Posted tagged ‘Identità valdostana’

Dove regnano le “aquile”.

26 febbraio 2014

Era una buona, anzi ottima idea, quella del Carnevale di Montagna. Gestita e organizzata malissimo, ma l’iniziativa poteva avere un futuro e arricchire la stagione dello sci. Nessun intelligente ripensamento, ma una sonora bocciatura. Manifestazione cancellata con la scusa della crisi. Che dire? Idioti! Ancora una volta chi ci governa si è dimostrato incapace di creare un vero progetto culturale e portarlo avanti con competenza. Non erano certo gli sbandieratori di Asti, la Fanfara dei Bersaglieri di Melzo, le Majorettes Folk di Padova, i figuranti dei festeggiamenti di San Giorgio e Giacomo…, gli invitati giusti per un Carnevale tipico delle aree montane perché, come ho già avuto modo di scrivere, “Il carnevale di montagna appartiene a specificità culturali differenti rispetto ad altri carnevali. Le maschere interpretano i luoghi che sono strettamente legati alla loro storia geopolitica. Un raduno di maschere provenienti dalle montagne di tutto il mondo sarebbe stato unico, straordinario, ma occorreva per realizzarlo un’organizzazione attenta alla filologia, scrupolosa nella selezione e soprattutto colta.”. Bellissime, uniche e coerenti con il tema sarebbero state le maschere lignee di Forno di Zoldo, di Sappada, per non parlare dei Mammuthones sardi, insomma a voler cercare di maschere di montagna ce ne sarebbero state molte e queste avrebbero dato un sapore autentico alla manifestazione. La stupidità e l’ignoranza hanno preferito dare spazio a una caciara senza identità. Intendiamoci i bersaglieri, gli sbandieratori e le majorettes vanno benissimo, ma in altri contesti. Con le tradizioni che i nostri vogliono salvaguardare nulla ci azzeccano, a pensarci bene neppure i nostri amministratori.

La resa dei conti

27 dicembre 2012

Ricordate, circa 10.143 dipendenti pubblici in VDA, più o meno. Attualmente l’indennità di bilinguismo percepita da tutti i lavoratori del pubblico impiego valdostano (scuola esclusa), è ripartita in 3 fasce che indico, facendo riferimento al vecchio schema di classificazione e inquadramento del personale. Devo inoltre tenere conto che ogni contratto, negli anni, ne ha sviluppato uno specifico proprio. Funzionario della vecchia carriera direttiva e dirigenti euro 226,43; Impiegati della vecchia carriera di concetto euro 188,87; Impiegati della vecchia carriera esecutiva euro 151,32. Media grossolana: circa 200 euro a cranio. Un po’ di conti della spesa: 200 euro x 10.143 addetti al mese  fa un totale di circa 2.028.600 euro. 2.208.600 x 12 mesi fa un totale di circa 24.343.200 euro all’anno. Poichè l’indennità di bilinguismo è in vigore dal 1981 grazie alla Cgil di Loris Minnelli e all’Union di Viérin, uniti nella lotta per monetizzare la “kulture identitaire”, moltiplico 24.343.200 x 40 anni: totale della cifra spesa in 40 anni, 973 milioni, 728 mila euro. Conti rozzi, approssimativi, della serva. Voi fateli più esatti, ma ad occhio e croce salta fuori il grano necessario per una ferrovia Torino Pré St Didier di tipo altoatesino o svizzero: veloce, leggera, turistica, moderna, elettrica. Su cui transitano persone ed idee. La mascherata identitaria (plus francais = plus argent) ci costa isolamento, soggezione alla lobby autostradale, inquinamento a causa del trasporto su gomma.

Le tap de la benzine

17 dicembre 2012

L’invito del presidente dell’Union valdotaine, Ego Perron, a parlare francese per giustificare la nostra diversità e quindi mantenere la dipendenza economica da Roma, confessa a tutti i valdostani e in modo molto esplicito, il nostro stato di questuanti privi di una identità. Questa verità l’ho espressa più volte su questo blog, ma che arrivi dal numero uno del partito che del francese e del particolarismo ha fatto la sua personalissima bandiera, è un attestato storico. Se la lingua francese non ha più fatto presa in Valle che il francese parlava neppure tanti anni fa, è perché il suo uso non è stato culturale, ma strumentale. Lingua imposta e discriminante non poteva e non può essere amata. Lingua ideologica, ancorata a un passato e deprivata di un presente non poteva che morire. Che adesso venga riesumata per conservare quello che da tutti gli italiani viene percepito come un privilegio, determina il vuoto culturale che questa classe dirigente ha imposto su tutti noi. Chi ha ucciso il francese è l’Union valdotaine! Chi ucciderà l’autonomia è l’Union valdotaine!