Posted tagged ‘Monte Bianco’

Progresso di che?

28 Maggio 2013

Fortuna che c’è l’associazione ambientale Mountain Wilderness che ha presentato un esposto alla Procura di Aosta per denunciare i lavori di costruzione della funivia del Monte Bianco. Si chiede “come sia stato possibile, in zona di alta protezione ambientale e area glaciale, tutelata dalla legge Galasso, imporre sbancamenti che di fatto hanno modificato la montagna più alta del nostro continente” (Ansa). Già come è stato possibile che una cultura alpina dia il via alla distruzione sistematica del suo territorio? Funivie, centraline, strade, case… stanno facendo man bassa della nostra Valle: la prospettiva è il progresso. Ma progresso di che? Davvero è progresso portare migliaia di turisti in cima al Monte Bianco? Non c’è un’alternativa che possa conciliare l’economia con la salvaguardia del territorio? Possibile che si debba sempre depredare e non valorizzare? Sembra di no. Se non si costruisce non c’è economia e quindi non c’è pil e quindi la gente si incazza perché non può spendere e se non può spendere l’economia va a rotoli. Sembra un girone dantesco. Abbiamo avuto il Paradiso terrestre, siamo stati bravi a farlo diventare un inferno. Les montagnards sont là?

Impatto!

4 giugno 2012

La Granta Parei secondo l’assessorato regionale all’Ambiente.

Che ormai la propaganda abbia sostituito l’informazione lo testimoniano i vari media che l’amministrazione pubblica utilizza per promuovere se stessa. Roba da vecchio regime. Su tutti l’assessorato regionale all’Ambiente divulga bollettini, crea nuovi siti per dare in pasto ai lettori e agli utenti una verità conformata alle sue esigenze e finalità. Il nuovo numero di Environnement è dedicato al VIA (valutazione di impatto ambientale): la copertina è da infarto. Gigantesche gru sovrastano le guglie del Monte Bianco dove è in atto la costruzione della nuova funivia, opera  sicuramente “utile e indispensabile per la sopravvivenza in loco delle popolazioni”. Se per affrontare un così delicato argomento si sceglie un’immagine di così evidente impatto ambientale è chiaro quale potrà essere il metro di valutazione adottato dall’assessorato. Infatti nel corso della lettura, tutto il territorio viene presentato come una ricchezza da preservare, pur tenendo ben presente le necessità umane: “la Valle d’Aosta per la sua ricchezza di acqua rappresenta un territorio particolarmente favorevole per il funzionamento delle centrali idroelettriche, ampiamente diffuse nel corso degli anni”. E ancora: “il principale problema ambientale della Valle d’Aosta, in rapporto alla progettazione e realizzazione di strade e piste, è rappresentato dal suo territorio condizionato dall’orografia.” Insomma una Valle da sfruttare al massimo, favorevole allo sviluppo cementizio pur rompendo le scatole con quel suo essere in salita e in discesa. Nella prossima legislatura l’assessorato all’Ambiente non ci sarà, infatti non è assolutamente necessario: per distruggere il paesaggio basta e avanza quello ai Lavori pubblici!

La Granta Parei secondo un turista. Impatto ambientale?

Presuntuosa sciocchezza

4 luglio 2011

Nel 2001 l’allora assessore al Turismo, Luciano Caveri, aveva espresso una valutazione negativa alla candidatura, sostenuta soprattutto dai verdi, di inserire il massiccio del Monte Bianco nel seppur lungo elenco dei Patrimoni dell’Umanità firmati UNESCO. Caveri trovava logoro il concetto di “patrimonio dell’umanità”, considerava più interessante quello di “patrimonio orale e immateriale” a cui associava la cultura walser. Oggi, l’attuale assessore alla Cultura, Laurent Viérin, fa sua una parte di questa idea e propone di elevare il patois a patrimonio universale dell’umanità. Ma cosa significa patrimonio dell’umanità? Io credo che si debba interpretare come una ricchezza che non ha frontiere culturali, così sublime e unica da essere compresa e riconosciuta da tutti (il fatto che sia nota non ne toglie il valore aggiunto). Una lingua parlata e compresa da qualche migliaio di persone, come può assurgere a essere ricchezza condivisa da sette miliardi di esseri umani? Sono perfettamente d’accordo che il patois vada salvaguardato e approvo le numerose iniziative che mirano alla sua valorizzazione, ma che questa lingua diventi un tesoro anche per gli aborigeni, i masai, i tuareg, gli sherpa, gli hunza, i kurdi… e per tutte le minoranze che sono distribuite sul pianeta, mi sembra una presuntuosa sciocchezza.

Grandi opere aumentano!

14 luglio 2010

Riceviamo dal signor Elio Riccarand, in qualità di Presidente di Pro Mont-Blanc e volentieri pubblichiamo.

La più importante montagna d’Europa, il Monte Bianco, il massiccio che è stato la culla dell’alpinismo e che contiene i più importanti ghiacciai delle Alpi è ancora privo di un riconoscimento internazionale del suo valore ambientale e di una adeguata tutela.

