Posted tagged ‘Democrazia Cristiana’

Troppa carne sul fuoco

12 aprile 2015

E’ vero si tratta di tanto tempo fa, ma io credo che nell’amministrazione sia pubblica sia privata sarebbe opportuna una costante prudenza, un costante pudore e un certo buon senso. Sempre. Ma prudenza, pudore e buon senso non abitano più qui, se mai avessero preso asilo un dì. Eccoci fresca la candidatura nel Consiglio di Amministrazione della Bcc Valdostana dell’imprenditore titolare della Bruno Tex 2, Graziano Dominidiato, anche vice presidente di Ascom-Confcommercio Valle d’Aosta. Secondo Pierantonio Genestrone, Presidente di Confcommercio, la candidatura esprime “le forze sane dell’imprenditoria valdostana” (AostaCronaca.it), nessun dubbio al riguardo, ma dati i tempi di così scarso affetto verso le banche, forse la presenza nel Consiglio di amministrazione di un ex assessore allo Sport e Turismo del comune di Aosta arrestato per concussione, non sarebbe esattamente il modo per riconquistare la simpatia dei clienti.

Per ricordare l’accaduto dell’aprile 1990:  (altro…)

I colpevoli siamo noi!

9 settembre 2011

Secondo voi, Paron, ha sfilato e sfilerà mai nei cortei accanto ai lavoratori precari?

12VdA, offre ampio spazio allo sfogo dell’assessore comunale all’Istruzione e Cultura, Andrea Edoardo Paron, sul social forum “Facebook”. Non c’è spazio invece per il contradditorio, mi sembra quindi giusto riempire la lacuna. Dice Paron: «voglio ringraziare tutti coloro che negli anni 70 e 80 compravano i “bot” col rendimento al dieci per cento netto, tutti coloro che a cinquant’anni sono andati in pensione, tutti coloro che hanno beneficiato di una sanità gratuita, tutti i dipendenti della pubblica amministrazione che, grazie ai sindacati, possono dormire sonni tranquilli ed avranno la pensione». Roberto Mancini prova a ricordare al giovane amministratore che il debito pubblico italiano si aggravò negli anni ’80 con alla guida  la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista. Ma Paron sembra non capire e continua: “Io so solo che, come tutti i miei coetanei, non godrò mai di uno stato sociale protettivo come la generazione dei nati prima e dopo la guerra. Avrò una pensione miserrima, una vita lavorativa precaria, la possibilità di investimenti insicuri e a bassissimo rendimento…“. Secondo il nostro assessore, dunque, la responsabilità del buco che ci sta inghiottendo è dei pensionati, dei dipendenti pubblici e di coloro che hanno usufruito della sanità pubblica (aggiungo trasporti e scuola). Ma non basta: “E’ quindi molto fastidioso che a strigliare contro il governo (il quale non può fare altro se non garantire la BCE e i tedeschi, altrimenti andiamo in rovina) ci sia chi ha 50 anni ed è in pensione, coloro che hanno la casa di proprietà comprata grazie ai grandi rendimenti dei titoli di stato, coloro che hanno il posto fisso da trent’anni.” In realtà non si capisce bene contro chi l’assessore se la prenda: da un lato sono i giovani pensionati, dall’altro chi occupa il posto di lavoro da trent’anni! Nella confusa e contraddittoria esposizione (critica i Governi anni ’70 e ’80, ma trova fastidiosi solo i “beneficiati” come, se questi non avessero mai lavorato!), non gli sfiora il dubbio che siano stati i politici a creare la voragine: le leggi, ancora, non sono i cittadini a farle (se questi ultimi hanno una responsabilità è quella di essere stati elettori di una squadra di manigoldi, ma sono pochi coloro che non si lasciano sedurre dalle promesse). Gli stessi politici che oggi occupano gli scranni del suo partito: il Pdl che in fatto di elargizione di promesse è campione.  Paron mal sopporta quelli che contestano l’attuale Governo: pensionati, lavoratori, fruitori dei servizi sociali e pubblici, colpevoli di essere stati resi dei privilegiati dalla precedente Prima Repubblica che, naturalmente, con questo disastro economico nulla ha a che fare, men che meno la Seconda di Berlusconi che oggi si trova COSTRETTO a garantire la BCE  (poverino!). Si lamenta in prima persona che LUI come i suoi coetanei, non avrà una pensione e sarà un precario a vita, ma LUI, a differenza di molti dei suoi coetanei, un lavoro ce l’ha (4.700 euro lordi al mese), come politico avrà la sua baby pensione (non digerisce quelli che sono andati in pensione a 20 anni, ma nessun accenno ai parlamentari-assessori-presidenti-consiglieri che ne portano a casa una dopo soli 5 anni) e farà i suoi investimenti sicuri. Mai visto un politico tirare la cinghia.

Digressione 33

8 settembre 2011

Qualcuno ha la bontà di spiegarmi perché il partito del combattente Antonio Di Pietro si è astenuto nella votazione sull’emendamento dei radicali che chiedeva alla Chiesa di pagare l’ICI, astensione che in Senato vale come un voto contrario? Sul Pd che ha fatto lo stesso, a parte tre senatori, non ho più parole: la componente bigotta trasformerà lo storico Partito dei lavoratori in una versione aggiornata della Democrazia Cristiana (ecco compiuto finalmente il Compromesso Storico!), ma l’IDV così aggressivo, così a sinistra della sinistra, così intollerante dei privilegi… .