Posted tagged ‘Federalismo fiscale’

Lettera dalla Valle d’Aosta… 3

20 settembre 2011

Ora, il quadretto oleografico non rivela tutta la verità. In realtà il parco giochi per turisti e vacanzieri ai piedi del Monte Bianco ha un retrobottega poco edificante. Se ne discute raramente, ma ogni tanto, nonostante la censura del regime, qualcosa salta fuori. Nel corso degli anni, la cronaca giudiziaria locale ha annoverato una lunga sequela di sprechi, truffe e scandali: finanziamenti a pioggia, contributi a fondo perduto, stalle d’oro, pullman fantasma, dipendenti regionali, ritiri estivi, mucche tisiche, buco della sanità, Casinò in perdita, ecc. L’inventario dell’illegalità e della corruzione potrebbe continuare. Tutto ciò, beninteso, nel sacrosanto nome dell’autonomia e a beneficio dei poveri valligiani. Come riportava il Corriere della sera in un articolo del dicembre 2002, gli ultimi cinque presidenti regionali sono stati inquisiti e abbattuti dalla magistratura. Niente di nuovo e tutto come prima. Al centro e in periferia la musica è identica: clientelismo, malaffare e voto di scambio. La famigerata casta si riproduce anche in alta quota. Il territorio della penisola non è affatto più virtuoso di Roma ladrona. Col federalismo fiscale non si fermerà certo il saccheggio ai danni dei cittadini. Gli daranno un nome nuovo: democrazia partecipativa o governo responsabile. (fine terza parte)

Meno soldi più saggezza?

11 novembre 2010

Oggi è stato firmato l’accordo per il federalismo fiscale. Augusto Rollandin, Roberto Calderoli, Umberto Bossi, Roberto Maroni (che quartetto!), hanno siglato le nuove coordinate finanziare per la Valle d’Aosta, nell’ambito del processo di attuazione del federalismo fiscale. La nuova legge dello Stato dovrà essere approvata dalla Commissione paritetica. Praticamente una sceneggiatura già scritta. Mi viene da pensare a una cosa: perderemo negli anni diverse centinaia di milioni di euro, dunque, come scrive Poudzo, l’amministrazione pubblica dovrà fare più attenzione all’economia, sarà dunque doveroso che la Regione si faccia risarcire dal progettista della tramvia Cogne-Pila, l’ingegnere Alberto Devoti, dei quasi 15 milioni di euro chiesti dalla Procura per i danni economici arrecati all’ente pubblico. Quante palestre per gli studenti si possono costruire con quindici milioni?

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Domandine facili facili

6 novembre 2010

La legge finanziaria dello Stato ci porterà via 24 milioni di euro. Il Federalismo fiscale altri 104 milioni. Questo è il conto presentato alla Valle d’Aosta del quale la Giunta ha preso atto. Prima e seconda domanda: vista la blindatura dell’ordinamento finanziario della Regione come può lo Stato presentare un conto e la Regione prenderne subitamente atto? Può farlo, se questo conto non c’entra con il trasferimento sostitutivo dell’IVA sancito dalla legge n.690/81 e dall’articolo della legge finanziaria 1993 che introduce l’entrata sostitutiva dell’IVA da importazione.  Allora questo taglio di 104 milioni cos’è? Terza e quarta domanda: il bilancio di previsione per il 2011 ha tenuto conto del Federalismo fiscale sebbene quest’ultimo non sia ancora da considerare una legge, perché ci siamo portati così avanti? Può bastare la motivazione dell’assessore alle Finanze, Claudio Lavoyer, che consiglia prudenza e vuole evitare la ripresentazione del bilancio? Non sono delle motivazioni un po’ troppo deboli? Quinta e ultima domanda: questo federalismo è così certo e così prossimo alla sua attuazione? Nella situazione politica in cui ci troviamo possiamo permetterci di avere dei punti fermi di questo tipo?

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Fatemi capire

6 novembre 2010

Secondo quanto ha detto Augusto Rollandin, la Petite Patrie dovrà rinunciare dopo quasi vent’anni al trasferimento sostitutivo dell’IVA. Già nel 1993 il Governo Ciampi propose di diminuire del 50% tale trasferimento (fu assegnato alla Valle d’Aosta l’anno precedente) fino al 1997, ma sicuramente la riduzione sarebbe stata definitiva. Il Presidente, Dino Viérin, e l’assessore alle Finanze, Massimo Lévèque, aprirono una trattativa con il Governo centrale e ottennero il mantenimento dell’intero trasferimento con l’assunzione di nuove competenze. Ma l’aspetto importante è che in seguito a quell’accordo, nel decreto legislativo che fu approvato si dice chiaramente che l’ordinamento finanziario della Valle d’Aosta, sancito dalla legge n.690/81 non potrà più essere modificato da una legge ordinaria dello Stato, ma solo da una norma di attuazione elaborata da una Commissione paritetica Stato-Regione e approvata da un decreto legislativo (informazioni tratte da Storia della Valle d’Aosta di Elio Riccarand). Allora io mi e vi domando, conscia della mia abnorme ignoranza: c’è stata questa Commissione paritetica? C’è stato un decreto legislativo concorde fra la Regione e lo Stato? Con chi ha parlato a Roma, Rollandin? Insomma, il mio intuito mi dice che qualcosa non va. Che non c’è chiarezza. Che questo federalismo non è un guscio vuoto, ma al contrario è un guscio troppo pieno di parole, ipotesi, azzardi, cifre. Che nessuno ha le idee ben chiare in proposito e, peggio, nessuno intende chiarirle. Insomma mi sento ancora una volta presa per i fondelli.

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Noi sì!

25 ottobre 2010

La bile di Leonardo La Torre non è verde, ma rossonera. La lettera che ha scritto sulla Stampa, in risposta alle dichiarazioni espresse dal prof universitario, Mario Rey, che ha affermato che la nostra autonomia è finta, è un inno all’amore verso il Leone, senza il quale non avrebbe la cadrega sulla quale poggia le misere chiappe. E’ anche, se ce ne fosse ancora bisogno, una prova di frastornante e reale malafede. Secondo lui noi valdostani ci saremmo impegnati per generazioni e generazioni a difendere la nostra autonomia, contribuendo alla costruzione di un vero federalismo e generando il Pil della Regione dal lavoro quotidiano e non da fantomatici “sostegni romani”? Ma allora Leonarduzzo dov’è il problema? Se siamo ricchi di nostro perché tanta preoccupazione? Che lo Stato si riprenda pure i nove decimi del riparto fiscale compresa la sostituzione dell’Iva da importazione, ce la caveremo benissimo! Perché noi abbiamo fiorenti industrie, il Casinò che va alla grande, un artigianato prospero e un turismo a prova di crisi. Noi sì che siamo finanziariamente autonomi perché sentiamo la nostra terra e la nostra identità! Non abbiamo bisogno di Roma! Tantomeno di ricorrere alla Corte Costituzionale!

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Domandine facili facili 4

12 Maggio 2010

Il federalismo fiscale colpirà anche la Valle d’Aosta. Il ministro Roberto Calderoli ha preannunciato un taglio di 180 milioni di euro. Ma i leghisti non sono amici del PdL e il PdL e i leghisti non sono amici dell’Union valdotaine? Com’è che si fregano fra amici?