Posted tagged ‘Legambiente VdA’

Montagna o Luna Park?

4 luglio 2014

Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

Nel devastato panorama dei trasporti valdostani, dove s’incrociano bandi milionari (deserti) e treni immaginari, c’è chi continua a proporre benzina e rumore come soluzione ai problemi del turismo. La recente iniziativa del Sindaco di Valtournenche in favore dell’eliski è una delle tante che vanno in questa direzione. Ci congratuliamo con lui e con i suoi otto colleghi sindaci, capaci di “promuovere questa pratica coniugandola con la salvaguardia e la tutela del territorio di alta montagna nell’interesse di tutti i suoi frequentatori”. L’ipocrisia delle parole riesce ad offuscare la realtà. E’ come “distruggere la natura per salvaguardarla” o, come si diceva una volta, “salvare capra e cavoli”. Un augurio a chi pensa di poter far convivere il turismo dolce, gli escursionisti, lo sci alpino e quello di fondo con quei pochi privilegiati che gli volano rumorosamente (e pericolosamente) sulla testa! Invitiamo quei sindaci a decidere responsabilmente tra l’eliski e gli amanti della natura.

Cittadini attivi per la salute

3 gennaio 2014

Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

Eccoci alla prima delle mail annunciate sull’inquinamento della Cogne per quanto riguarda le fumate diffuse, quelle non filtrate da alcun impianto di filtraggio. Le fumate che interessano sono quelle rossastre o comunque colorate e diffuse, belle cariche di polveri che scappano alla lavorazione dei rottami ferrosi, da non confondere con quelle bianche prevalentemente di vapore. Fino allo scorso anno duravano anche 15/20 minuti, ultimamente sono più rapide e durano raramente più di 5 minuti. Se ti capita di vederne una, puoi fotografarla e inviarcela ricordandoti di segnalarci giorno e ora. Puoi telefonare al 1515, numero della centrale operativa del Corpo Forestale, per segnalare in tempo reale quanto sta succedendo e, se hai fatto una foto, chiedere loro se vogliono averla (si può fare tramite posta elettronica). Si tratta di una cosa utile? Sì, abbiamo scoperto che quando inviamo una segnalazione ufficiale (di solito alleghiamo anche una rassegna fotografica) e soprattutto quando la notizia viene ripresa dai media, per un po’ di giorni le fumate diminuiscono o scompaiono nelle modalità e quantità rilevate nei giorni precedenti. Noi inviamo la documentazione all’USL, alla Regione e all’ARPA. Oltre a ringraziarci, gli organismi pubblici ci hanno confidato che questa azione di monitoraggio e segnalazione è molto utile, e tiene sotto pressione l’azienda che limita le emissioni dannose. In realtà la Cogne sta mettendo in pratica le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (autorizzazione quinquennale sottoscritta con la Regione senza la quale non potrebbe continuare la produzione) che prevedono ammodernamenti negli impianti e nelle procedure di contenimento degli inquinanti. Ad ogni scadenza del cronoprogramma il nostro Circolo sta inviando una richiesta ufficiale a tutti gli organismi preposti al controllo chiedendo se lo step è stato eseguito. Un lavoro costante che riteniamo indispensabile. E’ al contrario vergognoso il modo in cui, in tutti questi decenni, nessuno ha trovato da ridire sull’inquinamento prodotto dall’acciaieria, classe politica compresa, evidentemente preoccupata dal ricatto occupazionale. Standard qualitativi più elevati si possono avere: è un equilibrio tra costi e incassi dell’azienda. Chi deve porre la questione della difesa della salute? Legambiente sta riempiendo una lacuna lasciata – non sempre senza interessi nascosti – dalla politica. Tu puoi aiutarci a difendere il diritto alla salute tua e dei tuoi familiari.

Giusto per chiarire

11 settembre 2013

Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

Di recente Legambiente ha promosso alcune segnalazioni e ricorsi che devono aver disturbato molto, a giudicare dalle reazioni polemiche da parte di sedicenti “agricoltori”.

Eppure non abbiamo messo in discussione o criticato le centinaia (forse migliaia?) di piste poderali che sono state costruite negli ultimi 20/30 anni: abbiamo presentato un ricorso contro una pista, quella della valle dell’Alleigne, perché in contrasto con le leggi di protezione dell’ambiente e dei beni culturali. Leggi che non ha fatto Legambiente, ma la Regione Valle d’Aosta (su richiesta dello Stato e dell’Europa), leggi che però la Regione non sempre rispetta.

Non abbiamo contestato le centinaia di centrali idroelettriche realizzate negli ultimi 7/8 anni: siamo convinti della bontà delle energie rinnovabili. Ne abbiamo segnalate alcune che a nostro avviso non rispondono al requisito di utilità pubblica prevista dalle normative o che sono in contrasto con le leggi di tutela idrogeologica o paesaggistica.

