Posted tagged ‘Finaosta’

Domandina semplice semplice

3 settembre 2011

La regione, tramite la Finaosta, ha chiesto le dimissioni del Consiglio di amministrazione della Monterosa Spa a causa di un buco di oltre tre milioni di euro. Secondo il presidente della Giunta, Augusto Rollandin, “è decisivo un cambio di rotta”. Domanda: chi ha azzerato il precedente vertice della società, se non lo stesso Rollandin?

La grande abbuffata

30 gennaio 2011

Qualcuno ha una mentina?

Anticipando forse l’aggravamento della crisi che colpisce il mondo occidentale, i nostri amministratori hanno deciso di accelerare i tempi dell’abbuffata, allargando a dismisura la greppia. Nuova funivia del Monte-Bianco: 100 milioni di euro; nuova università: 100 milioni; teleriscaldamento: 60 milioni; ampliamento del Parini: 150 milioni; people mover: 80-100 milioni; pirogassifigatore: 225 milioni; parcheggio ospedale: 40 milioni; acquisto quote Deval: 40 milioni. Sono solo alcuni dei progetti faraonici già approvati dall’Amministrazione, i cui costi cresceranno geometricamente durante la realizzazione. Se a questi “investimenti” aggiungiamo il rifacimento di molti impianti idroelettrici ex-ENEL – gran parte della manutenzione straordinaria dovrà essere realizzata in questo decennio, con costi impressionanti e conseguente crollo della redditività di CVA – possiamo avere una vista d’insieme e intuire il piano. “Abbiamo esagerato, qui crollerà tutto”, sembrano aver capito. “Mangiamo allora a quattro palmenti finché è tempo e lasciamo ai fessi che ci hanno votato il conto, sotto forma di un debito mostruoso”. Se pensiamo infatti che potremo ripagarlo, con gli interessi, vendendo statuine di legno o bottiglie di vino, ci sbagliamo di grosso. O se crediamo alla fola dell’investimento produttivo, ricordiamoci del trenino per Cogne, dello Splendor, dell’aeroporto, del Billia, ecc. Fino a oggi, l’eccesso di risorse del trasferimento sostitutivo ci ha in realtà permesso di vivere in un mondo surreale, dove tutto era possibile, “gli anni Rollandin”. Non sarà così a lungo e non lo sarà soprattutto nella seconda metà del decennio, in cui il peso del debito si farà sentire con tutta la sua gravità. La Valle d’Aosta rischia ormai il fallimento finanziario, conseguenza di quelli politico e morale. La prima iniziativa da prendere è rendere pubblico il bilancio di Finaosta, in tutti i suoi dettagli: sono soldi (e debiti) nostri. Da lì potremo partire per, forse, provare a fare qualcosa. In fretta, però: siamo già in ritardo e i forchettoni stanno apparecchiando tavola…

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2011, l’inizio della fine

18 gennaio 2011

E’ stato notato sul blog che l’Amminstrazione regionale si è premurata di mettere stretti limiti allo sfruttamento delle energie rinnovabili che non sia la produzione di energia idroelettrica, a motivo della teorica necessità di “tutelare” il paesaggio. Poiché sappiamo invece i nostri amministratori totalmente indifferenti alla materia, ci è facile indovinare la probabile ragione del provvedimento: solo gli amici, una volta accuratamente definiti gli assetti societari, con particolare attenzione a quelli occulti, potranno intraprendere. Agli altri, niente. Questa bramosia nello sfruttamento di ogni possibile fonte di energia – alle condizioni su specificate – fa riflettere. Una volta era nel settore delle costruzioni pubbliche che si annidava il grosso della trippa per i nostri gatti, poi nei trasporti e nei rifiuti, infine nella sanità. Queste fonti di guadagno sono lungi dall’essere scomparse, come provano molti episodi. Ma sono state appunto sostituite al primo posto, nell’attenzione di chi decide, dall’energia. Possibili molte spiegazioni: la più semplice è che, solidamente impiantati nei settori suindicati, i nostri possono ora dedicare tutte le loro forze a questa nuova manna. Ma, seppur certo vera, questa versione non sembra del tutto esauriente. Sono almeno trent’anni che si parla di microcentrali elettriche, fotovoltaico ed eolico. Perché solo adesso questa accelerazione? Quanto dobbiamo temere è che i più lungimiranti tra i nostri, e senz’altro chi li controlla, abbiano capito che stanno per arrivare anni di magra. Gli USA sono in un abisso finanziario di cui il 2011 comincerà a dare una dimensione più realistica – con il fallimento di molte collettività locali – e che farà sembrare la crisi del 2008 come una passeggiata. A cascata, il problema dei debiti sovrani si manifesterà con tutta la sua acutezza, in specie in Italia. Conseguentemente, ben prima del 2017, arriveremo alla fine degli anni ruggenti del riparto fiscale. Per ora, l’Amministrazione agisce, nascondendo i propri debiti e la propria situazione di crisi nella Finaosta. Ma questo non sarà possibile per sempre, visto che, in ultima analisi, la finanza regionale è dipendente da quella nazionale e quella della Finaosta da quella regionale. Ovviamente, per il resto della popolazione valdostana, quando arriverà la mazzata, non rimarrà niente, se non una struttura produttiva obsoleta, una mentalità collettiva totalmente distorta e spese correnti altissime e improduttive. Per questo il 2011 sarà un anno così importante. Segnalerà in modo inequivocabile quanto molti sospettavano: che siamo fottuti e che questi si preparano a lasciarci un campo di rovine come ricordo del loro passaggio.

