Posted tagged ‘Dino Viérin’

Ricominciamo da zero?

1 aprile 2015

Un mio articolo di ieri così si concludeva: “Ora resta Alpe da sola con l’UVP, senza la stampella della Sinistra è una coalizione tutta autonomista (e con quali autonomisti!). Se la sentiranno gli ex verdi di sopportare questo macigno?”. Evidentemente non se la sono sentita ed era prevedibile. Ecco cosa succede a dar retta a Dino Viérin vecchio lupo unionista! Che scompagina il tutto perché mira solo a un unico obiettivo: far fuori l’antagonista. L’ingenuità in politica non paga mai e così se Alpe poteva correre con la Sinistra con Sartore sindaco e Carpinello vice ecco che Dino ha rotto quella che era un’unione quasi naturale. Il lato positivo di tutto questo è che l’UVP resta isolata. Obiettivo che poteva essere raggiunto senza feriti.

Che tutto si distrugga affinché tutto si possa ricostruire. Non vedo altre strade.

Orfani per sempre

20 marzo 2015

Hanno ampiamente dimostrato di non essere intelligenti e già solo per questo motivo non dovrebbero essere votati. Il principio che resta sano e imperituro è che chi governa deve essere migliore di chi è governato. Io vedo piccole donne e piccoli uomini che sgomitano per possedere un fazzoletto di potere, per il bene della Valle d’Aosta, dicono. Godono i nani del fatto che siamo pochi una realtà, quella dei numeri, che è alla base della nostra miseria culturale. Il culto dell’isola poi ha fatto il resto. Pochi e isolati cosa volete che si produca in termini di intelligenza? Queste elezioni sono i nodi che arrivano al pettine della più dichiarata stupidità. I partiti del centrosinistra che si spaccano per difendere gli interessi del loro nemico diviso in due. L’intelligenza politica avrebbe suggerito l’esatto opposto: mantenere l’unità per polverizzare l’egemonia dell’Union valdotain. (Compito favorito dalla scissione). Questo errore macroscopico ci porta al peccato originale che si chiama Renouveau valdotain. Mai avrebbe dovuto entrare in Alpe, troppo diverso culturalmente in quanto profondamente unionista. Se Alpe poteva godere di una identità chiara che rispondeva a un elettorato urbano di sinistra moderata e ambientalista, con l’ingresso degli unionisti dissidenti di Carlo Perrin, il tutto si è reso opaco. Uno stagno. Le conseguenze le scontiamo oggi. (altro…)

Solido o solito?

19 marzo 2015

Oggi Donzel sostiene a spada tratta il suo segretario e candidato sindaco, Fulvio Centoz, perché secondo lui “finalmente abbiamo un vero cambiamento alla guida del Comune, sostenuto da un solido programma riformatore per il rilancio imprenditoriale e turistico della città, per il lavoro e per un welfare ancora più attento alle fasce deboli…“. Il programma più che solido è il solito. Nessuna novità che peraltro è condivisa da tutte le altre forze politiche, più o meno. Cambiano gli aggettivi, ma il succo è quello denso di demagogia. Sciroppo che ingurgitiamo con il metodo usato per le oche del foie gras. La pochezza tocca cime innevate, sulle quali rotolano nomi a valanga, l’ultimo dei quali è Carla Fiou, dirigente regionale proposta da Dino Viérin, il vero deus ex machina calato nell’altro polo del centrosinistra (uhaa uhaa uhaaa), per risolvere la nullità politica dei suoi alleati: Alpe e Sinistra-con-i-controcazzi. Oh, mamma!

La prosopopea della lingua

24 gennaio 2015

Dal giornalista Roberto Mancini.
Mi viene in mente una battuta intelligente attribuita a Josip Vissarionovic Stalin: “ Il maggior rischio che corriamo è quello di credere alla nostra propaganda. Quella deve ingannare gli altri . Ma noi, no”.
Ecco la tragedia valdostana: una nomenklatura da condominio che si crede veramente classe dirigente di uno Stato ( “le pays d’état !”), perde il ben dell’intelletto e la misura dei problemi, si ubriaca della propria cinquantennale propaganda con cui ha ingannato l’Italietta e sbraca rovinosamente. Come si dice in Lombardia, dei Ganassa.
Prendete la magniloquenza trombonica delle parole adottate dalla politica valdostana negli ultimi mesi. Un esempio? Costituente valdostana. Uno si attende tuoni e fulmini, ipotesi di secessione (perchè darsi una Costituzione, sennò?), complessi studi di diritto costituzionale, astuti percorsi per giungere all’indipendenza, appassionate discussioni di araldica per dotarsi di un vessillo degno di noi, un drapeau, una speranza. Mucca azzurra in campo giallo?
Accattone con picozza e vista del Bianco sullo sfondo?
Niente di tutto questo. E’ solo un paravento per mascherare un accordo tribale di tipo afghano con cui due clan , quello di Viérin e quello di Rollandin, siglano un armistizio per spartirsi la pizza del Comune di Aosta e ridare biada da distribuire al giovane Viérin, che la rivoluzione la vuole fare in Suv, con tutti i confort della maggioranza…
Come? Coinvolgendo come al solito il partito nazionale al potere in questo momento, ossia il PD. (altro…)

Usa e getta!

18 gennaio 2015

In politica più che mai va l’usa e getta! In questo caso è Alpe a farne le spese. Si è fidata dei suoi alleati, cioè si è fidata degli unionisti che hanno governato fino a pochi mesi fa; si è fidata di Donzel che aveva fatto carte false pur di entrare nel passato governo Rollandin e poi, dopo il rifiuto di quest’ultimo, all’opposizione dura e pura. In politica non è la fiducia a guidare le azioni, ma gli interessi del proprio gruppo e cioè del proprio elettorato. Il problema di Alpe? I suoi consiglieri sono a maggioranza degli UVP.

