Posted tagged ‘Giovanni Paolo II’

Dio, Patria e Famiglia…

19 gennaio 2010

Perché no? (da Internet)

Il discorso famiglia non si discosta molto da quello sul crocifisso: entrambi sono appannaggio di un’ideologia religiosa che conferisce ad essi un significato globale valido per tutti. La croce è il simbolo della religione cattolica e per tradizione italiana ha il diritto di sovrastare sugli altri; la famiglia è un insieme immutabile, impermeabile ai cambiamenti sociali. Con queste sottaciute premesse si svolgerà a Donnas , sabato 23 gennaio 2010, all’oratorio Giovanni Paolo II, una giornata di festa che concluderà la serie di incontri sul tema La promozione della famiglia: un compito della comunità. Non ci sarebbe nulla da eccepire, se l’ iniziativa fosse curata solo dalla Chiesa e/o dalle associazioni che vi orbitano intorno, ma a tale percorso di formazione ha partecipato in primis l’Assessorato regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali, ente pubblico che dovrebbe stare al di sopra delle parti per il bene di tutti. Anche perché la famiglia, nel corso della storia, ha cambiato faccia.  Non è esattamente quella ci propone una certa pubblicità d’antan, ma un nucleo vario, complesso e in divenire. Allora cosa significa per una amministrazione pubblica promuovere l’immagine, stereotipata, ideologica, tanto cara alla Chiesa?

____________________________________
Condividi su Facebook:

A piedi scalzi vogliamo solo Sandie Shaw!

1 ottobre 2009
Io non credo in Dio!

Io non credo in Dio!

Ci siamo chiesti il senso e non lo abbiamo trovato. Una delegazione valdostana, guidata dall’infaticabile Presidente del Consiglio regionale, Alberto Cerise, e  dal consigliere Enrico Tibaldi, si è recata a Cracovia per la cerimonia conclusiva di un progetto denominato: “Tom Perry a piedi scalzi sui sentieri di Giovanni Paolo II. Le care montagne che parlano di Dio”. Chi sia Antonio Peretti (in arte Tom Perry=un nome una garanzia!) non lo sappiamo e neppure ci teniamo a conoscerlo; che se ne vada su e giù per le montagne a piedi nudi è affar suo e non lo riteniamo rilevante (in Africa lo fanno quasi tutti). Che le montagne parlino di Dio non lo crediamo affatto. Che il Consiglio Valle abbia sostenuto l’iniziativa giustificandola con  il richiamo al messaggio di Papa Wojtyla sul legame semplice che unisce l’uomo alla montagna, ci fa cascare le braccia. Il Consiglio regionale interpreta la spiritualità da un solo punto di vista che è quello della Chiesa, ma la collettività che il Consiglio dovrebbe rappresentare è composta anche da altre sensibilità che sembrano, invece, non contemplate.  Il concetto di laicità continua a sfuggire alla politica. La montagna, con le sue cime infestate da brutte sculture rappresentanti madonne e croci, è appannaggio di una fede sola e, se incominciassimo a chiedere che le vette ritornino al loro aspetto naturale? Molto più vicine allo spirito di un traliccio incrociato?

____________________________________
Condividi su Facebook: