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La rete fantasma

4 marzo 2013

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Sono un vostro lettore occasionale e a seguito del nuovo annuncio del presidente della Regione: “Con la banda larga daremo un tablet a tutti”, volevo darvi i seguenti spunti per fare un nuovo post “tecnologico”. La regione sta portando avanti il VDA Broadbusiness presentato nella conferenza stampa di ottobre 2012 congiunta tra il presidente della giunta e il direttore della società INVA. In questa fissavano un cronoprogramma per la realizzazione di una rete in fibra ottica. La prima data di cui si parlava era gennaio 2013 nella quale si doveva presentare il bando di realizzazione… non mi sembra che ci sia ancora niente di pubblico. Inoltre volevo ricordarvi, come già era apparso in alcuni commenti del vostro sito, che la regione ha già realizzato una rete wireless che copre tutto il territorio valdostano, ma questa non è mai stata resa attiva.
Il presidente della Giunta dice che il suo annuncio non è una mossa elettorale… E i ritardi del progetto della fibra ottica? E la rete fantasma? Questi se li dimentica?

Domandine semplici semplici

18 novembre 2011

Diciassettemila euro per internet senza fili in piazza Chanoux. Questa è la cifra che ha versato il Comune di Aosta alla società Inva, la partecipata di cui detiene una quota di capitale. Secondo quanto riportato dalla Stampa, l’assessore Paron giustifica l’accesso non gratuito alla rete per non fare concorrenza ai privati. Che senso ha? E’ o non è un servizio pubblico? A Torino non si sono posti il problema, se mai lo fosse, e l’accesso è libero. E poi perché affidarsi all’Inva quando è accertato che le soluzioni che offre sono economicamente svantaggiose rispetto al mercato? Non è una contraddizione con quanto detto prima? E la Corte dei Conti che dice?

Quel pasticciaccio brutto

30 aprile 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Gentile Patuasia, ho il piacere di leggere il suo blog e ho deciso di farle un regalo che riguarda l’amena Valle d’Aosta. Casualmente ho scoperto che esiste un sito web che ripropone tali e quali i contenuti del sito web ufficiale dell’amministazione regionale http://www.regione.vda.it :  in altre parole esiste un sito privato, (registrato dalla Saatchi & Saatchi, multinazionale della pubblicità), uguale in tutto e per tutto a quello di una amministrazione pubblica,  ma con un indirizzo web (www.maistress.it) dal sapore vagamente ammiccante… . Se si chiede dove risiede lo “scandalo”,  le rispondo che,  secondo me,  sta nel fatto che è inammissibile che un sito di carattere amministrativo possa essere raggiungibile da un indirizzo registrato da una società privata. Provi ad immaginare il sito del governo americano raggiungibile anche da un indirizzo http://www.mistress.com … Inimmaginabile, credo. Infine, se si chiede come tutto ciò possa essere possibile, mi sono dato una risposta plausibile: l’indirizzo http://www.maistress.it, che possiamo definire un rubinetto alternativo, è stato aperto probabilmente per testare o trasferire i contenuti turistici del sito ufficiale http://www.regione.vda.it . Dopo le prove i tecnici dell’INVA, il carrozzone informatico e clientelare della nostra Regione, hanno dimenticato di chiuderlo. Una dimenticanza della quale nessuno si accorge e della quale a nessuno importa niente.
Cordialmente, un suo lettore.