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Se ci riesce…

13 febbraio 2015

La frase di Laurent Viérin che invita la maggioranza a eleggere il Presidente del Consiglio “se ci riesce“, chiarisce abbastanza bene quali potrebbero essere gli obiettivi dell’UVP. Quel “se ci riesce” è sintomatico e tradotto vuol dire che non ci riuscirà. Che la maggioranza con solo il PD, con tanto di spada di Damocle su due teste su tre, non potrà governare senza l’incubo dei franchi tiratori. Allora a che gioco gioca il partito progressista? In Giunta non ci vuole andare perché non vuole tradire i suoi elettori, ma in Comune fa gli accordi con l’UV, tanto la stragrande maggioranza del suo elettorato è di altri comuni (ecco i niveaux différents!). Il logoramento degli altri rafforza l’UVP che aspetta il 28 febbraio la sentenza del Tribunale. Prende tempo, la crisi in atto è il suo jolly. Un piatto da consumare freddo. I bollenti spiriti non hanno giovato. E punta alle elezioni anticipate.

Un passo avanti

5 giugno 2014

Signor Presidente,

tutti a chiederle un passo indietro. Richiesta che io trovo arrogante e politicamente nulla, nel senso che lei, legittimato da quasi 11.000 preferenze, non ha nessun motivo per dimettersi. La democrazia, con tutti i difetti che si porta appresso, le ha conferito questo incarico. Il “bene della Valle d’Aosta” è un concetto politico che assume sfumature diverse a seconda dei partiti. A ognuno la sua interpretazione e la sua ha avuto una stretta maggioranza. Con conoscenza della legge ha dichiarato che lei se ne andrà nel caso fosse presentata una mozione di sfiducia costruttiva, mozione che nessuno ha ancora esposto dai banchi del Consiglio. Legittimo quindi che lei resti al suo posto. Insistere non porta a nulla. Pertanto io le chiedo, e credo di farmi interprete del pensiero di molti, di fare un passo avanti. Le elezioni anticipate non sono la soluzione allo stallo, anzi i toni si farebbero più duri e aggressivi quando, per combattere la crisi che ci affligge, occorrono lucidità, concentrazione e una buona dose di pacatezza. Inoltre non garantirebbero nuovi equilibri più adatti alla governabilità. Il rischio di uno stallo bis è troppo alto. Non possiamo permettercelo. Le chiedo pertanto di uscire dal suo pubblico silenzio e di fare un passo avanti. Di assumersi le responsabilità che le competono per la collettività che lei ha governato e che ancora governa. Si faccia garante di alcuni punti cari alla minoranza e urgenti per tutti noi valdostani: il problema dei rifiuti, dei trasporti… ad esempio. Mi rendo conto che posso sembrarle un’ingenua, lo sono. Della politica vedo ciò che si svolge sulla scena del resto non so nulla. So per certo che una nuova competizione elettorale in questo periodo per noi così delicato potrebbe essere devastante. Faccia un passo avanti e la eviti. Grazie.

Duello all’alba?

27 Mag 2014

Tra un mese si andrà a elezioni anticipate. Chi le vuole sono i due capi clan: Rollandin e Viérin, sarà quindi un vero e proprio regolamento di conti. I voti al posto dei proiettili: ci siamo evoluti. I restanti partiti verranno annichiliti. Ridotti in ruoli di gregari. Il dibattito politico azzerato nella lotta di riconferma del potere. Non ci sarà nessuna esclusione di colpi, sarà una lotta decisiva. Ma quale Europa! Qui siamo nell’Etiopia di Lucy! Noi cittadini, noi valdostani dobbiamo contrastare questo appuntamento che ci devasterebbe. Noi non vogliamo né Rollandin né i Viérin! Noi vogliamo cambiare verso! Vogliamo una politica libera da appartenenze familiari e clientelari, condotta da politici liberi da queste paludi. Vogliamo una politica fatta di progetti, che sappia intercettare gli umori e i bisogni della collettività, totalmente al di sopra delle logiche tribali che l’hanno contraddistinta finora. No, quindi alle elezioni-duello che oltrettutto ci costerebbe molto, e sì a un accordo con le forze di maggioranza, basato sul passo indietro del Presidente e su alcuni punti programmatici comuni e da realizzare al più presto. Sono d’accordo con il signor Romano Dell’Aquila, anche lui non festeggia nessuna vittoria perché nessuna vittoria c’è stata. Anzi. Nella conta dei “vittoriosi” i voti non tornano. Molti hanno preso il volo. Per andare dove? Astensione? Scheda bianca? Scheda nulla? Grillo-talpa? Concordo anche sul fatto che per il PD valdostano si aprono autostrade, spero che Centoz, con il brillante risultato conseguito grazie al riferimento a Matteo Renzi, abbia la forza di rilanciare il partito e di renderlo protagonista del cambiamento anche in Valle d’Aosta.