Auguri a tutti di buon anno, in particolare al Movimento cinque stelle: dubito in realtà che riuscirà a far molto, ma ci sta provando con tutte le sue energie. In tempi di sconforto, la speranza è un bene preziosissimo e loro dimostrano di averne anche per noi. Bravi!

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Il trenino fa ciuf ciuf

11 gennaio 2011

Riceviamo dal signor Flavio Menolotto e volentieri pubblichiamo.

Se l’idea del trenino di Cogne inizialmente era buona si è poi ingarbugliata in un assurdo intreccio di burocrazia, lavori mal eseguiti, progetti da rifare anche per discutibili prescrizioni ministeriali, condite da incuria e mancanze di manutenzione, culminate in 25 anni di lavori e 30 milioni di euro spesi …… per nulla ! Con il trenino tanti soldi, troppi,  sono stati spesi, ma non torneranno indietro. Imprese e fornitori hanno fatto i loro guadagni e il rimedio è peggiore del male ! Si dice che il presidente Rollandin vorrebbe demolire tutto per realizzare delle costose ed impattanti funivie Cogne-Pila ( costo approssimativo di 30 milioni di euro) o, peggio, una navetta in galleria ( costo approssimativo di 100 milioni di euro). Dietro a tali suggestioni si intravvedono gli interessi tra la lobby di impresari e costruttori di funivie e la Regione che, tramite la finanziaria Finaosta, controlla  gran parte degli impianti di risalita valdostani. Secondo me ci sono ancora delle possibilità per il recupero del trenino con dei costi accettabili e comunque di molto inferiori a quelli che si spenderebbero per le funivie (ho redatto un documento a costo zero con delle proposte che ho inviato e che non sono state prese in considerazione e che si possono leggere nel sito: http://cogne.forumup.it/forum-1-cogne.html), ma temo che gli interessi che ruotano intorno alla proposta di costruire delle funivie, distruggendo l’attuale tramvia, siano molto, troppo forti.

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Signori si nasce 3

15 ottobre 2010

Leonardo La Torre, nel periodo in cui si svolgono i fatti, è un imprenditore di un’azienda che fornisce servizi di sicurezza e sorveglianza: la Allsystem, nonché assessore regionale alle Attività Produttive. Guarda caso, la sua società vince la gara d’appalto per l’affidamento del servizio di protezione delle sedi AMIAT. Il lavoro è stato aggiudicato per 852.150 euro. La gara viene vinta dalla Allsystem per 4 millesimi di euro rispetto all’offerta di Ive Detectives Agency e grazie all’implicazione dei signori Giordano e Gallo, accusati di turbativa d’asta, documentata dalle numerose telefonate intercorse fra i due. Sembrerebbe che il nostro ex-assessore, accusato di turbativa d’asta, avesse promesso a Giordano, per il suo interessamento, un ruolo importante nella sua Società. La terza ditta, un’Ati  composta da Telecontrol e Rear, cooperativa di servizi che fa capo ai fratelli Laus, è esclusa per una contestata irregolarità formale. Anche in questo caso Gallo rassicura Giordano nell’eventualità di un ricorso, “gli dice che gli fornirà concreti suggerimenti su come impostare l’offerta in modo da vincere la gara con sicurezza, dal momento che lui è a conoscenza dei “punti deboli” dell’azienda di Laus”. (La Stampa.it 11/11/2008). E’ così che la società di cui è socio La Torre si aggiudica l’appalto. Ecco spiegato in modo superficiale, ma le notizie al riguardo non sono molte, l’insieme di signori che lunedì 13 dicembre si incontrerà nel Tribunale di Torino. Ma cosa c’entra Luberto in tutto questo? Pare che fosse il tramite tra Giorgio Giordano e la Allsystem di La torre. Ma la storia non finisce qui. Di mezzo c’è ancora una fabbrichetta per produrre farmaci generici che si sarebbe voluta trapiantare in Valle d’Aosta, contando su un finanziamento agevolato dalla Finaosta. Ma l’impresa non sarebbe andata in porto perché non avrebbe convinto un funzionario zelante e onesto. Onestà? Due affari saltati a causa sua. Roba da fantascienza! (Fine)

Domenica, Report porterà a conoscenza la storia di Raphael Rossi, l’ex vice presidente dell’Amiat (già, nel frattempo è stato sostituito, chissà perché, avrebbero dovuto promuoverlo no?) che non si è lasciato corrompere.

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Ultimo boccone?

14 aprile 2010

La Regione, dopo aver acquisito la ferrovia, ha comprato, per un milione e mezzo di euro, anche la Mont Blanc Funivie che gestisce il comprensorio ai piedi del Monte Bianco. Il pacchetto societario della Finaosta passa così dal 33,7 al 63,5 per cento. Finalmente oggi la Valle d’Aosta è proprietaria di tutti gli impianti di risalita valdostani. “Era l’ultimo comprensorio rimasto fuori. Per noi quest’operazione è molto importante anche perché gli impianti hanno bisogno di forti interventi di manutenzione” (ANSA). Così si esprime il soddisfatto Rollandin dai cui artigli ormai non sfugge più nulla.

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