Posted tagged ‘Foire de Saint-Ours’

1° Premio Patuasia-Artisanat

5 febbraio 2011

L'apicoltore di Guido Diemoz

Il primo Premio Patuasia-Artisanat viene conferito all’opera “L’apicoltore” dello scultore Guido Diemoz. Nella sua volontà di documentare il passato contadino attraverso la scultura su legno, ecco un’opera che ritrae in modo davvero ammirevole, il lavoro dell’apicoltore: un lavoro che esiste ancor oggi, ma che non è mai stato mostrato a tuttotondo. Diemoz esprime quella scultura onesta e ormai rara, priva di fronzoli e di retorica. La sua ricerca è sincera perché raffigura un ricordo ancora netto di un mondo che va scomparendo. Il segno è naturalistico, ma senza eccessi. L’apicoltore solleva una teca dell’arnia coprendosi il viso con una fitta retina per proteggersi dalle api. Il suo corpo, così compatto, comunica prudenza e rispetto. Davanti a sé una fila di arnie sghembe. Un albero nudo fa da contrappeso alla sua figura. Le linee orizzontali armonizzano con quelle verticali e la teca obliqua, posta sull’arnia a destra, così come quella che ha in mano il contadino, creano il giusto equilibrio con i rami ancor privi di foglie. Una composizione perfetta. (Chissà se i luminari del MAV, se ne sono accorti).

3° Premio Patuasia-Artisanat

3 febbraio 2011

L'amicizia intepretata da Augusta Francisco

Anche per questa edizione invernale della Fiera di Sant’Orso, Patuasia conferisce i premi ai manufatti che ha ritenuto i migliori fra quelli esposti. Il terzo premio va ad Augusta Francisco. I suoi angeli robusti, fieri della solidità del legno e aggraziati di qualche pennellata d’oro, sono ormai uno stile consolidato e unico nel panorama dell’artigianato valdostano. La forza delle sue sculture sta nella semplicità dei soggetti, mai stucchevoli; nella sobrietà dei gesti; nei volumi spessi, nei segni profondi lasciati sulla superficie. Una fra le poche donne scultrici presenti nella Fiera, Francisco dimostra una vitalità e un’energia straordinarie. Puntuale, come ogni anno, arriva con il suo carico di figure dai volti pieni e sani.  Sono autoritratti gioiosi di chi ama la vita.