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Interessi di chi?

29 novembre 2014

Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

C’è un rappresentante della Regione nella VALECO, la società partecipata che gestisce la discarica e che concorse a suo tempo all’associazione di impresa nella gara d’appalto per il pirogassificatore con l’esito che sappiamo.

Nelle scorse settimane l’associazione di impresa fa ricorso contro la Regione e chiede oltre 20 milioni di danni.
Valeco fa parte dell’associazione di impresa.
La Regione fa parte di Valeco.
La Regione, attraverso la sua partecipata, fa quindi ricorso contro se stessa?

L’Assessore regionale all’ambiente Luca Bianchi dichiara in Consiglio di non essere stato preventivamente avvisato della decisione di Valeco. Gli crediamo.
Ma allora? PUO’ UN’AZIENDA PRENDERE UNA DECISIONE SENZA CHE UNO DEI SOCI PIU’ IMPORTANTI NE SAPPIA NULLA?

Noi che siamo fuori da questi giochi di ruolo non siamo in grado di capire.
E allora, non capendo, lo chiediamo: QUAL E’ IL RUOLO DEL RAPPRESENTANTE DELLA REGIONE presso la partecipata Valeco? DI CHI CURA GLI INTERESSI?

La Regione chiuderà la Cogne?

23 dicembre 2012
Esempio di nuvola trattata a caldo.

Esempio di nuvola trattata a caldo.

Ritorno sull’argomento perché molto importante, riguarda la nuova strategia del governo sui rifiuti. Occorre smascherarla per rendere pubblico questo tentativo di vanificare la vittoria referendaria. Per bocca dei dirigenti i politici fanno dire che con la nuova legge sarà doveroso vietare tutto ciò che viene smaltito a caldo. La loro interpretazione di smaltimento va oltre la normativa che parla espressamente di rifiuti: per loro tutto è rifiuto, dal biogas al caro estinto. La scusa è la salute delle persone. Bene, allora se i nostri amministratori mettono in discussione il forno crematorio in quanto elemento inquinante e dannoso allora, a maggior ragione, dovrebbero valutare anche i danni che l’acciaieria Cogne crea a livello di inquinamento dell’aria e del suolo. Insinuano la chiusura della discarica? Della torcia? Del forno crematorio? Visto che il discorso sui rifiuti lo hanno trasferito per intero sulla salute, per coerenza, che telefonino all’amministratore delegato della CAS e comunichino le stesse preoccupazioni che la signora Ines Mancuso ha espresso nell’ultima riunione della Commissione speciale!

La malafede al governo

23 dicembre 2012

Da quello che ho capito i dirigenti dell’assessorato ambiente mettono in discussione le candeline accese sulle torte dei compleanni in quanto queste sono trattate a caldo e dal referendum questo tipo di trattamento è vietato dalla legge. Da quello che ho capito l’attuale atteggiamento della maggioranza è quello di mettere i bastoni fra le ruote. Dario Comé chiede quali sono le ricadute e quali i divieti che la nuova legge impone. Una domanda concordata e preparata anticipatamente dietro le quinte di questo nuovo teatrino della politica. La dirigente Mancuso risponde, esprime la sua preoccupazione. “La nuova formulazione – dice – pone una serie di problemi che non riguardano solo gli impianti futuri, ma anche su quelli che già ci sono e che rientrano pertanto nel divieto. Al di là della normativa che si riferisce ai rifiuti, avendo però come premessa la tutela della salute delle persone, non possiamo non valutare che non ci siano delle situazioni che non siano interessate a questo divieto. Il primo impianto a dover essere vietato è purtroppo quello di valorizzazione energetica del biogas della discarica. Poi la torcia di combustione sempre della discarica che è un impianto di sicurezza che brucia il biogas di eccedenza. La gestione dei residui agricoli che sono considerati speciali. Vietato anche l’incenerimento di sterpaglia nelle aree agricole e giardini. Il forno crematorio del cimitero di Aosta che è obbligato ai sensi di legge a rispettare le prescrizioni impiantistiche operative previste per gli inceneritori dei rifiuti.” Dunque secondo la dirigente Mancuso il biogas della discarica è un rifiuto così come è un rifiuto un defunto e quindi non possono essere inceneriti! Orizzonti apocalittici frullano nella testolina con riga in mezzo della funzionaria regionale e poi saremmo stati noi i terroristi! Il biogas non è un rifiuto così come non lo è il nonno! O la nonna o il padre o la zia! Hanno perso il referendum, l’affare pirogassificatore sembra sfumato, lungi da loro la collaborazione per risolvere il problema, meglio intralciare l’iter voluto dai valdostani, immaginare futuri catastrofici  per un fine che ancora non conosciamo, ma possiamo intuire. Questa è la maggioranza che abbiamo, vogliamo tenercela? MANDIAMOLI A CASA!