Posted tagged ‘Degrado’

Domandina semplice semplice

13 aprile 2011

Che senso ha la cultura, se questa non cambia le cattive abitudini?

In questi giorni, l’assessorato alla Cultura e Istruzione dà fiato alle trombe! Si inaugurano contemporaneamenre numerose iniziative che vanno dalla presentazione dei programmi espositivi estivi a Babel; dalla tredicesima edizione della settimana della Cultura, alle conferenze stampa e via con il Phoen… . La domandina che segue è semplice semplice: che senso hanno tutte queste iniziative (a parte la loro natura di spot pubblicitari per l’assessore di turno), se non sono in grado di acculturarci per evitare che trattassimo in questo modo le opere d’arte, posizionando i contenitori di immondizia accanto ai monumenti storici? Sono gradite numerose risposte.

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Uno schifo permanente!

5 aprile 2011

Piazza Narbonne: uno schifo permanente!

Per tutti coloro che si sono chiesti cosa c’è dietro alla verde griglia, ecco la risposta. La vasca presenta i resti di un desarpiano parco, non sappiamo ancora che ne sarà in futuro. Siamo certi che l’acqua verrà sostituita: sempre avute perdite nel parcheggio sottostante (chi paga per gli errori?). Probabilmente lo specchio d’acqua lascerà il posto a un’aiuola, almeno questa ci sembra la soluzione più auspicabile (sempre che i fiori vengano puntualmente irrigati). Ma i fiori non cancelleranno la vergogna di un progetto nato male, anzi malissimo. Abbiamo pagato il degrado e lo abbiamo pagato caro e ancora non abbiamo smesso di pagarlo. Una piazza che viene rattoppata non è una piazza, bensì un rattoppo. Ne vengono snaturati il disegno originario e l’armonia complessiva. Le aiuole a bosso sono già state in parte sostituite, perché? Perché a qualcuno dà fastidio l’italica pianta? No, piuttosto perché l’impianto di irrigazione non ha mai funzionato e una buona percentuale di piante è seccata. Tra poco il rivo, coperto di muschi e licheni che nasce spontaneo e dal giorno dell’inaugurazione ai lati della scalinata posta a sud-ovest, aggredirà nuovamente il buon gusto e le gambe di chi impropriamente ci camminerà sopra. Viva la città più ricca e cara d’Italia!

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Arte sotto la neve!

14 marzo 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Opera di Granchi nel museo all'aperto di Etroubles.

Opera di Ferraud nel museo all'aperto di Etroubles.

Gentile Patuasia, a volte ritornano… ma spesso rimangono.
Un pubblico timido e provinciale (definizioni che si sposano bene anche ai nostri vicini elvetici del Vaud e del Valais) le posso assicurare che, nel caso delle mostre citate, non è affatto garanzia di successo, come lei “gentilmente” ha scritto.  Certo, se si dovesse tener conto dei soli farneticanti numeri snocciolati dal primo cittadino di Etroubles si sarebbe tentati di pensare che il piccolo borgo della Coumba sia una sorta di Caput Mundi dell’arte, un’oasi di cultura in un deserto di ignoranza. La realtà, però, è ben diversa. Una bella idea da sola non basta. Il museo a cielo aperto ha reso accogliente ed accattivante uno splendido borgo montano, ma all’idea iniziale bisogna far seguire la cura, la manutenzione ed il sostegno. Lo sgombero neve è un problema ovunque, figuriamoci in un comune a 1300 metri di altitudine, ma pensare che gli unici posti dove ammucchiare la neve siano le opere del Museo a cielo aperto mi sembra quantomeno autolesionistico. Quelle opere rappresentano un patrimonio, tanto economico quanto culturale,  non costituiscono semplice arredo urbano come i cestini dei rifiuti. Le opere ricoperte di blocchi di neve sporca tirati su dalle pale meccaniche non hanno nulla di romantico di genuino e di montano… hanno il sapore dell’ignoranza, dell’incuria, del mero menefreghismo o peggio ancora dell’incapacità di capire ciò che si è fatto di buono. Queste foto sono state scattate a due settimane dalla nevicata e nel visitare il museo sono rimasto allibito dallo spettacolo: opere vittime di valanghe e opere irraggiungibili perchè i vicoli non erano sgombri dalla neve.
Se un museo di questo tipo, nei mesi invernali, in una località montana richiede uno forzo di energie mentali ed economiche eccessive da sostenere per una piccola amministrazione non sarebbe forse meglio dire che da novembre a aprile il museo è inagibile? Certo diventerebbe difficile sostenere la cifra di 45.000 passaggi nei pochi mesi rimanenti… .

