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1° Premio Patuasia-Artisanat

1 agosto 2010

Il risveglio, bassorilievo di Riccardo Foretier

Patuasia ha voluto dire la sua. L’artigianato artistico è importante per la nostra Regione e i premi dati forniscono le indicazioni sullo stile, quindi i premi sbagliati esibiscono indicazioni sbagliate. Patuasia è presuntuosa. E’ convinta di capirci qualcosa sull’argomento, molto di più rispetto ai soliti noti. Tralasciando alcune sezioni, ha incentrato l’interesse sulla scultura a tuttotondo, l’altorilievo, i giocattoli e la ceramica. Su quest’ultima condivide, pienamente il parere della giuria che ha conferito il 1° Premio all’artista Marina Torchio. Fra lei e gli altri partecipanti al concorso un abisso. Sensibiltà nell’uso della terra e nell’appropriato accostamento dei colori. Buon disegno e armonia di elementi, danno alla formella una grazia mai stucchevole. Il 1° Premio per la sezione scultura a tuttotondo, Patuasia lo consegna, a parimerito, a due giovani scultori: Irene Tarticchio ed Enrico Massetto. Consapevoli di essere distanti anni luce dalla fatica montanara: non portare fascine di legna sulle spalle, non zappare la terra e non dover mungere le vacche per tirare a campare, hanno coniato un linguaggio contemporaneo che si ispira all’immaginario infantile dei cartoni animati. Mondo dal quale provengono, come tutti coloro che hanno la loro età, e onestamente presentano. Già lo scultore, Gianfranco Anzola, aveva tracciato le prime lettere dell’alfabeto con i suoi comici personaggi dagli occhi rotondi e il sorriso ironico, ma Irene ed Enrico sono ancora più liberi dagli stereotipi, seppur sempre legati ai temi del mondo alpino. Il loro stile è sicuro. Schietto. Una strada nuova per non morire di noia. Per la sezione bassorilievo, il 1° Premio va a Riccardo Foretier. Un segno delicato, finemente poetico. Disegno fragile. Sereno. Ormai raro e per questo prezioso. Per la sezione giocattoli il 1° Premio Patuasia lo rimette a Cesare Marguerettaz (2° per la giuria ufficiale). Stile sobrio. Pulito e colto. Una tradizione che sa stare al passo con i tempi, senza melanconia e rimpianti. Ma Patuasia ha inaugurato anche il Premio-Bleah, che viene offerto al lavoro più brutto in assoluto. Ce n’erano molti fra sculture e bassorilievi che gareggiavano per impadronirsene, alcuni addirittura premiati dalla giuria di regime, ma la scelta, difficilissima, si è concentrata sulla scultura a tuttotondo di Carlo Seghesio. Un’orribile testa di bambino-zombie che fuoriesce dalla terra con spiritelli ai lati. Disegno approssimativo di chi non è capace. Stilizzazione elementare e stereotipata. Nessuna conoscenza anatomica. Poesia sotto zero. Ma lo “scultore” non si scoraggi, nella vita si può sempre fare altro.

Il risveglio di Carlo Seghesio 1° Premio Patuasia-Bleah!

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