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Storie di ‘ndrangheta in Valle d’Aosta (3°parte)

1 marzo 2014

Operazione “Lenzuolo”: foto del rituale di ’ndrangheta nel bar Ponte Romano, ma archiviazione per tutti gli indagati!

Sul piano processuale, si pone innanzitutto un problema di competenza territoriale, in quanto l’indagine è iniziata alla fine del 2000 dalla Procura di Reggio Calabria (RC). Il pm di questa città riteneva che il “locale” di Aosta costituisse una propaggine delle cosche operanti in RC, ma il Gip di RC ne rigettava l’istanza, ritenendo invece che “l’associazione oggetto di indagini fosse strutturalmente radicata in VDA e dunque un’autonoma ed originale cosca operante in quel territorio”. Risolto dunque in favore di Torino il conflitto di competenza con la procura di RC, nel merito delle accuse il pm torinese, dott. Padalino, ha ritenuto che “gli elementi acquisiti non consentono di ipotizzare la sussistenza di un quadro probatorio sufficiente a condurre ad un’affermazione di responsabilità a carico degli indagati”.

La sua conseguente richiesta di archiviazione rivolta al Gip, dott.essa Gambardella, è stata all’origine del decreto di archiviazione del procedimento nei confronti di tutti gli indagati. La parte più interessante del decreto è contenuta nell’ultimo capoverso, nel quale si sostiene che alle accuse manca il requisito contenuto nel comma III dell’art. 416 bis, ossia il vincolo associativo di associazione mafiosa.

Per capire meglio il senso del decreto di archiviazione, giova qui ricordarne il testo: (altro…)

Storie di ‘ndrangheta in Valle d’Aosta (1° parte)

27 febbraio 2014

‘ndrangheta in Valle: “ l’ Operazione Lenzuolo” del 1999.

Dalla lettura delle motivazioni della sentenza Tempus venit, emerge una notizia clamorosa: già tre pentiti di ‘ndrangheta, alla fine degli anni ’90, avevano rivelato la presenza di un’ organizzazione ‘ndranghetista in Vda. Si tratta Francesco Fonti, Salvatore Caruso e Annunziato Raso. Ecco le loro dichiarazioni.
Francesco Fonti: “sono arrivato a Torino nell’anno 1971 e da subito, ho saputo che in Valle d’Aosta vi era un Locale attivo. (Il “Locale” è la struttura di base della ‘ndrangheta che sorge in un determinato paese, allorché si supera il numero minimo di 49 affiliati a qualunque “copiata” a cui appartengono (per copiata si intende il nome di uno dei responsabili del Locale a cui i picciotti fanno riferimento. Tale nominativo viene comunicato all’affiliato dopo la cerimonia di affiliazione detto battesimo). Allorquando si forma un Locale si deve dare notizia alla “mamma” di San Luca, da dove viene inviato un rappresentante il quale organizza la riunione del Locale alla presenza di tutti gli affiliati di quel paese. Nel corso della riunione viene nominato il Capo Bastone, il Contabile ed il Crimine ndr).Continua Fonti: “responsabile del Locale di Aosta era tale Pansera Santo (deceduto ad Aosta il 2 Aprile 2003 per cause naturali. Alla sua morte, imponenti funerali con la partecipazione di Guido Grimod, sindaco di Aosta, dal 2000 al 2010, ndr), proprietario di un autolavaggio in Aosta e da noi ‘ndranghetisti veniva identificato come “Compare Santo”; dal Locale di Aosta dipendeva a sua volta il sottolocale di Ivrea. Questo sottolocale era gestito dalla famiglia Forgione;
Fonti riferiva inoltre: “…l’attività principale del locale di Aosta erano le estorsioni a imprenditori e la droga”. (altro…)