno regalato per crearci una coscienza critica). E’ da diversi anni che lavorano, non da pochi mesi, e hanno già influenzato positivamente la politica locale sui costi della politica, hanno acceso i riflettori sulla questione del Parco archeologico, sulle centraline, sull’aeroporto, sul garage dell’ospedale, sui piani regolatori e su molto altro. Io non lo avrei invitato Grillo ad Aosta, loro non ne hanno bisogno, a noi basta il lavoro che hanno intrapreso. Invito quindi tutti gli arrabbiati, i delusi, quelli che non credono più nella politica a non disertare le urne che sarebbe un regalo a chi ci ha conciati così, ma di votare M5s. Questo, nostro, regionale movimento di salutari rompicoglioni!

Opportunista e voltagabbana!

25 marzo 2013

Ho deluso i miei amici pentastellati mi dispiace, tutta colpa mia, avevo capito male. Mi ero lasciata affascinare dalle inchieste, uniche dalle nostre parti dove non c’è giornalismo e dove la magistratura sonnecchia. Ancora oggi mi sento grata per quel loro coraggio nell’aver messo in luce tante schifezze che altrimenti sarebbero ancora sepolte in un sonno atavico. Ancora oggi credo che una loro presenza in Regione possa essere necessaria per stimolare e monitorare l’attività amministrativa. Ma non posso non valutare il M5s per ciò che fa a livello nazionale. Non posso non criticare Grillo e le sue uscite sempre più lontane dalla ragione; la chiusura verso i giornalisti, la scarsa trasparenza, la censura, il vittimismo e l’arroganza. Pertanto non posso disgiungere completamente la realtà locale da quella nazionale: il Movimento è uno. Non ho particolari simpatie verso altri partiti, ma so  distinguere quelli che potranno fare il primo passo per una svolta. Dopo decenni di governo unionista mi piacerebbe provare a cambiare e oggi questo è possibile con l’Alleanza autonomista progressista. Non sono io a dirlo, ma la realtà. Mi piacerebbe anche che all’interno di questa Alleanza fosse la componente di sinistra ad avere maggior forza, giusto per evitare un Viérin presidente. Qualcuno, per queste mie idee, mi ha tacciata di opportunismo, di essere una voltagabbana: quando mancano gli argomenti gli stupidi si appellano ai giudizi sommari. Rispondo che non sono un’opportunista perché in me non c’è calcolo alcuno. E non sono una voltagabbana in quanto cambiare parere su un movimento, che è una sperimentazione unica nel suo genere, è assolutamente normale, così come è altrettanto normale valutare di volta in volta il fare politico che non è immobile come un sasso. Io guardo alla politica con mente lucida, perché non ho nulla da guadagnare, solo un po’ di speranza.

Digressione inevitabile

17 marzo 2013

Ho letto qualche centinaio di commenti sull’ultimo post di Grillo e con piacere ho notato che i più votati sono scritti da persone dotate di buon senso e spirito critico e autonomia di pensiero; ne ho scelto uno che riassume il contenuto di molti altri. Questi sono i grillini che mi piacciono e che sono necessari all’Italia: la parte sana del Movimento. Aspetto ancora una risposta alla domanda che ho postato questa mattina: per chi avrebbero votato Ferrero e Cognetta?

“ma porc…..miseria. Ripartiamo da capo. Avevamo detto che saremmo andati in Parlamento per aprirlo come una scatoletta; ci siamo seduti in alto perchè avevamo detto che avremmo controllato tutti, che avremmo studiato, letto, analizzato, impedito, imposto, cambiato, modificato ecc. e allora? che cosa hanno fatto i nostri ieri? hanno imposto un cambiamento: al PD di far fuori due vecchi politicanti come la Finocchiaro e Franceschini, al PDL di sacrificare l’avvocato collusso Schifani.Hanno permesso a due come Boldrini e Grasso (che non erano collusi con nessun vecchio partito)di diventare le più alte cariche dello stato. E’ un risultato da poco e addirittura negativo? A me pare di no, ma pare di no anche al resto degli italiani che vorremmo attrarre e convincere. L’ho già scritto in un altro post: gli elettori ci hanno messo in mano un’arma micidiale, ci stanno permettendo di essere arbitri e giocatori, di poter gestire e controllare , di condizionare e indirizzare e soprattutto di riferire, pubblicamente a tutto il popolo italiano. Che ci ha detto: rendete trasparente il Parlamento, moralizzatelo, bombardatelo se non cambia, denunciate gli inciuci, gli sprechi, espellete i corrotti, gli indagati, i condannati e per farlo dovete esserci , assumervi responsabilità, entrare nelle commissioni, nei gangli vitali della macchina politica e istituzionale. Dovete ridare dignità al paese proponendo, inventando, lavorando mettendoci il culo e la faccia …e rischiando. Non è che si poteva andare li a scaldare le poltrone e attendere che le pere cadessero da sole. L’albero va scrollato con le proposte, le votazioni, le denunce,l’impegno parlamentare. Aspettiamo che lavoriate per la riduzuione dei parlamentari, degli stipendi, dei privilegi, delle spese, per il rilancio dell’economia, per il lavoro,contro la disoccupazione. Vi aspettiamo nella Giunta per le autorizzazioni a procedere….insomma, vi aspettiamo al varco e non saremo teneri.“.

