Posted tagged ‘Diffamazione’

Assolto!

13 gennaio 2015

Contenta per l’assoluzione data al consigliere Stefano Ferrero del M5s imputato di diffamazione,”perché il fatto non costituisce reato”. Evvai Stefano!

Per fortuna che c’è la Magistratura!

26 febbraio 2014

Il Comune di Aosta ha perso un’occasione per dimostrare ai cittadini che la politica cambia finalmente faccia. Al contrario ha saldamente riaffermato che da noi la politica è e sarà sempre, quella solita: clientelare, che fa gli affari propri, che non sa parlare l’italiano. Grazie ai politici della maggioranza (escluso Paolo Scoffone che ha votato contrariamente ai compagni di partito, la Stella alpina). A riempirisi la bocca di paroloni come: cambiamento, rinnovamento e responsabilità questi sono sempre pronti, nei fatti diventano timidi e belanti. Pure Caminiti ‘u ribbelle! La parola responsabilità è stata più volte profferita durante la recente Festa dell’Autonomia, oggi è stata ancora una volta tradita. Dove consiste la responsabilità politica nell’accettare un amministratore che trova del tutto naturale “aiutare la gente” secondo modalità private che nulla hanno a che fare con le regole dell’amministrazione pubblica? E che, inevitabilmente, sono indirizzate verso il proprio consenso? Sorbara, nel suo breve intervento, ha chiesto scusa. (Dopo l’archiviazione.). Scusa per aver querelato il collega Gianpaolo Fedi (io ancora non le ho ancora ricevute). Nessun riferimento alla particolare telefonata che fece al pregiudicato Roberto Raffa e alla sua altrettanto particolare inclinazione alla beneficenza con i soldi pubblici. Silenzio. Eppure il nocciolo della questione era quello! Nell’intervista che ha rilasciato per la Gazzetta matin una sua foto lo ritrae in atto amorevole verso un gruppo di anziane. Le sue mani poggiate su altre mani. Il viso assorto. Doveva fare il parroco non l’amministratore pubblico! Rivela che lui ascolta i cittadini in difficoltà (nella telefonata intercettata chi stava ad ascoltare era però il pregiudicato, come mai tanta premura?); dice che la brutta vicenda ha portato sofferenza a lui e alla sua famiglia (anche la mamma di Sorbara piange!)… e la rottura di scatole alla sottoscritta? Al danno di immagine per un’indagine in corso su di me? Al mio  tempo perso? Eh, signor assessore-tanto-buono, chi mi ripaga di questo, lei? Sempre nell’intervista il buon-assessore, interpreta a suo modo la realtà dei fatti, se ha sbagliato è solo nell’uso del linguaggio, chissà dunque cosa voleva dire con quel “lascia un po’ parlare la gente e poi rifacciamo di nuovo…“? Anche in Consiglio, oggi, ha detto di aver sbagliato. Ha sbagliato a querelare un collega (io sono diventata un tabù), non certo ad “aiutare la gente”! Le sue scuse hanno toccato le anime sensibili di quelli del suo partito e loro alleati a esclusione del consigliere Scoffone che, come i colleghi di minoranza, ha dimostrato di non farsi “commuovere” e di privilegiare l’etica ai sentimentalismi (i sentimenti sono altra cosa). Sorbara ha tirato in mezzo la mamma, il buon cuore, le persone afflitte dalla povertà, la sua ingenuità, la sua sofferenza… e gli italiani sappiamo tutti che hanno un cuore grande così! Rimarrà così al suo posto. La sua intimidazione, perché altro non poteva essere, è passata inosservata. Il suo modo clientelare di fare politica pure, in fondo non sono tutti dei Sorbara? E allora … checché ne dica il Sindaco, finisce a tarallucci e vino e chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, scurdammoce ‘o passato.

4 domande a Stefano Ferrero

15 gennaio 2014

Stefano Ferrero del M5s, lei è stato querelato dall’avvocato Andrea Giunti per un suo intervento in aula dove lo aveva etichettato come un pregiudicato. Questa querela cosa le comporta in quanto consigliere regionale?

L’avviso di garanzia che mi è arrivato il 19 dicembre prevede l’apertura di un procedimento pensale per il reato di diffamazione. Sarà il Magistrato inquirente che valuterà e deciderà se dar corso ad un procedimento penale oppure proporre l’archiviazione. Ovviamente attendo sereno anche se inizialmente ero amareggiato dall’esito delle valutazioni della Procura della Repubblica.

Essendo stata una dichiarazione fatta in aula lei non dovrebbe essere garantito in quanto consigliere?

