Posted tagged ‘democrazia’

Leone d’argilla

12 novembre 2010

Augusto in visita agli Stati Uniti!

Un nuovo mito da sfatare è il mito Rollandin, considerato nell’immaginario collettivo il decisionista, l’uomo forte per eccellenza e chi-più-ne-ha-più-ne-metta. Sicuramente Augusto è un uomo determinato, capace, dotato di un’ottima memoria e soprattutto di empatia. Conosce gli uomini e le donne. Le loro debolezze, i loro bisogni, le loro paure, le loro mediocrità. Tipico del tiranno. La sua forza nasce da questa somma: dalla fragilità altrui. Da un sistema democratico in crisi. Da una caduta dei principi che fondano una società sana e libera. E’ un uomo scaltro. Sa muoversi. Ma è da quell’ insieme paludoso di elementi che può farlo. Pensatelo negli Stati Uniti, secondo voi un politico che ha subito una condanna sarebbe stato rieletto? Sarebbe stato riabilitato? NO! Perché negli Usa, la democrazia non è una semplice etichetta, è pratica quotidiana, seppur con tutti i difetti possibili. Pensate a Obama, sicuramente ha un carisma, una preparazione intellettuale, un fascino, un quoziente di intelligenza superiori di gran lunga al nostro Augusto, eppure fa fatica a governare. Perché dove ci sono grandi numeri la competitività è maggiore, ci sono più intelligenze che si confrontano, ma soprattutto perché vige un sistema democratico che funziona. Da noi i piccoli numeri creano piccoli uomini e piccole donne che non crescono mai. Il sistema italiano è una democrazia lacerata, con vistosi buchi che chissà se si potranno mai rattoppare. E la Valle d’Aosta è la miniatura del sistema Italia. Ecco perché per un uomo normalmente dotato, più astuto che intelligente, come Augusto Rollandin, è così facile manovrare la Regione: non ha ostacoli. Un leone d’argilla, circondato dalla sabbia,  può esprimere una certa consistenza.

Condividi su Facebook:

Demoaugustocrazia!

20 ottobre 2010

Noi valdostani non abbiamo importato dall’estero nessun modello di democrazia e gli italiani oggi hanno copiato da noi! Come scrive Gramellini, nel suo Buongiorno, circa il nuovo “design” nazionale che ha dato alla democrazia italiana un formato più pratico e svelto, così la variante della democrazia valdostana, che ha il merito di averne anticipato l’originalità, è altrettanto flessibile e anch’essa passa al vaglio di un presidente: il veterinario Rollandin. Al suo insindacabile giudizio. Lo ha pure sottolineato Dino Viérin in una sua recentissima uscita sulle pagine della Vallée: il Conseil Fédéral ha solo il compito di ratificare decisioni già prese altrove, l’Union non c’è più.  Dunque, noi valdostani che dipendiamo dal partito di maggioranza, per una volta diamo l’esempio, sì perchè lo stile è sempre quello di ieri: Rollandin non è cambiato. Nella Petite Patrie si è sperimentato da tempo quello che oggi si vive in Italia: “una formula divertente e spettacolare che coniuga pluralismo e dittatura, turbolenza e obbedienza, libertà e marajà”. Con la peculiarità tutta montana che esclude a priori la turbolenza e la libertà, se non nelle missive al vetriolo e nei falò.

Condividi su Facebook:

Democrazia a a

19 ottobre 2010

Riceviamo dal signor Giancarlo Borluzzi e volentieri pubblichiamo.

La democrazia è certo una questione di numeri, ma solo all’interno di regole non eludibili: i numeri in un contesto pasticciato o insensato non contano perché non si può porre un’etichetta di vino pregiato su una bottiglia piena di aranciata. Ogni partito ha i suoi valori di riferimento che valgono per il centro come per quella periferia dello stivale ove vanno interpretati alla luce delle problematiche locali. Purtroppo succede che l’utilizzo di un simbolo nazionale venga concesso a una periferia dai temi poco o per nulla noti a Roma e, proprio per il disinteresse centrale verso ciò che è piccolo e lontano, manchi una verifica sulle caratteristiche e i comportamenti di chi lo utilizza. L’organo periferico ove si concretizzano le decisioni di un partito è il suo direttivo e qui possono evidenziarsi storture concatenate tra loro: referenti locali che se ne infischiano dei valori del loro partito e confezionano un direttivo in cui l’ok alle loro decisioni è  artificiosamente assicurato immettendovi anche amici estranei alla politica, ma che la manina al momento del  voto la sanno alzare. Questa non è democrazia, perché non è bypassabile l’interpretazione genuina dei propri valori di riferimento, che non possono essere definiti “pattume” per facilitare accordi con chi è portatore di messaggi opposti: sarebbe un’aranciata rispetto all’etichettato vino nazionale che si dovrebbe interpretare; inoltre, non ci si può costruire un direttivo cicisbeo che promuova la propria aranciata.

