Posted tagged ‘Don Carmelo Pellicone’

Un gelato della Madonna!

1 agosto 2013

Non poteva mancare il parere della Curia. L’altare sconsacrato è ancora al centro di polemiche riguardo al suo uso laico, un uso che genererebbe “dolore e sofferenza”. Ma quanta delicatezza nell’animo di alcuni! Peccato che queste sensibilità così scrupolose non abbiano diretto il loro rammarico verso l’uso laico di altre figure religiose: quelle dei santi Giorgio e Giacomo. Nessuno che si sia sentito “ferito nel profondo” nell’associazione di giovani corpi femminili al voto di castità. Nessun imbarazzo è nato dall’accostamento della sensualità e bellezza femminili ai santi patroni della festa dei calabresi. E se don Albino è stato zitto su un condannato per favoreggiamento con la ‘ndrangheta che frequenta la sua parrocchia in quanto sede del Comitato organizzativo, ecco che don Pellicone esprime senza indugio il suo disagio per il gelato della Madonna. E se don Albino si guarda bene dal suggerire di non presenziare alla sagra della ‘nduja inquinata dalla criminalità organizzata, ecco che don Pellicone invita a non frequentare un luogo dove si scherza con i santi. Ecco cosa scrive sul bollettino della sua parrocchia: “Inevitabilmente ho pensato anche alle migliaia di oggetti trafugati tra le chiese e le cappelle (inginocchiatoi trasformati in mobili bar), ma almeno in queste situazioni l’oggetto artistico viene valorizzato proprio come opera d’arte e non come pezzo d’arredamento di un negozio e per di più utilizzato per reggere le coppette di gelato.“. Insomma per la Curia locale la ‘ndrangheta è molto meno scandalosa di un altare sconsacrato, il furto di un’opera d’arte religiosa da una chiesa è meno grave del regolare acquisto da una casa privata, contenere gli alcolici è meno peccaminoso che contenere i gelati. Alla Curia valdostana tre Pater, tre Ave e tre Gloria e il divieto di mangiare gelati per sempre.

Cristianità 2000

11 novembre 2009

Secondo te è più da cristiani ospitare un crocifisso in un'aula o ospitare un barbone in chiesa?

La chiesa di Saint Etienne ha chiuso i battenti, li riaprirà solo una mezz’oretta prima delle cerimonie religiose. “Mi auguro che questa situazione cessi al più presto, per ridare ai cristiani la possibilità di fruire, in qualunque momento della giornata, di un luogo silenzioso e tranquillo dove poter pregare», spiega il parroco don Carmelo Pellicone. La decisione è stata presa da quando alcuni clochards hanno trovato riparo entro le mura della chiesa. I fedeli sono sconcertati. Temono aggressioni. Il russare dei vagabondi li distoglie dalla meditazione sulle piaghe del Cristo. Le scatolette di tonno, lasciate vuote, turbano i loro succhi gastrici. Eppure il simbolo della cristianità è un uomo morto sulla croce per amore loro! Cosa sono alcune macchie di olio di oliva sul pavimento o i poveri resti di un pollo rosicchiato, a confronto delle sofferenze subite dal loro Gesù? Non è proprio quest’ultimo che predicava che saranno gli ultimi ad entrare per primi nel Regno dei cieli? Allora di cosa si scandalizzano? Dei bambini zingari che chiedono l’elemosina? Cosa temono i bravi cristiani? Che questi disgraziati possano, in un momento di follia, uccidere qualcuno? Suvvia, queste cose accadono solo nelle sane famiglie italiane, con tanto di crocifisso appeso sul letto matrimoniale, dono di nozze di un qualche parente lontano.

____________________________________
Condividi su Facebook: