Posted tagged ‘Le Peuple valdotain’

Impossible!

19 Mag 2014

Ma vi rendete conto che quel giornaletto di due fogli e otto pagine in bianco e nero, tranne durante le elezioni  che è a colori e in italiano, con il titolo “Le Peuple valdotain” è costato, sommando i soldi dati dal gruppo consigliare unionista e quelli versati dallo Stato, durante i quattro anni della trascorsa legislatura, un milione 859mila 100 euro e 98 centesimi, versati nelle casse della società “Nouvelle editrice”! Ma come può essere possibile?

Profondo rosso

29 gennaio 2014

Il Peuple valdotain diventa bimensile. Questione di età, scrive il Direttore, non può più reggere il ritmo di presenziare nelle case quattro volte al mese. E poi la strategia di comunicazione ha cambiato registro e bla bla… le nuove tecnologie che obbligano il giornale di partito al prepensionamento… e bla bla. La realtà forse è un po’ diversa. La società editrice che stampa il settimanale riceve dallo Stato 260.000 euro annui in quanto l’Union ha un suo rappresentante in Parlamento; la legge regionale dell’editoria copre il 50% delle spese  su un importo massimo di 35.000 euro annui. Si aggiungono i 144.000 euro provenienti dai gruppi consigliari. Nonostante tutti questi soldi in cassa, la Nouvelle Editrice risulta in costante perdita. Non è l’età del Peuple quindi la causa del ridimensionamento, ma i conti in rosso! Rosso acceso nel prossimo futuro quando la riforma dell’editoria gambizzerà i contributi per i giornali di partito. E niente più contributi dai gruppi consigliari in quanto risulterebbero un finanziamento illecito ai partiti. A proposito qualcuno sa niente dell’inchiesta?

I soldi fanno l’anima

7 dicembre 2013

Secondo il novello unionista, Leonardo La Torre, l’autonomia è in “primo luogo una categoria dello spirito. Il suo fine ultimo è quello di aumentare gli spazi di libertà per i valdostani.“. Cioè noi siamo autonomi perché c’abbiamo l’anima autonoma. MA… “non possiamo tuttavia prescindere dalla disponibilità delle risorse economiche e finanziarie necessarie per perseguire tal fine.” Cioè l’anima senza un corpo ben nutrito non conta un cazzo. Davvero un pensiero mistico quello riportato sulle pagine del Peuple a firma del consigliere multicolor. Secondo l’ex Fédération la nostra immacolata anima sarebbe aggredita dallo Stato cattivo. Cioè Roma comincia ad averne due balle di contribuire al nostro mantenimento. Dunque, sollecita La Torre, occorre contrastare con forza e possibilmente compatti il diabolico disegno che macchierebbe la nostra innocenza. Come? Le modalità operative da condurre contro il Nemico numero uno e suggerite dal rivoluzionario-sognatore sono ridicole e non trattengono le risate. Ve ne riporto qualcuna: “Intraprendere una mobilitazione inaudita e clamorosa della nostra comunità che, per forza, estensione, parole d’ordine e dignitosa compostezza, possa bucare l’informazione nazionale e internazionale!” Uhaaaa uhaaa uhaaaaa! Noi quattro gatti vissuti nell’opulenza senza sviluppo dovremmo attirare l’attenzione internazionale? Leggete ancora: ” Contribuire a creare una corrente di simpatia nazionale, ma soprattutto internazionale, nei confronti di una piccola regione che si vede schiacciata e violentata nella sua identità dal ritorno di fiamma di un cieco e burocratico centralismo.” Valle d’Aosta come il Tibet e Roma come Pechino! Uhaaaa uhaaa uhaaa e chi sarebbe il nostro Dalai Lama? Joseph Rivolin? Leonardo sul giornalaccio di partito si è lasciato andare all’entusiamo. Immagina una nuova Révolution des Socques. Tutti in piazza appassionatamente per portare davanti alle telecamere di mezzo mondo la nostra appartenenza, la nostra tanto amata identità. Tutti abbracciati intorno alla bandiera rossonera a intonare le lugubri note di Montagnes valdotaines per difendere i nostri soldi romani, pardon, la nostra anima. (Qualcuno sa dirmi che tipo di eccitante prende quotidianamente La Torre?).