Una situazione tanto più negativa se si considerano le minacce che incombono su tale territorio. Il Presidente della Regione Valle d’Aosta ha recentemente firmato una Intesa con il Governo italiano per realizzare due “grandi opere” di notevole impatto proprio sul Monte Bianco: la mega-Funivia Entrèves-Punta Helbronner e una nuova galleria parallela al Tunnel stradale del Monte Bianco. Tali “grandi opere” rappresentano il tentativo di riproporre il solito modello di sviluppo basato sulla quantità, su alti livelli di traffico, sulle elevate portate a scapito della cura della qualità, di un turismo più dolce e di un modello più durevole.

Il tentativo è quello di riproporre vecchie impostazioni, ignorando le linee indicate dalla Convenzione per la protezione delle Alpi ed i principi dei suoi Protocolli. E’ un ritorno al passato proprio nel momento in cui in tutte le Alpi sono sempre più evidenti i limiti, gli errori ed i danni del modello di sfruttamento della montagna che si era imposto nella seconda metà del Novecento.

Seppure lentamente, negli ultimi anni era cresciuta, anche in Valle d’Aosta, la consapevolezza dell’eccezionalità del territorio del Monte Bianco e si erano individuati nuovi obiettivi e nuove strategie diverse dalla solita infrastrutturazione massiccia della montagna.

In particolare, Pro Mont-Blanc il Comitato internazionale che raggruppa varie associazione alpinistiche e di tutela ambientale di Italia, Francia e Svizzera ha definito due obiettivi ambiziosi:

1) fare del territorio del Monte Bianco un esempio di sviluppo sostenibile per tutto l’arco alpino. A tal fine è stato elaborato il “Termometro del Monte Bianco”, uno strumento per misurare, tramite un sistema di indicatori, il livello di sostenibilità delle varie politiche ed individuarne i punti critici.

2) ottenere l’inserimento del massiccio del Monte Bianco nell’elenco Unesco dei beni naturali che sono Patrimonio dell’Umanità ed in quanto tali da tutelare adeguatamente.

Nel 2010 il “Termometro del Monte Bianco” è stato recepito all’interno del Progetto “Osservatorio del Monte Bianco” del “Piano Integrato Europeo” (PIT) di cui sta partendo la realizzazione. Parallelamente il PIT ha previsto la messa a punto di un “Piano di gestione” transfrontaliero del massiccio del Monte Bianco al fine di utilizzarlo per la candidatura Unesco.

Il 9 maggio 2010 tutte le principali associazioni alpinistiche ed ambientaliste di Italia, Francia e Svizzera, riunite a Chamonix, hanno sottoscritto e lanciato l’ “Appello per il Monte Bianco” per dare pieno sostegno ai due obiettivi centrali indicati da Pro Mont-Blanc.

Le “grandi opere” che ora la Giunta regionale della Valle d’Aosta afferma di voler realizzare, rilanciando persino il progetto di una nuova galleria parallela al Tunnel stradale esistente, sono espressione di una strategia opposta a quella delineata da Pro Mont-Blanc e che pure ha ottenuto in questi anni anche il sostegno dei cinque Comuni del versante valdostano del Monte Bianco, così come di alcuni Comuni del versante francese e della Région Rhône-Alpes.

E’ necessario che un movimento forte, di carattere locale ed internazionale, si opponga alla riproposizione di un modello di sviluppo sbagliato e dannoso e che si proceda invece concretamente perseguendo obiettivi coerenti con i principi indicati dalla Convenzione Alpina e contenuti nello Schema di sviluppo sostenibile approvato dall’Espace Mont-Blanc.

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Cultura di montagna

24 giugno 2010

Ha dell’incredibile! Walter Bonatti proposto in qualità di cittadino onorario del Monte Bianco. Saranno stati i francesi a volerlo; da noi il berlusconismo valdostano avrebbe preferito di gran lunga Loredana Lecciso. In ogni caso un’ottima notizia che va nel verso da noi auspicato: quello di una sana e contemporanea cultura della montagna.

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Assessorato de che?

1 giugno 2010

Questo posto fa schifo, ci vuole un ascensore! Papà me lo compri?

Vogliamo un ascensore per valorizzare il Monte Bianco! Vogliamo un ascensore per valorizzare il Cervino! Vogliamo un ascensore per valorizzare il Gran Paradiso! Senza l’ascensore le nostre montagne fanno schifo!  Senza, fanno schifo anche le nostre valli! Per fortuna che Zublena c’è! Dunque, via libera al progetto per la realizzazione di un ascensore verticale per accedere alla conca di Cheneil, 2.000 metri di altitudine, nel comune di Valtournenche.  “L’intervento di accesso a Cheneil – ha spiegato la Zublena- rappresenta una soluzione che salvaguarda le peculiarità ambientali del luogo. La scelta è stata fatta in accordo con tutti i soggetti interessati“. (ANSA). Cinquanta metri di dislivello alla velocità di quattro metri al secondo. In città abbiamo bisogno di un metrò per un chilometro e duecento metri di tragitto, in montagna abbiamo bisogno di un ascensore per cinquanta metri di dislivello: ma che razza di montanari siamo! Naturalmente si renderà necessaria la realizzazione di una pista di servizio per il trasporto dei materiali da costruzione, successivamente di una stazione per l’accesso all’ascensore e poi di un parcheggio, tutti elementi necessari per salvaguardare le peculiarità del luogo! Ma che razza di assessorato al Territorio e Ambiente è mai questo?
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