Posted tagged ‘La Désarpa’

Aspetta e spera

16 agosto 2014

Riesco a connettermi e do un’occhiata a cosa avviene nella mia regione. Leggo che i soliti idioti hanno deciso di dare il colpo definitivo a una manifestazione che aveva tutte le potenzialità per diventare un evento di caratura non solo locale: la Désarpa. (Ricordo ai giornalisti che le edizioni sono state sette e non quattro). Una manifestazione via via sempre più svuotata dai suoi contenuti culturali per assumere quell’unico format che i dirigenti e i politici nostrani sono in grado di gestire: la sagra paesana. Aosta, il capoluogo, viene ancora una volta penalizzata, infatti che razza di festa della mucca sarebbe senza le mucche? Queste si vedranno a Valgrisenche a Valtournenche e a Cogne. “La Desarpa è una delle manifestazioni che non possono e non devono essere abbandonate, anche in un momento di crisi“, ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Enzo Testolin, se non l’abbandona la manda però in esilio: la sfilata delle vacche lungo le vie del centro cittadino con i gruppi folcloristici e la Banda non ci sarà.
Dobbiamo fare sistema e smetterla con il localismo: il prodotto che dobbiamo vendere tutti insieme è la Valle d’Aosta“, ha affermato Bruno Giordano sempre più presidente del Celva e sempre meno sindaco di Aosta. Lui è fiero che la città che governa sia al servizio di altre località valdostane, tanto c’è il torneo di calcetto che la promuove nel mondo. Ci sono le sfilate di moda di discutibili fashion designer i raduni di automobili e soprattutto c’è la grande festa di san Giorgio e Giacomo. Aosta che vuoi di più? Ti tocca aspettare… magari un altro sindaco?

Lettera a Isabellon

14 gennaio 2010

Riceviamo e, visto che la signora Nuvolari gentilmente ci linka spesso sul suo profilo, volentieri pubblichiamo. Naturalmente anche noi di Patuasia news abbiamo voluto partecipare al concorso…

La proposta di Patuasia per l'immagine della Désarpa 2010!

Gentile Signor, Giuseppe Isabellon, assessore regionale all’Agricoltura,

tramite comunicato stampa sono venuta a conoscenza della Sua decisione di indire un bando di concorso per una nuova immagine della manifestazione La Désarpa. Come professionista posso dirle che la Sua è un’iniziativa sbagliata: non si cambia il logo di un evento, soprattutto se questo è coronato da successo. E Lei lo sa benissimo, visto che non è in procinto di ringiovanire l’immagine, molto più vecchia, di un’altra iniziativa importante quale l’Esposizione dei vini  Doc Valle d’Aosta (l’omino-volatile è sempre lì con il suo grappolo) o di sostituire l’ancor fresco logo di Marché au Fort. No, il motivo vero è molto meno sciocco: lei vuole liberarsi di me, persona ai suoi occhi, ma non solo ai suoi, scomoda e antipatica. E io la capisco. Capisco che per lavorare bene occorre avere feeling con i propri collaboratori e questo fra noi non c’è mai stato. Ricordo quando, all’inizio del suo mandato, Lei mi fece chiamare nel Suo ufficio per rimproverarmi di un articolo che avevo scritto per Il Cittadino, mensile dell’allora Margherita valdostana. Capii dal quell’incontro che con La Désarpa, l’evento autunnale che avevo ideato e organizzato (nella delibera della prima edizione ero designata come unica responsabile), avevo chiuso. Non fu così. Il senso del pudore o il semplice imbarazzo, Le suggerirono di posticipare al prossimo giro. Per questo, oggi, la ringrazio: le mie mucche incorniciate di fiori e le due testimonial, Placida e Monella, hanno vissuto ancora un po’ per la gioia dei collezionisti. Circa un anno fa uno dei Suoi uffici mi chiese di presentare una proposta per la cessione dei diritti delle immagini, lo feci e non ebbi mai una risposta. Capisco la necessità di risparmiare che Le fa onore (per la cessione dei diritti di riproduzione, di rappresentazione e di adattamento delle diverse immagini della Désarpa che comprendevano logo, manifesto e testimonial per cartoline, borse ed elementi di arredo vari, avevo chiesto 18.000 euro, somma suggerita sia dai colleghi locali sia dai nazionali), infatti con il nuovo bando che riduce l’impegno creativo  (solo logo e manifesto), si spenderanno 8.000 euro, con un risparmio per l’assessorato di 10.000 euro. Capisco e condivido. Quello che invece non capisco è l’assoluta mancanza di buona educazione. Perché non rispondere alla mia offerta che Lei ha richiesta, e dirmi chiaramente no grazie? Perché non informarmi personalmente della decisione di cambiare l’immagine della manifestazione che ho fortemente voluto e appassionatamente organizzato? Sarebbe stato un modo corretto, colto, educato, rispettoso delle professionalità altrui, per porre fine a una collaborazione, sempre più risicata è vero, ma pur sempre presente per ben cinque edizioni. Cosa posso dunque pensare del Suo comportamento? Che è arrogante? Scorretto? Rozzo? Superficiale? Più adeguato a un proprietario terriero feudale che a un amministratore pubblico di oggi? Ahimé, è proprio quello che penso.

Cordiali saluti

Patrizia Nuvolari

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