Posted tagged ‘Leonardo La Torre’

Niveaux differents2!

10 marzo 2015

A Torino è stato presentato dal sindaco Fassino, l’assessore alla Cultura della Regione Antonella Parigi, la direttrice del Turismo della Città Luisa Piazza e la presidente dell’Unione Industriale «Expo-Exto 2015», il fittissimo calendario di eventi che Torino offrirà in vista dell’Expo.

Ad Aosta Leonardo la Torre, il presidente della società di scopo varata dalla Regione per gestire la partecipazione della Valle d’Aosta all’Esposizione Universale milanese, dà le dimissioni perché ha bisticciato con l’assessore regionale al Turismo, Aurelio Marguerettaz.

Dio perdona…

6 marzo 2015
Per fortuna che lui c'è!

Per fortuna che lui c’è!

Dell’Expo VdA sappiamo tutto sul logo (banaluccio), ma non sappiamo niente sul progetto complessivo. Volevano risparmiare sul grafico e hanno coinvolto i bambini di una scuola elementare, ma non essendoci più il bambino per eccellenza, Franco Balan, concentrare la scoppiettante fantasia infantile in un segno si è rivelata impresa difficile. Ancora una volta la suggestione è stata presa dalla romanità: la x risulta dall’incrocio del cardo con il decumano. Dico ancora una volta, perché, se ben ricordo, anche per la promozione di Aosta Capitale della Cultura (tonfo clamoroso) il grafico aveva fatto ricorso a questo soggetto. E anche in quell’occasione, la conferenza stampa si era incentrata soprattutto sulle ragioni estetiche del logo… poi aria fritta a palate. Cosa si farà in concreto non lo sapremo fino al momento dell’inaugurazione. Mancano 56 giorni all’evento e l’autonoma Valle d’Aosta arranca a fatica. Sul sito nella pagina dedicata non compare nulla, solo una frase in inglese: work in progress! (altro…)

I salafiti dell’indipendenza

11 dicembre 2014

Da Roberto Mancini.
Che noia, che barba, che pochezza, che ripetitività, che mediocrità. Di fronte ad una crisi epocale, al fallimento clamoroso dello sciagurato modello “federalista” imposto dalla Lega (ed avallato dal governo Prodi con la riforma del titolo V…), l’unica risposta della “kulture valdotaine” è quella di riproporre il delirio dell’indipendenza?
Oppure, di fronte alla sfide della modernità globalizzata, la soluzione è quella propugnata dai salafiti? Quella di ripiegarsi su se stessi, tornare alla purezza originaria della “valdostanidad”?
Al francese “langue véhiculaire”?
Naturalmente dietro alla manovra ordita dal mediocre congresso di Pont , oltre ad una devastante carenza di idee, c’è dell’altro: la solita furbizia da magliari, quella di dirottare le responsabilità del malgoverno locale verso oscuri nemici esterni, in questo caso identificati nel governo italiano e nell’Europa. (altro…)

Autonomo chi?

10 dicembre 2014

Leonardo La Torre, il consigliere birichino che ha tenuto in scacco il Consiglio per qualche mese, dice che bisogna costruire una “Federazione degli autonomisti” per difenderci dagli attacchi romani. Non dice cosa dobbiamo fare per difenderci dai suoi attacchi ben più pericolosi. (In caso di elezioni anticipate, per favore facciamolo fuori, grazie.). Fa il simpatico il Camaleonardo, invita a una lettura ottimistica del bilancio che dispone per gli investimenti di un centinaio di milioni di euro. Una miseria. Ovvio che la colpa sia di Roma e delle sue richeste coercitive. Nessuna responsabilità verso la classe dirigente che ha dissipato in progetti inutili, in contributi che non hanno dato frutti succosi per l’economia ma solo per i politici, ingenti quantità di denaro provenienti, ma guarda, proprio da Roma. Secondo Camaleonardo occorre reagire. Come? Ma con la solita demagogica difesa dell’autonomia. E sarebbe la soluzione giusta se si trattasse di un’emancipazione reale, svincolata dai sussidi statali, ma anche dalla politica locale, per orientarsi verso uno sviluppo economico capace di reggersi sulle proprie gambe. Sarebbe carino sapere che cosa intendono tutti i nostri politici per autonomia. Da quello che hanno combinato in quarant’anni si direbbe: farsi i cazzi loro!

La faccia come il culo

30 luglio 2014

Leonardo La Torre che dice: “Squallido e indegno lo spettacolo offerto in questo consesso dalla politica valdostana nel corso della votazione sull’ordine del giorno. Ho visto in scena una faida. Credevamo di aver rinnovato la politica, invece qui stiamo facendo passi indietro piuttosto che in avanti” (aostacronaca.it) Lui dice squallido e indegno spettacolo? Lui dice credevamo di aver rinnovato la politica? Ma ha davvero la faccia come il culo questo qui!

Ego, l’Edipo e il pasticcio Casinò

1 luglio 2014

Riceviamo dal giornalista  Roberto Mancini e volentieri pubblichiamo.

Ma che faranno La Torre & Perron, dioscuri usciti vincitori dal noioso tira-molla gabellato per crisi regionale?
Entrambi hanno còlto l’occasione per ammazzare il rispettivo Edipo politico, rivendicando l’autonomia e la responsabilità che si addice alla maggiore età, per loro giunta dopo un trentennio abbondante.
Insomma entrambi hanno affermato di essere cresciuti e di voler camminare con le proprie  gambe, ormai forti ed adulte. Sul piano politico, La Tour rischia meno: incamera  un incarico di rappresentanza spuria (garantire la presenza valdostana all’Expo), che gli conferisce poteri di spesa (un mezzo assessore?), ma a rischio portafoglio. Voglio dire che i fondi a sua disposizione (per fare che? Speriamo l’opposizione lo chieda…) rischiano di essere pochi e stentati. Perron invece, avendo fortemente rivendicato la delega al Casinò di St Vincent, si è bruciato i ponti alle spalle caricandosi di una rogna monumentale. (altro…)

I postumi della sbornia

11 giugno 2014

La politica valdostana non è mai stata così lontana dalla gente. Nelle dichiarazioni in Consiglio i vari capogruppo della minoranza hanno espresso la loro nei confronti del Rollandin-bis. Ovvio. Quello che fa specie è che tutti hanno usato a sproposito e d’abitudine, parole come comunità valdostana, cittadini, valdostani… , ma che ne sanno loro di noi? Avvitati nei loro interessi di partito e personali, i consiglieri regionali si sono allontanati anni luce dalla vita di chi rappresentano, così lontani da diventare indistinti. Una massa unica. La maggior parte della gente non ha capito un tubo di quello che è successo! Se ne sono resi conto? La Renaissance non esprime niente. Un marchio. Una parola. Magari letta o sentita di sfuggita, ma sicuramente non compresa. Gli attori di questa pièce sono trincerati sul loro-palcoscenico, in platea il pubblico langue e sbadiglia. Fuori la vita trascorre ignara tra gli alti e, più frequentemente, i bassi di sempre. In quella vita lì loro non ci sono. L’amaro in bocca non è dato come vuole la Morelli dalla crisi politica, ma dall’aumento del costo della vita. Un prezzo che non produce fierezza ed entusiamo naif! (altro…)