Le segnalazioni di Legambiente, prima ancora di configurarsi come battaglie ambientaliste, sono battaglie di legalità: sono una richiesta di rispetto delle leggi. Chiediamo solo che la Regione faccia valere le leggi sempre e nei confronti di tutti indistintamente e, soprattutto, che sia la prima a rispettarle. Soprattutto le leggi che tutelano i beni comuni di tutti i Valdostani.

I detrattori che ci attaccano in modo generico, sulla base di luoghi comuni e dicerie, magari senza aver letto quanto abbiamo scritto e senza essersi informatii – sul nostro sito internet sono pubblicati tutti i nostri documenti – non rendono un servizio alla popolazione come pretenderebbero di fare.

Noi sollecitiamo le critiche e siamo sempre disponibili al confronto, ma vorremmo parlare nel merito delle cose che facciamo e che diciamo. Le accuse generiche, magari false o inventate, generano invece confusione e un’atmosfera di scontro e sospetto: a meno che non siano volutamente lanciate per avvelenare le costruttive relazioni che, fortunatamente, abbiamo in questi anni sviluppato con numerosi agricoltori.

Sospiro di sollievo!

27 giugno 2013

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Il Circolo Legambiente Valle d’Aosta accoglie con un sospiro di sollievo la notizia della rinuncia, da parte della CVA, alla realizzazione del progetto di ristrutturazione dell’impianto idroelettrico di Chavonne. L’opera prevedeva: la realizzazione di una diga a Cogne, in Fraz. Crétaz; una seconda opera di presa in Valsavarenche; lo scavo di 20 km di gallerie sotto le montagne, per convogliare le acque captate dalle due valli alla nuova centrale; e infine, la realizzazione di due enormi depositi per stoccare il materiale di risulta degli scavi, a Plan Pessey, villaggio situato a pochi chilometri da Cogne, e nei pressi della vetta del Mont Poignon, in comune di Aymavilles. Qui un avvallamento naturale sottostante la cima della montagna sarebbe stato totalmente riempito, e sopra di esso sarebbe sorta una collima di 17 metri. Il comune di Villenueve avrebbe poi dovuto sopportare gran parte della viabilità dei cantieri, con l’allargamento della strada che conduce al Mont Poignon, la costruzione in quota delle piazzale per il montaggio della fresa e la circolazione continua dei mezzi. CVA aveva stimato in 7 anni il tempo necessario alla realizzazione dell’opera. Tutto questo avrebbe portato ad uno scempio ambientale senza precedenti. Il Parco avrebbe perso il significato stesso di area protetta e l’economia turistica, che dal Parco trae benessere, avrebbe subito un danno forse irreversibile, creando inoltre un precedente preoccupante: la realizzazione dell’opera avrebbe infatti significato che di fronte alla produzione di energia ogni altro settore economico è sacrificabile.

Regione tappabuchi

30 Mag 2013

Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

Apprendiamo dai giornali che l’impresario e sindaco Luigi Berger è stato assolto nel processo che lo vedeva imputato per aver costruito una pista per sci da fondo e mountain bike di scarso interesse pubblico, in quanto pericolosa e quindi inutilizzabile allo scopo, ma che è servita a far passare la condotta a servizio della sua centralina idroelettrica di Chevrère, nel Comune di Champdepraz. Apprendiamo anche che il reato di abuso d’ufficio è stato “archiviato dopo una sanatoria concordata tra i legali del Berger e il Pubblico Ministero”. Quanto al reato di violazione delle norme paesaggistiche, prendiamo atto dell’assoluzione emessa “in quanto il fatto non sussiste”, o per meglio dire, non sussiste più, dal momento che la Regione è intervenuta a sanare tutte le irregolarità sul piano edilizio e paesaggistico e, di conseguenza, il danno ambientale procurato, concedendogli l’Autorizzazione Unica. Ancora una volta, come già successo nel processo svoltosi nel 2010 a carico dello stesso Berger, accusato di furto di sabbia in Dora a Pont St. Martin, la Regione interviene a salvare l’imprenditore a scapito del patrimonio paesaggistico della Valle d’Aosta e degli interessi dei valdostani tutti !! – … ragionamento dimostrato dal fatto che, per quell’episodio, il funzionario regionale responsabile è stato chiamato, proprio in questi giorni, a rifondere i danni da parte della Corte dei Conti.

Quanto alle accuse che lo stesso Berger rivolge a Legambiente di volerlo perseguitare, ricordiamo che della dozzina di processi che Berger ha subito questo è, per il momento, il primo e l’unico imputabile ad una denuncia di Legambiente.

Da che parte stanno gli amministratori?