27 marzo 2014

17 gennaio 2015
La Libération secondo Laurent Viérin!

La Libération secondo Laurent Viérin!

Il 27 marzo 2014, Laurent Viérin postava questa immagine sul suo profilo fb e dava un titolo: La Libération! In realtà, la politica del clan dei Viérin, non solo non ci ha liberato di Rollandin, ma ha rafforzato l’area unionista in maggioranza, sganciato Alpe e, recuperando il Pd, ha diviso l’alleanza. Coglioni coloro che non hanno capito il giochetto! In premio l’eroe di Jovençan, avrà la Presidenza del Consiglio. E a papino? Sembra che una legge del ministro Madia, vieti l’assunzione in cariche pubbliche di pensionati pubblici, quindi niente Finaosta? O abbiamo l’autonomia che ci protegge da queste orribili leggi statali?

Politica?

31 ottobre 2014

Si sta risolvendo la crisi che ha attraversato la politica valdostana: a Dino Viérin la poltrona di Finaosta!

Meravigliosa avventura

30 luglio 2014

Cento anni fa nasceva Marcel Bich, l’inventore dell’usa e getta. Ideai una mostra su di lui in occasione dell’apertura del castello di Ussel che titolava: La meravigliosa avventura del barone Bich. Meravigliosa avventura fu anche la mia, anche se corredata da numerosi fastidi legati a personaggi meno inventivi. Vi racconto per il piacere vostro e mio di ricordare una parte della mia passata carriera di curatrice.

Quando presentai il progetto all’allora presidente della Giunta, Dino Viérin, lo trovò interessante, ma soprattutto con la mia proposta, vide l’opportunità di ricucire i pessimi rapporti che la Regione aveva con la famiglia Bich. Pessimi a causa del castello regalato molti anni addietro e ancora privo di utilizzo. Il presidente smisi di vederlo da subito, i rapporti che tenni con l’amministrazione furono mediati dall’adorabile personcina di Paolo Maccari, allora capo dell’Ufficio stampa della Giunta. Contattai per l’allestimento un architetto e designer di Milano, piuttosto conosciuto: Ugo La Pietra. Il castello era completamente vuoto e privo di corrente elettrica, si trattava quindi di progettare un involucro capace di ospitare le opere e dotato di illuminazione. La Pietra fece un ottimo lavoro. I disegni preparatori li feci di volta in volta esaminare dall’allora Soprintendente Renato Perinetti che diede l’ok. (altro…)

Rigore mancato

17 maggio 2014
Ha intortato i grillini, i piddini e gli alpisti, ma la torta non gli è riuscita lo stesso!

Con il papà, ha intortato i grillini, i piddini e gli alpisti, ma la torta non gli è riuscita lo stesso!

I miei “amici” non capiscono perché io me la prenda tanto con loro. Eppure l’ho spiegato, ma per amore verso la causa, mi ripeto con un esempio facile facile che così potranno comprendere. Con un parallelo che si usa frequentemente: politica e calcio. Se ai rigori di un campionato importante, la mia squadra sbaglia tiro e bica la porta con chi me la prendo? Con il portiere? Con la squadra avversaria? Con l’altrui allenatore? No! Bestemmio contro quel pirla che ha sbagliato il rigore. Contro la mia squadra incapace di giocare bene. Contro l’allenatore che ha istruito  male i giocatori. O non è così? Aggiungo un’altra cosa, perché i grillo-talpa, invece di farsi trasportare dagli ardori gabelliani a sostegno di complotti carbonari color pastello, non hanno proseguito nella caccia agli atti politico-amministrativi per farne nuovi dossier da rendere pubblici? Questo era il loro compito e questo era quanto promesso all’elettorato. Troppa Gabella?

Porte aperte…

10 maggio 2014

Le prime conseguenze della legge contro il finanziamento pubblico ai partiti, dovuta al populismo, le abbiamo sotto gli occhi. Qui, proprio qui. Avete notato il quasi silenzio delle segreterie? Dei direttivi? Delle assemblee? Una crisi politica come questa non ha precedenti nella nostra storia, ma il fermento che c’è è gestito in prima persona dai consiglieri. Perché? Perché sono loro che finanziano con una parte del loro stipendio le casse dei partiti. Meno sono i consiglieri e quindi meno sono i soldi, e più questi hanno forza all’interno del loro schieramento politico. Il pagamento dell’affitto della sede e di qualche impiegato dipende da loro. Il PD è l’esempio lampante. I tre moschettieri dettano legge. La stessa identità del partito (Centoz? Donzel?) si è diluita a tal punto che la componente originaria, quella del PD – centrosinistra, ha perso il suo sapore. Oggi, che differenza c’è fra la Sinistra radicale e il PD valdostano? Donzel ha riunito la Sinistra e, grazie anche ai voti di Rifondazione, ha riconfermato i tre consiglieri, di cui uno non iscritto. Diciamo che la sua operazione è stata un successo, ma oggi la sua posizione che di fatto lo mette in uno stato di soggezione nei confronti dei più numericamente forti UVP e Alpe, è ancora spendibile? Una legislatura fa, sempre lo stesso Donzel, anelava l’ingresso nella Giunta Rollandin: un errore, perché sarebbe entrato in una Giunta molto forte e avrebbe avuto un ruolo marginale da servo come in passato. Oggi, che la Giunta è debole e che al Governo c’è un Premier del PD (il più votato dai valdostani alle primarie), commette l’errore contrario. La maggioranza ha aperto le porte, Rollandin si è detto disposto a farsi da parte… vince il primo che entra. Spero che non sia Dino.