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Complici!

23 Maggio 2013

All’inizio della legislatura del Consiglio comunale di Aosta fu votata all’unanimità una mozione dal titolo “Aosta dice no alla criminalità organizzata”. Nei fatti quel no si tramuta in ni. La minoranza, in virtù della singolare telefonata intercorsa fra l’assessore Sorbara e il pregiudicato Raffa, aveva chiesto la revoca dall’incarico del primo. La maggioranza si è astenuta. Un gesto significativo, ma non abbastanza vista la gravità del fatto. Si prende tempo come sempre, si aspetta il grande sonno. E Sorbara si sente una vittima. Oggi è il giorno della legalità, si ricorda la strage di Capaci, sarebbe stato un segno forte se l’intera Giunta comunale si fosse espressa con rigore e rispetto autentico verso la legalità, invece non è stato così. Avverto un forte attrito fra le parole e i fatti. Si organizzano corsi di legalità e poi gli stessi promotori invitano in lista (Union valdotaine) personaggi legati in amicizia con pregiudicati. Questa contraddizione vanifica lo sforzo di costruire una mentalità onesta nella giovani generazioni. Svilisce la legalità e la confina nel rituale. Nella commemorazione folcloristica. Quel ni è uno dei tanti ingredienti  del brodo di coltura che alimenta la mafia. Ecco cosa ha detto il consigliere di Alpe Carlo Curtaz: “Anche se dal punto amministrativo il Comune è estraneo alla vicenda, dal punto di vista politico un assessore parla sempre a nome dell’amministrazione stessa. Il Sindaco ha anche evidenziato il suo disappunto per la vicenda, ma, se non si tratta di una ragazzata, ci saremmo aspettati un’azione conseguente alla sua tirata d’orecchi all’assessore. Tutti abbiamo chiaro la pericolosità della criminalità organizzata. Ma c’è un pericolo più subdolo, quello delle zone grigie, quello delle connivenze, degli ammiccamenti, del voto di scambio. Dobbiamo erigere un muro culturale e politico che difenda la nostra comunità. Dobbiamo esigere la costruzione di una differente e migliore classe dirigente”. Ecco cosa ha detto il consigliere di Sinistra per la Città, Momigliano: “C’è un tono molto amichevole nella conversazione tra l’assessore e il Raffa ed è significativo che sia lui a cercare l’imprenditore con tanta disponibilità e non viceversa.”.

Quel ni è uno dei tanti ingredienti  del brodo di coltura che alimenta la mafia.