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Come scovare i veri progressisti

31 gennaio 2013

C’è un problema, irrisolto  da 30 anni. Come individuare, all’interno della Sinistra, i rapanelli di Viérin? Ossia le uova del cuculo che papà Dino ( abilissimo !) infila storicamente nel nido della Sinistra? Che poi li alleva inconsapevole, tranquilla, asciutta e un po’ rinco? Come coi vampiri, per i rapanelli si potrebbe inventare qualche infallibile test, che faccia le veci del mortifero aglio.
Ne propongo uno. Il problema politico fondamentale dei prossimi 5 anni sarà quello di garantire i diritti di cittadinanza ai circa 5 milioni di immigrati che ospitiamo. O li conquistiamo (nella realtà! Non a parole…) alla sbandierata superiorità occidentale, (diritti sociali, di libera espressione, di lavoro non schiavista, di studio ecc…), oppure ci ritroveremo pure noi con le periferie in fiamme. Come Sarkò ha insegnato. Allora vorrei in VDA non la festa degli emigrati, che ormai non sono più concittadini nostri, ma quella degli immigrati. Che lo devono diventare subito, massimo dopo qualche anno. Perchè? Per una ragione di lungimiranza politica: la civiltà e maturità democratica di un sistema si dimostra da come vengono integrati i non autoctoni. Se si sceglie la strada della Lega, si è convinti  che basti la sub-cultura identitaria ( dialetto e scorregge celtiche…) per determinare la cittadinanza. Al posto del rispetto della legge, si insegna ai “foresti” il tribalismo dei dialetti per identificare i clan amici. In questa maniera i leghisti hanno indebolito le difese culturali e morali della società civile verso le mafie, per cui la Lombardia è una succursale della ‘ndrangheta. Per una ragione di lungimiranza culturale: ho il sospetto che la storia del pensiero islamico, che comprende solo 1 miliardo e mezzo di persone, sia più importante per il nostro avvenire (economico, culturale, personale) di quella di Introd. Quando la festa annuale degli immigrati organizzata dal PD? Così contiamo i progressisti. (roberto mancini)