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Ventennale di “Bambini di Guerra” (ultima parte)

7 marzo 2014
Un momento di relax con mio marito e due persone eccezionali: Ginetta sagan cofondatrice di Amnesty international e suo marito Leonard che vollero dare spazio alla mia piccola voce contro gli orrori del mondo.

Un momento di relax con mio marito e due persone eccezionali: Ginetta Sagan cofondatrice di Amnesty international e suo marito Leonard che vollero portare negli Usa “Bambini di guerra”. Sempre nel mio cuore.

La mostra girò in lungo e in largo per l’Italia per più di due anni, toccando città importanti come Milano, Firenze, Bologna, Napoli, Brescia, Cesena, Rimini (Meeting di CL), Pordenone, Riccione, Matera e molti altri centri minori per concludersi alla Rotunda del Campidoglio a Washington nel 1996. Durante il tour la mostra raccolse numerosi fondi per attività di beneficenza. Ad Aosta le offerte ricavate dalla distribuzione del catalogo (9.622.000 di lire) furono destinate all’Unicef, a Bologna l’associazione “Baby nel cuore” adottò a distanza 120 bambini brasiliani, giusto per citare due esempi che ancora ricordo, ma non sono stati gli unici. Il catalogo, con i testi del noto pediatra Marcello Bernardi e della portavoce ONU Anna Cataldi, venne ristampato per sette volte facendo la felicità di Musumeci. La mostra era nata fra polemiche e anche cattiverie di ogni sorta, ma, al Sindaco Giulio Fiou che aveva fortemente creduto in me, portai le soddisfazioni che gli dovevo. Dovevo anche dimostrare ai miei concittadini che la spesa era stata un investimento anche per la città che ricevette un respiro internazionale. Sentire il nome Aosta proferito in quella lontana sala a Washington da una donna come Joan Baez, fu per me un’emozione che ancora resta. Al sindaco portai anche i complimenti di Jacques Chirac e del santo Padre, insomma… la sfida l’avevamo vinta insieme. Grazie Giulio!

Un fiasco annunciato

31 gennaio 2013

Quando si porta cultura, tutti dovrebbero essere contenti e collaborativi. Così non è stato.“, a dire questa scemenza è l’assessore alla Cultura del comune di Saint-Vincent, Maura Susanna. Ma la dichiarazione più forte, fatta a La Stampa, è la conclusione: “Ho avuto modo di vedere il mondo attraverso gli occhi di giovani artisti, provenienti da tutta l’Europa… In ogni modo, ancora una volta, Saint-Vincent è stata al centro dell’Europa. E io vorrei vivere abbastanza a lungo per vedere uno di questi giovani artisti diventare famoso come Picasso“. Un delirio che fa il paio con quello del curatore, Paolo Levi che pensava di rottamare la Biennale di Venezia. Saint Vincent al centro dell’Europa con milleduecento visitatori a gratis? Con una media di venti persone al giorno? Con opere mediocri quando non scadenti (quella della nostra conterranea particolarmente penosa!)? E’ chiaro come il sole che il nostro assessore non è un’abituale frequentatrice di mostre, fiere e biennali d’arte, al contrario se ne starebbe zitta e accuserebbe con un minimo di dignità il clamoroso e preannunciato fiasco. Invece scarica la responsabilità dell’evidente insuccesso di Sveart su di noi che non abbiamo capito, non siamo stati contenti e non siamo stati collaborativi. Come il presidente del suo partito, Ego Perron, che a referendum perduto dichiara che, sempre noi, non siamo stati in grado di usare il cervello. Bell’opinione ha l’Union valdotaine dei valdostani! Se fosse onesta Maura Susanna si porrebbe alcune domande su come è stata utilizzata la comunicazione; sulla qualità effettiva delle opere che non sono state selezionate da un esperto, ma dagli artisti stessi; sulla qualità professionale e umana del curatore e soprattutto sulla congruità dei costi (pazzeschi per una cavolata simile!). Nessuna domanda ha increspato le labbra della Joan Baez nostrana. Solo giustificazioni in difesa della scelta della Giunta regionale. E qui mi scappa anche da ridere per via della schizofrenia del personaggio: è come se la vera Joan Baez avesse preso a suo tempo le difese di Nixon! Auguro all’assessore di vivere a lungo, ma sono certa che il suo desiderio di vedere un nuovo Picasso nascere dalle ceneri di Sveart sarà frustrato. (Ma l’assessore ha vagamente un’ idea della grandezza intellettuale e artistica che ha avuto Picasso?)