Posted tagged ‘Giulio Rapetti Mogol’

Memoire déguelasse!

23 febbraio 2015

Ecco come Guido Grimod, giudica su fb l’inno alla Valle d’Aosta firmato nientepoppodimenoche da Mogol: Guido Grimod C’est un hymne(?) affreux! “Dégueulasse“. Ma l’ha voluto un suo compagno di merende quando era assessore alla Cultura, tal Laurent Viérin, se lo ricorda? Voluto dal suo Mouvement e pagato di tasca nostra!

Cavalli felici

18 gennaio 2014

In questa valle verde e bella i cavalli stanno felici nella stalla. Sono tanti e tutti bravi e soprattutto buoni. Con queste eccellenze qualcuno si è pure inventato un ruolo di critico. Poi, saltuarialmente, ci sono anche i quadrupedi venuti da fuori: la biada è più succulenta e la stalla sempre calda e accogliente. Uno di questi cavalli sempre pronto a partire e infatti se ne è andato, è Franchino Tripodi tornato alla sua terra natia, la Calabria. Di lui ricordiamo la canzone “La mia Valle”, che doveva diventare la nuova ambasciatrice della Valle d’Aosta. Note sulle quali Mogol ha scritto le parole. L’inno doveva celebrare la Valle d’Aosta, ma tutti l’hanno subito scordato e, a parte lui e qualche altro, mai cantato una volta. (La vecchia Montagnes valdotaine non la pensiona nessuno!). Dell’orgoglio provato dall’ex assessore alla Cultura, Laurent Viérin, per la canzonetta firmata da quello che lui ha definito il più grande paroliere contemporaneo, che ne è stato?  E “l’unione tra più generazioni di valdostani, che si ritrovano a celebrare la cultura di un popolo e del suo paesaggio attraverso la musica e la voce da sempre compagna preziosa delle genti di montagna” che fine ha fatto? E che ne è stato dei 3000 cd acquistati al prezzo di 27. 200 euro? E dei giovani formatesi nel Centro Europeo di Toscolano, sempre di Mogol a cui la Regione ha firmato puntualmente numerose delibere alquanto significative? L’acqua scende giù dai monti e risciacqua e porta via. All’alba ci troviamo solo con i sassi. E Tripodi se ne va. Scrive della magia delle montagne, ma poi di queste dice di non poterne più! Preferisce il sole e il mare! Insomma, la mia Valle è la mia chiesa, ma qui non c’è più religione!

Lettera dalla Valle d’Aosta o della tristezza…

19 settembre 2011

Prendo una pausa di riflessione. Vi lascio in compagnia del signor Pierluigi Vuillermin che mi ha inviato una lunga e interessante lettera che pubblicherò a puntate. Voi, cari amici e nemici, continuate a seguire il blog, commentate, scrivete lettere e inviatemi fotografie. Collaborate attivamente, affinché questo spazio diventi sempre più vostro.

La mia Valle è la mia chiesa e io vivo qui. Così termina l’ultima fatica canora di Mogol, il recente e nuovo inno autonomistico, si fa per dire, che egli ha dedicato alla Valle d’Aosta, in segno di affetto e riconoscenza. Il testo della canzone è decisamente patetico e ridicolo. Un po’ di languido romanticismo alla Rousseau e in salsa rossonera, per non deludere i generosi finanziatori. Tanto per cambiare, lo stereotipo è sempre lo stesso: aria pulita, maestose vette, boschi ameni, animali al pascolo, favolosi castelli, popolazione laboriosa, canti di gioia, pace e serenità per tutti. Insomma il cronotipo dell’idillio folcloristico. D’altronde, nell’immaginario pubblicitario degli italiani, la Vallée è conosciuta come l’isola felice. In effetti i bravi valligiani non possono lamentarsi. Secondo le diverse statistiche economiche e le numerose inchieste del Sole 24 ore, la loro regione è tra le più ricche d’Europa. I numeri parlano chiaro. Lassù tra i monti la qualità della vita è eccellente. Ma talvolta i risparmi non bastano, quando la volontà di vivere viene meno. (fine prima parte)

Domandina semplice semplice

9 settembre 2011

Qualcuno di voi ha visto la trasmissione su RAI 1 in prima serata riguardo alla premiazione del Premio Mogol e per la quale l’omonimo autore è stato da noi lautamente pagato?

Premio Mogol!

4 giugno 2011

La trasmissione sul Premio Mogol fatela girare in piazza Caveri, ricca di reperti romani!