Così si fa!

30 gennaio 2013

La sinistra tradizionale gli ha sempre sputato contro, nel migliore dei casi aspettava il passo falso, eppure il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti del M5s, si sta impegnando per rimettere in piedi Parma dopo la gestione precedente che l’aveva messa in ginocchio. Riguardo ai rifiuti ha interpellato Raphael Rossi, conosciuto come amministratore incorruttibile, per sviluppare la raccolta differenziata. Non si è avvalso dell’amico di un amico e neppure di un parente, ha scelto un professionista meritevole. Un uomo che non solo ha rifiutato una tangente cospicua per favorire una certa società, ma che ha denunciato il tentativo di corruzione. Così si fa!

L’antibiotico

28 gennaio 2013

L’hanno chiamata antipolitica. Eppure è proprio grazie all'”antipolitica” del Movimento cinque stelle che cominciano ad arrivare i primi piccoli risultati per un risanamento più ampio del fare pubblico. Quando mai prima di queste elezioni ci si chiedeva se un candidato era pulito o no? Neppure oggi, a dire il vero, si candida con la dovuta attenzione, ma il problema si è posto e le liste, anche grazie alla seppur debole normativa di Monti, sono un po’ più pulite di prima (UDC E PdL esclusi). Il nuovo partito UVP ha inserito nel suo Statuto un codice etico nel quale si rifiutano i conflitti di interesse (Caveri consigliere regionale e responsabile dei programmi RAI non si trova in questo stato?), i candidati che hanno problemi con la giustizia o che hanno già subito delle condanne e pone come limite due mandati, esattamente come vanno predicando da tempo i grillini. L’onda lunga della tanto disprezzata antipolitica e che in realtà è critica feroce dell’attuale sistema oligarchico dei partiti, comincia a depositare sul terreno fertile humus. Non illudiamoci però, il sistema ha anticorpi robusti e tende a confermarsi. Vuoi con le numerose deroghe che, per mantenere il posto a vecchie cariatidi, hanno svilito il valore delle primarie; vuoi dalle contraddizioni  di cui sopra e dalle tante parole al vento. Per questo non dobbiamo mollare con la sorveglianza, per questo i cinque stelle sono necessari.

Padri, padroni e padrini…

16 novembre 2012

Tanto per guardare il palo nell’occhio proprio e non la pagliuzza in quelli altrui.

Digressione 43

24 maggio 2012

L’immagine che mi si presenta comprende un gruppo di avvoltoi su un ramo che guardano sotto in attesa di una vittima da spolpare. In questo caso la vittima è il Movimento 5 stelle che io considero un interessante esperimento e come tale imprevedibile (grazie a quella che fino a ieri si è chiamata antipolitica, oggi sono stati dimezzati i finanziamenti ai partiti…). Si spera che muoia presto, una brutta caduta durante i primi passi e questo per la soddisfazione di dire: io lo sapevo, io l’avevo detto, non ci siamo che noi. Mors sua vita mea! Gli occhi sono tutti puntati sui quattro ragazzi sindaci, principalmente su Pizzarotti oggetto di critiche anche da parte di un gruppo di imbecilli cinquestellati. E non sono sguardi bonari. Questa attesa, questa voglia di agonia io la chiamo meschinità e aggiungo anche stupidità politica, perché, se Il Movimento 5 stelle inciampa e muore non è che qualcuno ne porterà a casa un pezzo, no, non sarà così. La delusione si aggraverà e andrà a ingrossare il grande serbatoio di chi non vota e non voterà più. Chi se ne frega se Hollande teme per la sua cara Parma e chi se ne frega di Grillo, io tifo per i quattro ragazzi che si sono trovati sulle spalle una responsabilità enorme e che sconfina con il loro ruolo di amministratori. A loro io dico: forza, non temete gli idioti anche se sono tanti e vi vogliono morti! Non mi fanno paura i vostri sbagli perché so che sono in buona fede:  siete giovani, avete tutto il tempo per imparare. Mi fanno paura i vecchi avvoltoi che vivono la novità come una minaccia al loro status quo.