10 marzo 2013

Riceviamo dalla presidente di CoCiNus, Federica Rinaldi, e volentieri pubblichiamo.

Quando il buon senso non basta più e ci va una Legge a dirci che bisogna riutilizzare, riciclare, recuperare la materia….  Inizia così il docu-film “Meno cento chili – ricette per la dieta della nostra pattumiera”, film documentario sulla sensibilizzazione alla corretta gestione dei rifiuti che il Comitato Civico di Nus, con Valle Virtuosa e Legambiente ha voluto proiettare a Nus venerdì sera 1° marzo. L’iniziativa è stata ben apprezzata visto il tutto esaurito della Sala del Consiglio, le tante persone che hanno dovuto capitolare per mancanza di posto e le tante generose offerte che, a sostegno delle spese dell’iniziativa, sono state lasciate dai presenti. Si, perché, ovvio, di “lezioni di rifiuti” i nostri amministratori non ne vogliono sapere, quindi nessun aiuto!

Qualcuno poi ci deve spiegare perché, nonostante esistano Direttive Comunitarie, Leggi nazionali e persino regionali che impongano la raccolta differenziata, la riduzione, il riuso e il recupero di materia, iniziative come queste, che partono dal basso, che vanno nella stessa direzione degli scopi istituzionali e a sostegno degli stessi, nell’interesse della collettività tutta, non vengono gradite. No Grazie! Abbiamo già i nostri programmi. E fu così che il patrocinio a questa iniziativa non l’hanno voluta dare né l’autorità di sotto-ambito responsabile della gestione dei rifiuti, certa CM Mont Emilius, né il Sindaco di Nus, che con incredibile balletto; si, no, si, no. ha poi deciso ni, cioè patrociniamo l’iniziativa a metà, solo per le proiezioni del mattino, rivolte alle scuole, ma non per la proiezione serale!!! Non solo, occorre pagare anche la Sala del Consiglio, 121 euro, o l’auditorium, 400 euro, tassativamente entro le ore 12,30 altrimenti niente chiavi! Cioè fatemi capire: strutture comunali, pagate con i soldi dei cittadini, concesse gratuitamente a banda, corale, alpini, avis, vigneron, tzan, carnevale storico, pro-loco (quando c’era), improvvisamente diventano a pagamento per un’iniziativa proposta da un’associazione civica, senza fini di lucro, considerata, tra l’altro, dalla stessa Giunta comunale, di particolare rilevanza sociale! C’è da chiedersi, allora, da che parte stiano davvero i nostri amministratori, quanto la vera causa del non raggiungimento della % minima di legge di raccolta differenziata, che ricordo essere 65%, non sia da imputare proprio alla loro mancanza di volontà piuttosto che all’inciviltà dei cittadini, come preferiscono giustificare. Qualcuno ci spieghi, allora, perché devono ostacolare simili iniziative, piuttosto che favorirle e farle proprie! Ora, non so come la pensiate voi, ma qui, a me, pare proprio che manchi il buon senso. E quando manca il buon senso, ci vogliono nuovi amministratori.

Aria di montagna!

5 marzo 2013

L’Arpa ha cambiato le strumentazioni e i dati dell’aria sono preoccupanti. Per Legambiente, per gli amministratori invece no: l’inquinamento sarebbe pari a quello degli anni precedenti. Evviva! Allora possiamo respirare metalli a pieni polmoni. Già, perché a nessuno viene in mente che sarebbe necessario non mantenere costanti dei valori di criticità, ma ridurli! Leggo dal comunicato dell’associazione Legambiente: lo Zinco passa da 197 Ng/m3 del 2011 ai 233 nel 2012; il Ferro schizza da 436 Ng/m3 nel 2011 a 1310Ng/m3 nel 2012, triplicando il valore; il Nickel, il cui valore obiettivo per legge è pari a 20Ng/m3, raddoppia, passando da 28 a 54 Ng/m3 (si tratta di un metallo classificato come cancerogeno di classe 1 dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro). In forte aumento anche il Cromo (da 86 Ng/m3 nel 2011 a 267 nel 2012: anche qui una triplicazione del valore misurato) e il Manganese (da 84 a 122 Ng/m3). La nuova AIA prevede un abbassamento dei limiti delle emissioni consentite alla CAS soltanto dopo la fine degli interventi previsti per l’abbattimento di esse, ossia nel 2015. Il che significa che per altri due anni dobbiamo aspettarci valori simili, e, per quando riguarda le deposizioni atmosferiche, in crescita.“. Secondo la Cogne i dati in aumento ci sono perché la strumentazione è più efficace. Cioè ieri erano più bassi perché gli strumenti erano meno funzionali. Cioè ieri abbiamo respirato la stessa quantità di veleno che respiriamo oggi. Fantastico, nessun peggioramento in atto! Di miglioramento però non se ne parla!