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Cultura come favore

14 gennaio 2011

Noi di Patuasia, consideriamo i soldi spesi per la cultura un investimento sempre! Ma, come per tutti gli investimenti, si rendono necessarie le verifiche che, in questo caso, non sono il ritorno economico, anzi questo è sempre secondario rispetto a quello dell’arricchimento culturale e, di conseguenza, comportamentale di una collettività. Abbiamo spesso fatto notare come le ingenti somme elargite dall’assessorato alla Cultura, tramite la successione dei vari assessori, non abbiano creato un humus culturale stimolante e vivo: eravamo e rimaniamo dei paesani piuttosto rozzi. La cultura ha bisogno di un progetto che segua un obiettivo; da noi così è stato fatto ai tempi dell’assessore al Turismo Liborio Pascale e del prof. Janus, quando questi voleva creare e aveva creato, una vetrina nazionale sull’arte contemporanea. Dopo di lui la politica o meglio i politici, si sono accaparrati senza competenze della cultura utilizzandola come arma di potere per obiettivi clientelari. Le sedi espositive che avevano il loro genius loci, divennero luoghi anarchici dove si è esposto di tutto. La situazione oggi non è cambiata. Riconosciamo all’attuale assessore, Laurent Viérin, uno sforzo che condividiamo, per la salvaguardia della cultura di tradizione, ma al tempo stesso identifichiamo in lui il provincialismo di chi si lascia facilmente tentare dalle sirene del-successo-che -fu. Non abbiamo bisogno di personaggi come Forattini o Mogol o Toscani e neppure della Fondazione Re Rebaudengo, abbiamo bisogno di un progetto unico, straordinario, nostro, capace di rivitalizzare il nostro pensiero e darlo in pasto al mondo. Inseguendo le celebrità facciamo solo i loro interessi, a loro non importa nulla della Valle d’Aosta, sono attratti solo dai suoi soldi.

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e mo e mo e mo… Mogol!

13 maggio 2010

Sono state assegnate, martedì 11 maggio alla Cittadella dei Giovani di Aosta, le borse di studio per la partecipazione ai corsi di perfezionamento per autori, compositori e interpreti del Centro Europeo di Toscolano. Tredici borse per altrettanti giovani e meno giovani musicisti aostani: Mogol, grazie alla Valle d’Aosta, si è assicurato un’ulteriore rendita!

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La mia Valle è la mia banca!

30 dicembre 2009

La mia valle è la mia banca e il mio conto sale ancor più su la la la la...

Il principe dei parolai, pardon, dei parolieri italiani, tal Mogol è il nuovo autore milanese della canzone ambasciatrice di nos-atre. Scordiamoci Montagne Valdotaines del parigino Alfred Roland (ma come la mettiamo con l’articolo 8 della legge regionale 16.03.2006 n. 6 che l’ha adottata quale inno ufficiale della Regione Autonoma della Valle d’Aosta?) e partecipiamo al languore delle parole della “La mia valle“. Che, come l’isola di Peter Pan, non c’è. Augusto Rollandin si è dimostrato entusiasta dell’opera che ha nobilitato al rango di diplomatica della nostra Regione. La canzonetta parla di valli verdi e belle, di cavalli (che la Fontina si prepari con il latte di cavalla?), di boschi e silenzio, di aquile e di pace, di aria pura e di castelli… , stucchevoli luoghi comuni che cozzano con la politica ambientalista del nostro Attila. E’ stata da pochi giorni inaugurata la funivia più alta d’Italia, un’opera dispendiosa e inutile che darà fastidio, oltre che agli alpinisti veri e agli amanti del paesaggio, pure alle aquile. Per la pista dei campionati del mondo che si sono svolti altrove, sono stati sradicati migliaia di alberi a La Thuile. Il blu e il silenzio saranno inquinati dal frastuono puzzolente degli aerei che atterreranno nel futuro aeroporto Corrado Ex, l’aria pulita sarà ammorbata dai gas dell’inceneritore. La creazione mogoliana conclude con: La mia valle è la mia chiesa e io vivo qui. Sarebbe stato più opportuno sostituire chiesa con banca!

Curiosità: parrebbe (usiamo il condizionale) che il Signor Mogol sia stato ospitato dall’intera collettività aostana alla modica cifra di 15.000 euro, ma non insistiamo ché l’ammontare esatto della somma è difficile da individuare tra i meandri delle spese di rappresentanza.

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