I numeri, cioè i voti, possono dunque costituire un insignificante dettaglio all’interno di un trucco camuffato da democrazia. Proprio questo è quanto succede nel direttivo del PdL  valdostano, ove persone certamente preparate costituiscono una minoranza che non può fornire legittimazione democratica a una linea che non opera per porre una bandierina azzurra sulla Valle d’Aosta, come i tre coordinatori nazionali del PdL affermerebbero secondo i referenti valdostani, ma per consolidare l’insopportabile cappa rossonera che sovrasta la Valle.

Ciao amore ciao

24 marzo 2010

Il Mattino pubblica un’interessante inchiesta sul controllo del voto da parte della criminalità organizzata in Campania, conosciuta nel mondo come Camorra. Sarebbe altrettanto interessante rivelare le diverse modalità di controllo che il nostro Governo regionale (UV,Fédération, Stella Alpina) utilizza nei diversi appuntamenti elettorali. In una realtà piccola come la nostra non dovrebbe essere difficile farlo. (Più difficile renderlo pubblico!). Già le tre preferenze, estese con l’ultima riforma anche alle amministrative, permettono una più facile verifica di chi ha votato chi; già il fatto di essere in pochi e di conoscerci tutti lascia ampio spazio alle promesse, alle intimidazioni e ai ricatti, ma il controllo vero e proprio ha radici più profonde. L’Union valdotaine ha in mano l’economia dell’intera Regione; la sua politica di acquisto di tutto ciò che è materialmente acquistabile (per ultimo le funivie del Monte Bianco), le consente un potere straordinario. E’ il partito-padrone per eccellenza. L’economia valdostana ruota intorno a palazzo Deffeyes e a palazzo chi domina su tutti è sempre lei: l’Union! Qui non si tratta di criminalità organizzata, non ce n’è bisogno, qui è il governo stesso che, grazie a una montagna di soldi, tradotti in contributi, favori, nepotismo, clientele, controlla ogni poro (quasi) della nostra società. Tra poco anche i valdostani con contratti statali verranno “regionalizzati”, pertanto anche loro saranno soggetti a futuro monitoraggio. Perché non basta possedere le cose, è necessario possedere anche le persone che alle cose sono associate. Difficile competere con questi presupposti, difficile soprattutto, se la competizione si vuole democratica. Non c’è niente di democratico nella compra-vendita dei voti, nelle telefonate intimidatorie, nelle presenze strategiche… . Democrazia significa confronto di programmi e corrispondenti scelte consapevoli. Ma così non succede più da un pezzo, almeno per una buona fetta di elettori. Gli stessi che poi si lamentano al bar…

____________________________________
Condividi su Facebook:

Diritto di espressione please!

28 febbraio 2010

Questa lettera, a firma Augusto Rollandin, è arrivata alle tre segreterie dei partiti confluiti nell’ALPE. E’ chiaro che il motivo di fastidio non è quello dichiarato, ma la campagna di manifesti che ha messo le dita nelle piaghe più vistose del regime. Tale atteggiamento conferma, ancora una volta, l’arroganza del partito di maggioranza e il suo intimo desiderio di sottrarsi alle regole democratiche. Comunque, quello che a noi maggiormente stupisce è l’atteggiamento morbido adottato dai tre segretari: nessun comunicato stampa! Eppure questa intimidazione è un atto grave e doveva divenire di dominio pubblico. La risposta, tramite lettera che spiega l’assurdità della diffida (… non è avvenuto nessun utilizzo della Carte Vallée, ma solo raffigurazione del tutto analoga a quella avvenuta da parte di organi e agenzie di stampa, blog e siti internet… convinti di esercitare una forma di libera critica politica consentita dall’articolo 21 della Costituzione…), invece trascura l’azione del Presidente della Giunta. La ridimensiona a questione privata quando, al contrario, ha un importante peso politico. Noi, di Patuasia news, seppur in ritardo, vediamo di rimediare a quello che consideriamo uno sbaglio.

OGGETTO: Diffida ed intimazione alla cessazione d’uso marchio e logo.