Così recita l’art. 24 dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta : “i consiglieri non possono essere perseguiti per le opinioni espresse o i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.Già questo avrebbe dovuto sconsigliare un’azione di querela il cui esito leggendo questo articolo sarebbe scontato in quanto prevederebbe la non perseguibilità del consigliere. Ma prima ancora di questa forma di tutela del consigliere io mi chiedo: commetto realmente un reato dicendo che a mio avviso un avvocato che ha ottenuto molti incarichi dalla Regione e anche dalle Società regionali partecipate è stato condannato quando questo era già stato scritto dai giornali? Non è una valutazione politica dire, come ho detto, che la prima querela che mi aveva fatto il Giunti in relazione al rapporto fiduciario degli incarichi con la Regione (ha ottenuto decine di migliaia di euro di incarichi a partire dal 2000) è un atto inopportuno, sconveniente e pone degli interrogativi?

 Lei ha definito l’avvocato Andrea Giunti un pregiudicato, ci vuole ricordare il perché?

L’avvocato Andrea Giunti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “mazzette” corrisposte da imprenditori per i lavori post alluvione del 2000 (il mio pensiero non può non andare alle recenti vicende giudiziarie sulle mazzette dei lavori post terremoto a L’Aquila) tra l’altro a un dirigente regionale per il reato di favoreggiamento in riciclaggio di denaro. Anche questa condanna avrebbe dovuto far riflettere l’Amministrazione regionale sul fatto di dargli nuovi incarichi fiduciari…

Come interpreta questa querela?

L’avviso di garanzia era un atto dovuto da parte del Magistrato, ineccepibile dal punto di vista giuridico. Ogni provvedimento che va a limitare la possibilità di critica, non di calunniare intendiamoci, è una sconfitta per la democrazia, per la Valle d’Aosta e per un valore che viene sempre enunciato nelle occasioni ufficiali ma poi è strumentalizzato troppo spesso. Non so perchè l’avv. Giunti abbia inviato questa seconda querela anche se ho un’idea ben precisa, ma è solo una mia suggestione. E dato che non c’è il due senza il tre vorrei evitare di perdere tempo con queste questioni e cercare di lottare per abbattere questo sistema che si regge anche su sistemi di intimidazione di massa e su di un’atmosfera in cui blogger, libere associazioni, cittadini impegnati in politica vengono indagati velocemente mentre i procedimenti penali importanti giacciono troppo tempo in un Palazzo di giustizia sempre in maggiore difficoltà ad affrontare il degrado politico mafioso della nostra Regione.

 

Perla nera 4

6 novembre 2013

Per la gioia del signor Stefano Mandalari, ieri mi sono recata dai carabinieri. Querela per diffamazione a mezzo stampa. Sono tranquilla. Mi dispiace solo che per colpa di queste cretinate si moltiplichino le cause e si rallenti fino all’esasperazione il tempo della giustizia. Ma vi rendete conto? Qui siamo in presenza di uno che querela perché si è guardato allo specchio, non si è piaciuto e quindi incolpa un terzo, cioè io. Pure con Caveri è andata così e pure con Sorbara (non ve l’avevo detto?). Pubblico quello che loro hanno scritto e, a quel punto, rileggendo sotto spoglie altrui le loro stesse parole, provano vergogna. Così tanta che si sentono obbligati, incapaci come sono di trovarsi un qualsiasi difetto, di cercare un capro espiatorio contro il quale scaricare il loro disprezzo. Cioè io, lo specchio. Sono tranquilla. Certa che non si troverà traccia di diffamazione, per il semplice motivo che non c’è. Ma mi girano le scatole lo stesso. Per il tempo perso in niente, per l’arroganza, la stupididà, la supponenza… che comunque coinvolgono persone oltre me, che potrebbero fare altro di più necessario, di più piacevole che ascoltare le ragioni di miseri narcisismi feriti.

Angelo Musumarra 3

23 ottobre 2013

Dopo essere stata convocata dall’Ordine dei Giornalisti della VdA in seguito a un esposto contro la mia persona, ho pensato bene di dare un contributo all’ordine naturale delle cose e cioè mettere nelle caselle giuste l’offeso e colui che offende, per il semplice motivo che in un mondo che va all’incontrario faccio fatica a raccapezzarmi. Così ho presentato a mia volta un esposto contro il giornalista Angelo Musumarra con le seguenti parole. Perché vi dico questo? Perché a me piace la luce del sole.

All’Ordine dei Giornalisti della Valle d’Aosta,

Con  questa mia desidero presentare un esposto contro il giornalista, Angelo Musumarra, in seguito alla pubblicazione di un suo articolo su 12vda del 2 luglio 2013. In suddetto articolo il giornalista scrive:

… oltre a essere criticati anche negli aspetti della loro vita privata”.

… è stato insultato, deriso e invitato a non partecipare al dibattito, su cui esiste una preventiva moderazione che permette di non far comparire commenti non graditi”.