Unionisti maoisti

14 novembre 2013

Unionisti e maoisti. Eggià è la seconda volta (potrebbe essere di più) che nella rubrica “Liberté d’expression”, sul Peuple, viene riesumato il pensiero di Mao: “Il faut avoir confiance dans le peuple, il faut avoir confiance dans le parti, ce sont là deux principes fondamentaux.”. Un pensiero che avrebbe potuto essere espresso anche da Stalin o da Hitler o da Mussolini o da Castro. Un pensiero nazionalsocialista. Alla base il popolo e al vertice il Partito, possibilmente unico. L’Union valdotaine è senza vergogna un partito nazionalsocialista e ha creato una società a sua misura. Strettamente sotto sorveglianza. A differenza degli altri nazionalismi qui, in Valle, all’ideologia si è sostituito il denaro. Una mutazione inevitabile dovuta all’influenza liberale. L’ideologia è semplice folclore. Scenografia per gli sciocchi e i nostalgici del bel tempo che fu. La lingua di Molière fa parte di questa pagliacciata. (Anche al Congresso nazionale unionista tra le poltone della sala si parlava italiano e patois, ma sul palco era d’obbligo il francese. E i grillini ci sono cascati come pere.). Rivolin, lo storico del Mouvement, è preoccupato. Riconosce che solo pochi usano quotidianamente il francese, critica gli altri partiti che per scopi elettorali non lo usano e quindi contribuiscono al suo impoverimento. (Anche il suo giornale ha scritto e scrive in italiano negli appuntamenti importanti, chissà come mai?). Invita le forze politiche a farlo proprio per difendere l’autonomia che ha bisogno di questa caricatura per continuare a essere e cioè per mantenere i suoi sempre più anoressici privilegi. Il nostro storico, non se ne accorge, ma sta facendo più o meno quello che il fascismo fece con l’imposizione della lingua italiana. Obbliga una lingua che nessuno usa. Eppure, dato che è uno storico, dovrebbe sapere che la storia più che a un masso somiglia a un fiume. Scorre. Trasforma. Crea. Distrugge. E ricrea. Impossibile fermarla. La sua battaglia ideologica, quella del suo partito, in difesa di una diversità che non c’è è già persa. Meglio sarebbe insegnare il francese per il suo utilizzo nel mondo che per difendere un’identità fasulla. Magari sarebbe sensato limitarne l’insegnamento per irrobustire quello dell’inglese, lingua assai più necessaria ai valdostani. Dopotutto in Cina, il paese del popolo sovrano e del partito unico, questo lo hanno capito da un pezzo.

W MAO!

27 ottobre 2013

La libertà di espressione del Peuple valdotain si manifesta, in vista del Congresso UV, con le parole del compagno Mao Zedong: “La critica all’interno del Partito è un’arma che serve a rinforzare l’organizzazione del partito e aumenta la sua capacità combattiva.” Mao e Union valdotaine? E Joel Farcoz guiderà la Rivoluzione culturale con le Guardie rosso-nere della Jeunesse?

Proposta oscena

12 gennaio 2013

C’è una cosa che il presidente dell’union, Ego Perron, vuole che tutti, ma proprio tutti sappiano, affinché si possa giudicare: il NO che Alpe e Pd hanno detto alla proposta unionista di fare comunella per le politiche, presentando gli stessi candidati uscenti, Nicco e Fosson. Secondo Ego, pur di difendere gli interessi dei valdostani l’Union si sarebbe sacrificata, accettando un candidato non suo: quel Roberto Nicco più unionista di tanti iscritti al partito, sai che sacrificio! Gesto “nobile” che invece è stato rifiutato in nome di una “logica partigiana tipica dei partiti italiani che impartiscono ordini che gli adepti sul territorio eseguono senza discutere.“. Ego Perron è lui, poveretto, che esegue gli ordini senza fiatare e questa costante abitudine, se lo avrà premiato con la carriera, non ha fatto bene ai suoi neuroni. Infatti i risultati ottenuti dalla sua presidenza sono catastrofici, chiunque avrebbe dato le dimissioni. Nella molle, comoda e beata gestione del potere, il nostro non ha mai fatto un benché minimo sforzo intellettivo e lo si evince dagli editoriali in prima pagina del suo giornaletto propagantistico, Le Peuple. E così ecco uscire dal suo cilindro una proposta oscena: un’accoppiata innaturale fra maggioranza e minoranza in nome di interessi comuni. Quali interessi? E comuni a chi? Evidentemente Ego e chi per lui, sono convinti che il concetto di autonomia-da-difendere sia uguale per tutti: non è cosi! All’uso indiscriminato e mafioso del territorio, alla gestione del potere da parte di un gruppo di politici che ha trasformato la Valle d’Aosta in un feudo su cui regnare, c’è chi lo interpreta come una gestione virtuosa e responsabile, capace di essere da esempio, anche in virtù dei suoi privilegi, al resto della Penisola che non è vissuta come un nemico. Due idee di autonomia in contrapposizione fra loro: come poteva essere possibile un’alleanza fra elettori così diversi?

Comune sarà lei!

10 novembre 2012

Il punto di vista del senatore unionista Antonio Fosson è altrettanto delirante di quello del suo compagno di partito, Joseph Rivolin ecc ecc. Dice il medico dalle pagine interne del Peuple: ” Invitare a non votare per una scelta tecnica e complessa per il cittadino comune è legittimo. E astenersi dal voto è quindi in questo caso particolare più che mai e senza alcun dubbio un diritto!”. Cioè, dal momento che i cittadini non capiscono una beata minchia di incenerimento dei rifiuti e sono generalmente degli imbecilli è meglio che restino a casa. Anzi, grazie alla loro ignoranza hanno maturato il diritto di non assumersi nessuna responsabilità che implichi la loro vita. Il diritto sacrosanto di stare zitti. Di non votare. Heil Fosson!