Il sottoscritto, Augusto Rollandin, in qualità di rappresentante legale pro-tempore della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, domiciliato per la carica in Aosta, p.zza Deffeyes, n. 1

Premesso che:

– questa Regione è venuta a conoscenza dell’utilizzo, mediante affissioni di manifesti e inserzioni pubblicitarie su organi di stampa che risultano da Voi commissionate, del marchio depositato “Carte Vallée” e del logo ufficiale della Regione autonoma Valle d’Aosta, il cui utilizzo è in entrambi i casi riservato a questa Amministrazione;

– l’utilizzo da parte Vostra del marchio depositato “Carte Vallée” e del logo ufficiale della Regione autonoma Valle d’Aosta,/Vallée d’Aoste non è mai stato autorizzato da questa Amministrazione e deve pertanto ritenersi indebito;

– l’indebito utilizzo del marchio depositato “Carte Vallée” e del logo ufficiale della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste costituisce violazione del diritto di uso esclusivo degli stessi da parte di questa Amministrazione, in danno, tra l’altro, dell’immagine della stessa;

Tanto premesso,

DIFFIDA

i soggetti in indirizzo dal proseguire con le modalità sopradescritte o con ogni altra diversa nell’uso non autorizzato del marchio depositato “Carte Vallée” e del logo ufficiale della Regione autonoma Valle d’Aosta;

INTIMA

i richiamati soggetti a rimuovere, oscurare o modificare entro e non oltre 48 ore dal ricevimento della presente ogni affissione e1o pubblicazione che riporti e/o rinvii indebitamente al predetto logo o al predetto marchio.

In caso di mancato riscontro, questa Amministrazione, come sopra rappresentata, adirà le più opportune sedi giudiziarie a tutela dei propri interessi, riservandosi sin d’ora di chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi in conseguenza della Vostra condotta.

f.to IL PRESIDENTE

Augusto ROLLANDIN

____________________________________
Condividi su Facebook:

E noi dell’ALPE!

11 febbraio 2010

Tutti per uno finalmente!

Siamo alla conclusione di un processo iniziato qualche annetto fa.  L’Alleanza del Galletto si è oggi trasformata in un nuovo soggetto politico, fondato sui valori dell’Autonomia della Libertà, della Partecipazione e dell’Ecologia (ALPE). Ne avevamo bisogno. Dei tanti partitini che contano poco, noi cittadini che condividiamo i valori di cui sopra, non ci siamo mai sentiti troppo soddisfatti. Divisi ne avvertivamo la debolezza (alcuni di noi presi dallo sconforto hanno smesso di recarsi alle urne), così privi di una qualsiasi chance di governo. L’Alleanza di queste forze autonomiste, progressiste e ambientaliste ha dato, in passato, i suoi frutti, ottenendo dapprima un clamoroso successo alle Politiche del 2006 (alleato anche il PD), confermato in seguito al 50%; non si poteva e non si doveva quindi rimanere indifferenti alle chiare indicazioni degli elettori che auspicavano e auspicano l’unità del centrosinistra. E’ necessaria una forza robusta, che rappresenti la possibilità CONCRETA di un’alternativa all’UV. Perché senza la possibilità CONCRETA di un’alternativa la democrazia si trasforma in regime, in Valle lo possiamo testimoniare. Ci rammarichiamo che il segretario del PD, Raimondo Donzel, alleato di ieri, consideri la nuova formazione politica come un soggetto di scontro. Perché mai? Se gli obiettivi e il  programma elettorale del PD coincideranno con quelli dell’ALPE, dove verterà il problema?

Condividi su Facebook:

Internet libero sempre!

20 gennaio 2010

Ritratto di Internet oggi (foto di P.N.)

Tempi duri per i blogs, soprattutto per quelli che, come Patuasia news, si occupano di politica. Come già saprete nel pacchetto sicurezza approvato dal Senato vi è un emendamento (Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet) del senatore Giampiero D’Alia (UDC), in base al quale un qualunque cittadino che ritiene ingiusta una legge e, per questo, la critica in rete, è tacciabile di istigazione a delinquere. I providers dovranno bloccare il blog, la violazione di tale obbligo comporta da 50.000  a 250.000 euro, mentre il gestore rischia da uno a cinque anni, in quanto ritenuto responsabile di tutto ciò che nel blog vi è scritto, commenti compresi. E’ chiaro come il sole che si tratta di una legge censoria che vuole controllare l’unica voce realmente libera che c’è sul Pianeta e cioè internet. Esattamente com’ è in uso in Cina e in Birmania, paesi notoriamente democratici. A quando si conferirà il premio per la delazione? Mi sembra di ricordare che una volta, in un certo periodo storico, denunciare il vicino di casa si usava. Anche solo per occuparne in seguito l’appartamento…

____________________________________
Condividi su Facebook:

Retorica pura!

4 dicembre 2009

Miiinchia... al diriccente chiù bravo una bella 'nduja di Bosses ci regalai!

