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La mia Valle è la mia banca!

30 dicembre 2009

La mia valle è la mia banca e il mio conto sale ancor più su la la la la...

Il principe dei parolai, pardon, dei parolieri italiani, tal Mogol è il nuovo autore milanese della canzone ambasciatrice di nos-atre. Scordiamoci Montagne Valdotaines del parigino Alfred Roland (ma come la mettiamo con l’articolo 8 della legge regionale 16.03.2006 n. 6 che l’ha adottata quale inno ufficiale della Regione Autonoma della Valle d’Aosta?) e partecipiamo al languore delle parole della “La mia valle“. Che, come l’isola di Peter Pan, non c’è. Augusto Rollandin si è dimostrato entusiasta dell’opera che ha nobilitato al rango di diplomatica della nostra Regione. La canzonetta parla di valli verdi e belle, di cavalli (che la Fontina si prepari con il latte di cavalla?), di boschi e silenzio, di aquile e di pace, di aria pura e di castelli… , stucchevoli luoghi comuni che cozzano con la politica ambientalista del nostro Attila. E’ stata da pochi giorni inaugurata la funivia più alta d’Italia, un’opera dispendiosa e inutile che darà fastidio, oltre che agli alpinisti veri e agli amanti del paesaggio, pure alle aquile. Per la pista dei campionati del mondo che si sono svolti altrove, sono stati sradicati migliaia di alberi a La Thuile. Il blu e il silenzio saranno inquinati dal frastuono puzzolente degli aerei che atterreranno nel futuro aeroporto Corrado Ex, l’aria pulita sarà ammorbata dai gas dell’inceneritore. La creazione mogoliana conclude con: La mia valle è la mia chiesa e io vivo qui. Sarebbe stato più opportuno sostituire chiesa con banca!

Curiosità: parrebbe (usiamo il condizionale) che il Signor Mogol sia stato ospitato dall’intera collettività aostana alla modica cifra di 15.000 euro, ma non insistiamo ché l’ammontare esatto della somma è difficile da individuare tra i meandri delle spese di rappresentanza.

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