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Illegalità diffusa

13 dicembre 2010

L'ex Procuratore, Mario Vaudano, all'Espace popoulaire

La prima impressione che provò l’ex procuratore di Aosta (dal 1989 al 1994), Mario Vaudano, fu quella di una illegalità diffusa. Casalinghe che acquistano patenti false per poter avere i buoni di benzina; bracconieri che importano illegalmente dalla Svizzera fucili a cannocchiale per la caccia di frodo e poi rivenderli alla ‘ndrangheta; stalle arredate con moquette e tivù; mucche sane o inesistenti risanate dalla tbc; appalti truccati; compravendita di voti; riciclaggio di denaro sporco…, reati che, prima dell’arrivo del giudice, non destavano forti preoccupazioni. Rientravano nel consueto vivere. Mario Vaudano scolvolse  così tanto quel tran tran (nel complesso furono emesse 12.000 inchieste giudiziarie) che Luciano Caveri auspicò, dopo la sua partenza per Roma chiamato dall’allora ministro della Giustizia, Giovan Battista Conso, un ritorno a quella che infelicemente definì, normalità. In quei cinque anni di permanenza nella Petite Patrie furono sequestrati 300 chili di esplosivo e 150 detonatori destinati alla malavita meridionale (vogliamo ricordare che nel 1982 era stata fatta esplodere in via Monte Vodice ad Aosta l’auto con a bordo il Pretore, Giovanni Selis, all’oggi ancora nessun colpevole). Finirono sotto inchiesta numerosi funzionari pubblici, allevatori e politici. Fu scoperto un giro di malaffare legato agli appalti e alle committenze pubbliche. Il tutto condito da un silenzio complice. Da un lungo e profondo sonno. Da una mentalità mafiosa che ha trovato in Valle il suo terreno fertile. Una comunanza culturale che trae origine non dalla produttività, ma dalla facile distribuzione di denaro. Non ebbe grandi appoggi politici, il procuratore Vaudano (i Verdi); anche a sinistra la paura di perdere il consenso popolare fu più forte della tanto strumentalizzata etica. E oggi? Oggi che abbiamo una Procura ben organizzata, cos’è cambiato? A capo del Governo regionale abbiamo lo stesso uomo che in quei tempi era agli arresti domicilari e anche gli altri politici non sono cambiati,  fra questi non sono pochi quelli che hanno avuto problemi con la giustizia (oggi, 13 dicembre, udienza preliminare per Leonardo La Torre che deve rispondere dell’accusa di turbativa d’asta). Il costume collusivo che conobbe Mario Vaudano esiste ancora? Di certo non è cambiata l’economia che rimane assistita. Non mancano i grandi appalti e neppure gli impresari calabresi. Rispondono all’appello fatti curiosi come gli incendi dolosi a case e a vetture, come le sedute straordinarie di giunte comunali, come la presenza di politici valdostani in matrimoni calabresi…, eppure il rumore delle inchieste non giunge alle nostre orecchie. Si tratta di discrezionalità investigativa o di che altro?

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