“… per firmare chiede un indirizzo e-mail valido (il quale probabilmente verrà rivenduto ad società di pubblicità on line, alimentando così l’attività di spam la posta elettronica)…”.

Due dichiarazioni e una insinuazione false e molto pesanti contro la mia persona. Mai presa in considerazione la vita privata di nessuno. Mai insultato e mai invitato a non partecipare al blog. Al contrario sono io che sono stata insultata dal Musumarra il quale, oltre a invitare implicitamente gli utenti a non aderire  alla mia sollecitazione, ha cercato di comprometterne la fiducia costruita negli anni presentandomi come una probabile “commerciante” di indirizzi elettronici. Ricordo che il blog Patuasia non ha nessuna pubblicità al suo interno, pertanto l’insinuazione del Musumarra nasce solo dal verosimile desiderio di gettare fango su di me.

In seguito al nostro incontro del 17/10/2013 dovuto all’esposto presentato contro di me dal giornalista Angelo Musumarra, chiedo un intervento da parte dell’Ordine, affinché prenda le misure necessarie per ristabilire l’ordine naturale delle cose e cioè mettere nei posti giusti l’offeso e colui che offende, considerando anche il diverso peso e ruolo che ha un giornale rispetto a un blog o a un social forum.

Bentornata a casa

26 aprile 2013

Sono tornata da poco dalla Procura con una denuncia di diffamazione a mezzo stampa in saccoccia. La battuta incriminata era stata pubblicata dal Travail nella mia rubrica “L’angolo di Pat”, ecco il testo: “Dice Caveri che Demetra, figlia del pres. dell’UVP, è fidanzata con suo figlio Alexis, argh! Si profila una nuova dinastia.”. La notizia sul fidanzamento era stata data dallo stesso Caveri durante un incontro pubblico per la presentazione del candidato alle politiche, Laurent Viérin http://www.youtube.com/watch?v=C9-GQVR4mCw io semplicemente l’ho ripresa tale e quale e ho aggiunto una ironica previsione. Che non è stata gradita. Sospetto, intuisco, presumo, immagino che la denuncia nei miei confronti e nei confronti del direttore del Travail, Giovanna Zanchi, sia stata fatta dal consigliere regionale progressista Luciano Caveri. Non sono minimamente preoccupata e ho chiesto l’avvocato d’ufficio. Però mi frullano domande a cui chiedo risposta anche da parte vostra. Perché la denuncia arriva solo adesso? E che senso avrebbe quando è evidente che non c’è traccia di diffamazione alcuna? E poi chi diffamerei? Nella storia le dinastie abbondano e a offendersi sono sempre stati coloro che le hanno subite non quelli che le hanno create. E poi mi chiedo che razza di opinione ha il progressista della Procura di Aosta? Che ha tanto tempo da perdere in simili sciocchezze? Sì, perché con i tanti problemi che attanagliano la nostra Regione aggiungere un fascicolo di questa “gravità” sul tavolo del giudice, significa non comprendere il vero ruolo di questa istituzione. Io se fossi in lui mi offenderei tantissimo.

La Rete sotto sequestro

18 febbraio 2012

Il sito Vajont.info dedicato alla memoria dei millenovecento morti nel disastro della omonica diga, disastro annunciato, ma mai preso in seria considerazione, è stato chiuso per volontà di un giudice a causa della denuncia per diffamazione di due parlamentari: Maurizio Paniz e Domenico Scilipoti (avete presente i personaggi?). Prima ancora di un regolare processo o di una cancellazione delle frasi considerate dai due infamanti, il sito è stato bloccato in forma “preventiva”. Una decisione senza precedenti che mina la libertà della rete che ai politici dà molto fastidio. Domandina facile facile, quando toccherà a Patuasia?

Nota di servizio

2 novembre 2011

Cari amici e nemici, se volete sparare contro di me, usando il passamontagna, lo accetto: fa parte della libertà di questo blog, ma se volete fare delle insinuazioni che sconfinano nella diffamazione io esigo il volto scoperto: il mio è conosciutissimo, quindi siate coraggiosi e apponete la vostra firma, in caso contrario sarò costretta a cancellare il vostro commento come ho appena fatto.

Mancini assolto

23 aprile 2010

Ci fa piacere leggere dall’ANSA che “Il ruolo di blogger (ovvero gestore di un blog) non è equiparabile a quello di direttore di giornale. Riformando la sentenza di primo grado, la terza sezione della Corte di Appello di Torino, si è così espressa oggi confermando solo in parte la condanna nei confronti di un blogger aostano (Roberto Mancini, giornalista di 63 anni). All’imputato è stata inflitta una pena pecuniaria di 1.000 euro per diffamazione relativamente a due post da lui stesso firmati. E’ invece stato assolto dal reato di omesso controllo: secondo il giudice tutti i post che non sono scritti dal gestore del blog devono essere considerati anonimi.”.