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La beffa (2° puntata)

23 giugno 2012

L’inizio contrastato del progetto (a cura del Movimento 5 stelle VdA)

Con la deliberazione della Giunta regionale n. 3456 del 23/09/2002 viene rilasciato parere negativo relativamente alla valutazione dell’impatto ambientale dell’opera. E’ bene ricordare come la centralina sia situata nella zona ai piedi del Monte Bianco, all’ingresso della Val Veny, in un ambito di indiscusso pregio ambientale. Le motivazioni indicate nel provvedimento a sostegno del parere negativo alla realizzazione dell’opera sono molto interessanti:”si ritengono troppo importanti i muri d’ala inseriti a sbarramento in alveo, il prospetto dell’opera di presa (tav. 4) e il muro lungo strada…il vallo paramassi indicato sulle tavole di progetto ha ottenuto un’autorizzazione temporanea; lo stesso dovrà essere eliminato alla chiusura dei cantieri dell’autostrada e del traforo”, questo quanto affermato del Servizio Beni Paesaggistici.

La Direzione del Corpo Forestale rincara la dose: “Gran parte del tracciato della condotta forzata attraversa zone classificate ad elevato e medio rischio di frana e di inondazione ed a medio e debole rischio di valanga. Inoltre, il pendìo a monte del primo tratto dell’opera è stato interessato da un fenomeno di collasso di una porzione di versante…vengono attraversati dal tracciato della condotta alcuni impluvi e solchi di erosione…il tracciato proposto attraversa un settore del Mont Chétif recentemente interessato dalla caduta di grossi blocchi rocciosi…”ecc. Il parere del  Comitato Tecnico per l’Ambiente  evidenzia come “ la quasi totalità del tracciato dell’opera in progetto, ricade in zona ad alto rischio (F1) ai sensi dell’art. 35 della LR 11/98”.

E’ solo il caso di aggiungere come fosse stato espresso parere negativo, per quanto attiene agli aspetti geomorfologici e geodinamici, dal Servizio Cartografia e Assetto Idrogeologico dell’Assessorato del Territorio, Ambiente ed Opere Pubbliche. A ben valutare le obiezioni contenute nel provvedimento si può comprendere come buona parte   di esse sia legata alle caratteristiche particolari dei luoghi e che, conseguentemente, non potrebbero essere state modificate. Un’opera che si  presenta del tutto carente e contraddittoria sotto l’aspetto progettuale. A questo proposito non pare superfluo sottolineare come il Comitato di VIA  è stato consapevolmente nel corso degli anni svuotato di tutta una serie di componenti scientifiche e tecniche riducendolo, oggi, solo più, salvo rarissime eccezioni, ad una ristretta cerchia di dirigenti fedelissimi alla causa che scrivono pareri fumosi e per nulla circostanziati. Tutto ciò è avvenuto a colpi di leggi “semplificatrici” che hanno ridotto lo strumento di tutela ad un contenitore praticamente vuoto che autorizza disinvoltamente di tutto, basta avere gli agganci giusti e la deroga si trova sempre.

Con la deliberazione di Giunta 487/2004 il parere infatti diventa positivo. Rimandiamo alla lettura delle premesse del provvedimento la valutazione delle motivazioni che hanno fatto cambiare idea all’amministrazione.