Meglio le larghe intese

4 aprile 2014

Tutti hanno sempre voluto e vogliono fare il bene dei valdostani. Ma in questo momento cosa è meglio fare per il presunto benessere della nostra comunità? La maggioranza è sfiduciata e la minoranza non ha i numeri per andare a prendere il suo posto. Se mai ce la facesse, grazie allo Scilipoti de nos-atre, il risultato non sarebbe diverso. Cambierebbe solo il campo. Di trasfughi ce ne vorrebbero almeno quattro, meglio cinque, per dare una qualche migliore possibilità di governare. Ci sono? Ci saranno? Non credo. Allora? Qualcuno invoca le elezioni subito, ed è colui che ha la sicurezza di portare a casa la riconferma, ma gli altri? Quanti sono quelli che a casa ci resterebbero? Troppi. E poi con questa legge elettorale non si riproporrebbe la stessa situazione? E il vuoto di potere che si verrebbe a creare darebbe una mano ai valdostani in difficoltà? No. Chi in questo momento si dimostra il più responsabile è paradossalmente Augusto Rollandin. La vita amministrativa va avanti. (E meno male.). Laurent Viérin lo accusa invece di irresponsabilità, ma non propone una sfiducia costruttiva, una Giunta alternativa a questa. Non può, non ne ha i numeri. La tattica usata è stata quella del “prima si fa la crisi e poi si procede con le consultazioni”, ma non si gioca sulla pelle dei cittadini! Una crisi si apre se si hanno delle prospettive concrete davanti. Le consultazioni si fanno quando si ha un progetto e i numeri per portarlo avanti, non si sperimenta a casaccio. Io credo che per il bene dei valdostani, a cui tutti i politici tengono tantissimo, o, data la situazione, il meno peggio, sia mettere in piedi un governo di larghe intese transitorio che riformi la legge elettorale, tenga sott’occhio l’articolo V e sappia rispondere alle urgenti domande della società e poi  che si vada a elezioni. Non sarà così breve, ma eviterebbe lo stallo politico con tutte le sue conseguenze. I grillini e l’UVP all’opposizione. Sia Alpe che il PD avrebbero tutto da guadagnare, potrebbero condizionare positivamente il nuovo governo con le loro proposte che, data l’importanza del loro ruolo di equilibrio, avrebbero buone chance con la benedizione dei valdostani. Acquisterebbero quella visibilità che l’UVP dei Viérin ha loro tolto, insomma darebbero un senso costruttivo a questa crisi. Rollandin non sarebbe più un uomo solo al comando perché sarebbe costretto ad ascoltarli. Certo l’elettorato dovrebbe essere così maturo da capire che l’alternativa è solo il buio. O luce per uno solo: Viérin. Io se fossi in Floris e in Centoz affronterei la sfida.

A che gioco giochiamo?

26 gennaio 2011

Pare che l’ingresso in maggioranza del PdL, chiesto da La Torre e oggi, guarda caso, non bocciato da Stella Alpina e UV, con inversione di rotta di queste due forze rispetto a pur recenti posizioni, sia un modo pubblico per dare corso a un’operazione concordata in privato e di cui l’ingresso in maggioranza del PdL diverrebbe una copertura. L’operazione consisterebbe, posta la possibilità di andare a elezioni anticipate, di assicurare l’elezione al Parlamento di un deputato e un senatore dell’attuale maggioranza regionale, escludendo, per essere sicuri del risultato positivo, il PdL il quale non dovrebbe presentare un suo candidato né alla Camera né al Senato, fatto che a Lattanzi e Zucchi starebbe benissimo, ma meno alla direzione nazionale del PdL, che però potrebbe acconsentire se l’assenza fosse motivata dall’essere il PdL stesso nella maggioranza regionale. Anche l’ipotesi di federazione tra Federation+Lega+PdL va nella stessa direzione: legando i due partiti di governo a Roma con Federation si può imbastire meglio il discorso preindicato.