L’Union valdotaine scopre la meritocrazia! Dopo aver riempito ogni posto pubblico di parenti, amici, amici degli amici o semplici elettori, adesso rivela l’importanza non più della lingua (quella organica), ma della testa. Lo dice Augusto Rollandin in un articolo sull’ultimo numero del Peuple. Si sa che il Presidente si è sempre circondato di persone capaci, intelligenti, vivaci e soprattutto autonome. Libere di esprimere il proprio parere, anche se negativo, ma pur sempre utile per il confronto e il bene di tutti. Si sa che ha saputo valorizzare le intelligenze locali in quanto risorse da sfruttare per lo sviluppo e il benessere della Valle d’Aosta! L’Union valdotaine ha anche scoperto la semplificazione! Dopo aver riempito gli uffici pubblici, ma non solo, vedi alla voce Casinò, di personale non strettamente necessario, tantomeno qualificato, adesso chiede professionalità! Si appella ai dirigenti (una carrettata!) chiedendo loro, sempre dalla voce del Presidente, di essere capaci di donner des notes positives ou négatives al personale, per imprimere un changement radical concernant l’administration publique. Come se non sapessimo come funziona! Un paio di volte mi sono lamentata della scarsa professionalità dimostrata da alcuni impiegati regionali, bene, in entrambi i casi sono stata redarguita, non dal dirigente, ma dall’assessore in persona! Quegli impiegati erano e probabilmente sono, elettori Union io no! In un ambito geografico così ristretto come il nostro, la Democrazia è pura retorica, campagna elettorale. Tutti controllano tutti. L’elettorato controlla i politici che ne sono schiavi e viceversa. Com’ è allora possibile parlare di semplificazione e soprattutto di meritocrazia? Come si può pensare che le assunzioni non siano più un debito da estinguere post elezioni? Come può Rollandin scrivere che la Regione non deve governare il Comune, quando solo una settimana fa il Consiglio regionale ha invitato i candidati sindaci uscenti a non ripresentarsi come vice-sindaci? Non è forse questa una delle tante interferenze (vedi il comune di Aosta!) che con il federalismo fa a cazzotti? ” S’il n’y a pas l’exemple au niveau national, il est difficile de demander aux autres (les régions) de faire quelque chose qu’on n’est pas capable d’accomplir.” Con queste parole Rollandin si appella al buon esempio e alle responsabilità che deve dare lo Stato alle regioni, noi, gruppetto sparuto di dinosauri in via di estinzione, chiediamo a lui che razza di buon esempio ha dato a tutta la Comunità valdostana? E che cosa si aspetta ora da essa?

____________________________________
Condividi su Facebook:

VdAvive contro VdAvive

27 febbraio 2009

                                                                                                                                                                                                                                          

VdAvive contro VdAvive

VdAvive contro VdAvive

Le contraddizioni sono il sale che rende saporiti i comportamenti, troppo sale però alza la pressione e non fa bene.  Dunque, dopo aver lavorato alacremente per presentare un progetto di legge sulla Partecipazione, Roberto Louvin, in Consiglio regionale, si è detto contrario alle ronde. Inquietanti e pericolose. Aggiunge che la sicurezza è un patrimonio comune: vero! allora perché delegarla solo esclusivamente alle istituzioni pubbliche? Se la democrazia è soprattutto cooperazione, l’autogoverno dovrebbe essere auspicabile no? E che altro può essere l’autogoverno se non l’assunzione di responsabilità da parte di una collettività? Una lettura non ideologica e affrettata ci porterebbe a considerare le ronde (chiamiamole Guardian Angels che fa meno “squadraccia”), come un’opportunità per rendere più sicure quelle zone a rischio che noi fortunatamente non conosciamo, ma che in altre città esistono eccome. La partecipazione volontaria di persone selezionate, senza armi e addestrate, significa la riappropriazione della città, e della notte. Organizzati con buon senso i Guardian Angel possono dare un grande contributo per la sicurezza esattamente come lo danno, per altri scopi, i volontari del 118. Dov’è allora tutta questa inquietudine?

I comandamenti di Patuasia

23 gennaio 2009
  1. Non avrai altra guida all’infuori dell’Union Valdôtaine.
  2. Non nominare il nome di Augusto invano.
  3. Ricordati di santificare le elezioni.
  4. Onora il francese e il patois.
  5. Non pensare con la tua testa.
  6. Non commettere atti di ribellione.
  7. Non dubitare della tua discendenza dai Salassi.
  8. Non dire mai la verità.
  9. Non desiderare la democrazia.
  10. Non desiderare la libertà.