Mission impossible?

12 maggio 2012

I candidati del Pd valdostano non potranno essere rieletti dopo due mandati. Questa dello stop dopo i due mandati è un cavallo di battaglia nel programma del Movimento 5 stelle fino a ieri considerato dalla sinistra, ma non solo, demagogo e populista. Dunque qualcosa di buono deve avere, se anche il Pd nostrano fa oggi sua quella idea. Che sia proprio quella di forzare i partiti, altrimenti pigri, a una riforma radicale nel loro interno la sua missione?

Digressione 39

8 maggio 2012

Con il risultato conseguito dal Movimento 5 stelle (non da Grillo), forse la classe politica la smetterà di gridare all’antipolitica. Perché il programma in tasca i grillini ce l’hanno eccome! E forse cercherà di capire tutti quei cittadini che sono stanchi di questa partitocrazia. Immobile, incapace di riformarsi. Provare a capire cos’è il Movimento 5 stelle non è facile, proprio perché è una novità assoluta, una sperimentazione altra dalla struttura burocratica della politica tradizionale. Non c’è un’ideologia, non c’è un centro, non c’è neppure omogeneità, è una pratica che cresce strada facendo e può essere imprevedibile. Ci sono e ci saranno errori: la sperimentazione sul campo non può evitarli, ma la ricerca di un sistema partecipativo e di rappresentanza nuovo farà la sua strada, impossibile stabilire a priori l’obiettivo. Questa spinta fa paura a chi è abituato al tran tran ormai ossidato del fare politica. Fa paura tutto ciò che non rientra nei parametri soliti e quindi incomprensibili. Dalla diversità ci si difende. Quando le difese invece dovrebbero essere poste altrove, contro l’immobilismo, i privilegi, la pigrizia, l’abitudine… perché la politica è vità e movimento. L’antipolitica è questa classe dirigente, un’anima morta arrovesciata su se stessa, incapace di interpretare con la freschezza del pensiero i nuovi germogli che nascono dal basso e a costo zero.

Grillo non c’entra!

16 aprile 2012

E’ da un po’ che volevo scrivere questo post che ho sempre rinviato per lasciare spazio a questioni più locali, ma ora che l’argomento è stato affrontato dal Fatto quotidiano mi sembra arrivato il momento buono. Sono assolutamente contraria a tutti coloro che considerano il Movimento 5 stelle come un movimento populista, impregnato di facile antipolitica. Chi afferma ciò è il vero responsabile della disaffezione verso la politica! Scandali, furti, bisticci, omertà, privilegi…., tutto ciò che contraddistingue una buona fetta della casta nel suo insieme, sono alla base del disgusto legittimo che i cittadini provano verso lo Stato e i suoi rappresentanti. Facile scaricare su chi condanna tutto ciò come il fautore dell’antipolitica, perché non è contro la politica che ci si indigna, ma contro QUESTA politica! Contro questo modo di governare e trattare i cittadini. Vendola dichiara “fiume sporco” l’antipolitica, ma di sporco io vedo solo ciò che questa politica ha prodotto. Un esempio è l’attuale scandalo dei rimborsi elettorali, prima nessun partito avvertiva l’esigenza di affrontare l’argomento ora, a scandalo avvenuto e con il terrore di venir spazzati via, ecco che la classe politica si mobilita affannata per discutere il probema. (Discutere, aggirare non risolvere: vedi alla voce stipendi dei parlamentari che non sono stati intaccati per nulla). Tutti a far la gara a chi vuol ridurre di più il finanziamento pubblico, dopo che tutti hanno volutamente snobbato la volontà popolare che aveva detto, con un referendum nel 1993, un chiarissimo NO! Non sono tutti uguali, ma non sono così diversi: le sfumature non bastano per arginare la nausea. Invece di inveire contro Grillo, come se gli italiani non avessero una loro autonomia di giudizio, sarebbero più opportune una seria riflessione e un’autocritica. Seguite da una radicale trasformazione culturale del sistema politico. Possibile che questi incapaci non siano stati ancora in grado di mettere in piedi una legge elettorale?E abbiano dovuto sostenere un Governo tecnico per fronteggiare la crisi? E qui Grillo non c’entra proprio, c’entrano l’assoluta inidoneità, la miopia, l’interesse spesso privato, ingredienti che sommati all’avidità e all’ingiustizia hanno creato questo clima di sfiducia verso le istituzioni. Non sarà l’antipolitica a spazzare questo avanzo del pasto-Italia, ma la prima, autentica consapevolezza politica. No, Grillo non c’entra proprio!