Posted tagged ‘Libia’

Domenica con…

3 aprile 2011

A passeggio per Tripoli - foto: Patrizia Nuvolari

 Buona domenica con… i bambini di Patuasia!

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Uomini e topi

24 febbraio 2011

Non è Tripoli!

La Libia è un paese ricco. Fluttua su petrolio e gas. Dal punto di vista turistico è un gioiello da scoprire: mare cristallino, deserto magico, siti archeologici da sindrome di Stendhal. Ma tutta questa abbondante ricchezza di risorse non si traduce in benessere. Il centro storico di Tripoli è fatiscente (i restauratori italiani lo trasformerebbe in una meraviglia come hanno fatto all’Havana), c’è sporcizia dappertutto, ratti grossi come cani attraversano incuranti la strada. Sabratha e Lepthis Magna, due antiche città prima fenicie e poi romane, commuovono tanto sono belle, di quella pietra rosa e luminosa che contrasta con il blu del mare. I mosaici sono abbandonati fra i rovi, le architetture e gli ornati a disposizione dei ladri, i peggiori fra i quali appartengono alla Famiglia e agli amici della Famiglia. Ogni tanto, così mi è stato detto, sparisce un capitello, un bassorilievo… , trattasi di regali per questo e quella. I libici hanno l’energia eppure vivono in case miserevoli senza strade, negozi…, quartieri costruiti nel niente e spesso vuoti. Perché vi racconto questo? Perché quella ricchezza collettiva non tradotta in qualità della vita per tutti, seppur con le dovute cautele, mi ha fatto venire in mente casa mia. Il luogo dove vivo. Ricco eppur miserevole. Un paio di giorni fa è crollato un pezzo di soffitto in un’aula dell’Istituto Regina Maria Adelaide. Solo la fortuna ha concesso che non ci fossero vittime. Diverse classi sono state trasferite altrove, il che significa disagio. Possibile che i nostri ragazzi non possano godere di un servizio scolastico all’altezza del nostro reddito? Che non abbiano delle palestre? Che non possano usufruire di un trasporto efficiente e puntuale? Siamo ricchi ricchi ricchi eppure dove si è tradotta e si traduce tanta dovizia? Mi guardo intorno, non vedo ratti che attraversano la strada, oppure sì…

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Le domande di Patuasia

15 luglio 2010

In Libia l’oro nero ai libici costa niente, perché in Valle l’oro blu ai valdostani costa tanto? Eppure CVA registra una crescita della produzione continua…

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Italiani brava ggente!

22 giugno 2009
Soldati italiani, mentre costruiscono scuole, ospedali, case durante l'occupazione in Libia.

Soldati italiani, mentre costruiscono scuole, ospedali, case durante l'occupazione in Libia.

Il senatore Antonio Fosson si è sentito imbarazzato dal discorso pronunciato in Senato dal Colonnello Gheddafi. Un discorso indubbiamente provocatorio a cui l’aula ha risposto con il silenzio: martirio reso necessario in nome della realpolitik ! Che tradotto significa: cosa è necessario sopportare in nome del businnes promesso alle nostre imprese in Libia. Quello che imbarazza noi di Patuasia news ( in Senato quel giorno non c’eravamo), è ciò che scrive Fosson sul Peuple, settimanale del suo partito: l’UV. Fosson, a conclusione dell’articolo, dice che il boccone offerto dal Colonnello è stato ancor più amaro in quanto gli italiani “in terra di missione hanno soprattutto costruito case, scuole, ospedali…“. Il senatore chiama la Libia, violentemente occupata da interessi economici, terra di missione! (Nel 1911/12, durante la guerra italo-turca, veniva chiamata più correttamente Terra Promessa!). Continua a voler eternare il mito degli “italiani brava gente“, quando la Storia quel mito ha distrutto con la pubblicazione di documenti inequivocabili sulla brutalità dei soldati italiani contro i civili libici (ma anche etiopi, somali…). Parliamo dell’uso proibito dei gas, dei lavori forzati, delle deportazioni di intere popolazioni che causarono migliaia di morti. Per Fosson evidentemente la Storia è un’opinione; per lui l’occupazione della Libia fu una conquista di anime alla cristianità di cui Gheddafi deve ancor oggi renderci grazie.