Posted tagged ‘“La mia valle”’

Cavalli felici

18 gennaio 2014

In questa valle verde e bella i cavalli stanno felici nella stalla. Sono tanti e tutti bravi e soprattutto buoni. Con queste eccellenze qualcuno si è pure inventato un ruolo di critico. Poi, saltuarialmente, ci sono anche i quadrupedi venuti da fuori: la biada è più succulenta e la stalla sempre calda e accogliente. Uno di questi cavalli sempre pronto a partire e infatti se ne è andato, è Franchino Tripodi tornato alla sua terra natia, la Calabria. Di lui ricordiamo la canzone “La mia Valle”, che doveva diventare la nuova ambasciatrice della Valle d’Aosta. Note sulle quali Mogol ha scritto le parole. L’inno doveva celebrare la Valle d’Aosta, ma tutti l’hanno subito scordato e, a parte lui e qualche altro, mai cantato una volta. (La vecchia Montagnes valdotaine non la pensiona nessuno!). Dell’orgoglio provato dall’ex assessore alla Cultura, Laurent Viérin, per la canzonetta firmata da quello che lui ha definito il più grande paroliere contemporaneo, che ne è stato?  E “l’unione tra più generazioni di valdostani, che si ritrovano a celebrare la cultura di un popolo e del suo paesaggio attraverso la musica e la voce da sempre compagna preziosa delle genti di montagna” che fine ha fatto? E che ne è stato dei 3000 cd acquistati al prezzo di 27. 200 euro? E dei giovani formatesi nel Centro Europeo di Toscolano, sempre di Mogol a cui la Regione ha firmato puntualmente numerose delibere alquanto significative? L’acqua scende giù dai monti e risciacqua e porta via. All’alba ci troviamo solo con i sassi. E Tripodi se ne va. Scrive della magia delle montagne, ma poi di queste dice di non poterne più! Preferisce il sole e il mare! Insomma, la mia Valle è la mia chiesa, ma qui non c’è più religione!

Valdostani o francesi?

14 gennaio 2010

Il Babbo Natale nostrano, non si è ancora ritirato fra i ghiacci: deve passare da Parigi fra gli emigrati valdostani per l’86° edizione dell‘Arbre de Noel, a consegnare i doni, giocare a tombola, mangiare tutti insieme appassionatamente: Parigi è la capitale del vizio! Per la solenne occasione, verrà inaugurata (22 gennaio) la nuova Maison du Val d’Aoste (n°3 de la rue des Boules), chissà, se la nuova canzone ambasciatrice a firma Mogol, La mia Valle, allieterà i valdostani in Francia? Ma sono valdostani o francesi?

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La mia Valle è la mia banca!

30 dicembre 2009

La mia valle è la mia banca e il mio conto sale ancor più su la la la la...

Il principe dei parolai, pardon, dei parolieri italiani, tal Mogol è il nuovo autore milanese della canzone ambasciatrice di nos-atre. Scordiamoci Montagne Valdotaines del parigino Alfred Roland (ma come la mettiamo con l’articolo 8 della legge regionale 16.03.2006 n. 6 che l’ha adottata quale inno ufficiale della Regione Autonoma della Valle d’Aosta?) e partecipiamo al languore delle parole della “La mia valle“. Che, come l’isola di Peter Pan, non c’è. Augusto Rollandin si è dimostrato entusiasta dell’opera che ha nobilitato al rango di diplomatica della nostra Regione. La canzonetta parla di valli verdi e belle, di cavalli (che la Fontina si prepari con il latte di cavalla?), di boschi e silenzio, di aquile e di pace, di aria pura e di castelli… , stucchevoli luoghi comuni che cozzano con la politica ambientalista del nostro Attila. E’ stata da pochi giorni inaugurata la funivia più alta d’Italia, un’opera dispendiosa e inutile che darà fastidio, oltre che agli alpinisti veri e agli amanti del paesaggio, pure alle aquile. Per la pista dei campionati del mondo che si sono svolti altrove, sono stati sradicati migliaia di alberi a La Thuile. Il blu e il silenzio saranno inquinati dal frastuono puzzolente degli aerei che atterreranno nel futuro aeroporto Corrado Ex, l’aria pulita sarà ammorbata dai gas dell’inceneritore. La creazione mogoliana conclude con: La mia valle è la mia chiesa e io vivo qui. Sarebbe stato più opportuno sostituire chiesa con banca!

Curiosità: parrebbe (usiamo il condizionale) che il Signor Mogol sia stato ospitato dall’intera collettività aostana alla modica cifra di 15.000 euro, ma non insistiamo ché l’ammontare esatto della somma è difficile da individuare tra i meandri delle spese di rappresentanza.

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