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Anche questa fa schifo!

25 settembre 2010

Siamo in via Croix de Ville, pieno centro storico di una citta a vocazione turistica!

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Siamo gretti assai!

15 settembre 2010

Un ciuffo di erba rinsecchita per rendere più bello il vostro soggiorno!

Perdonatemi se mi ripeto, insistendo sul soggetto, ma davvero è paradossale che chi si lamenta della carenza di offerte per il turismo sia poi quello che di turismo, non solo non ci capisce un tubo, ma nemmeno gliene frega! Ci capisse e gliene fregasse si preoccuperebbe di più del lato estetico del proprio dehors. La noncuranza segnala, oltre una certa grettezza d’animo, anche il non bisogno. I nostri gestori di bar e ristoranti campano soprattutto su di noi che siamo poco esigenti: paghiamo caro per avere una schifezza di questo tipo a farci compagnia. I turisti non hanno scampo e su questa non scelta si giocano la stagione i cosidetti “professionisti” della ristorazione!

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Così ci piace?

30 agosto 2010

A tutti coloro che invocano la Movida ad Aosta e prendono ad esempio i Murazzi di Torino!

A ognuno il suo!

25 maggio 2010

Nella Piazza dei Miracoli di Pisa c'è la Torre che pende. Nella Corte dei Miracoli di Aosta cosa pende è una palina pubblicitaria. A ognuno il suo tipo di Turismo.

 Rilanciamo il turismo! Questo è l’imperativo del neoeletto sindaco, Bruno Giordano. Per farlo è necessario il People Mover, cioè un metrò a fune del costo di 50 milioni di euro. Noi, di Patuasia news suggeriamo nell’attesa di operare in accordo con l’assessore regionale alla cultura, Laurent Viérin, affinché aggiorni le informazioni inerenti le esposizioni in corso. In piazza Chanoux e in giro per la città, ancora si pubblicizza “Les riches heures du Cervin”, una mostra chiusa da dieci giorni. Per rilanciare il turismo si può partire anche da qui: è facile e costa niente.

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Saluti da Aosta 3

29 aprile 2010

Avete notato lo stato delle nostre strade?

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Scenario Aosta 2

20 aprile 2010

Troveranno i giovani turisti una piazza che non sia un cantiere? La risposta è no!

Con questa rubrica vorrei evidenziare lo stato di abbandono in cui versa la nostra città, l’avrei creata lo stesso anche senza la mia candidatura, ora mi sento solo un po’ più responsabile. L’agenda elettorale dell’Union e alleati, verterà principalmente sulle grandi opere che, tradotte in termini concreti, significano cantieri immensi per almeno quindici anni. Sempre che non si trovino una necropoli paleocristiana o una Domus Aurea o altro… . In quel caso gli anni potrebbero raddoppiare, avete contato il tempo trascorso dai primi scavi in piazza Giovanni XXIII? Ci ritroveremo con una serie di buchi immensi sparsi per la città e, quel che è peggio, senza una visione progettuale d’insieme. Infatti qualcuno sa cosa si vuol fare per la piazza di cui sopra? C’era stato un progetto demenziale, che fine ha fatto? Dopo le polemiche insorte devono averlo depositato in qualche cassetto. Mi chiedo: se l’avessero realizzato, con questi scavi sempre in corso, come si sarebbe ridotto? Questo per dire che l’amministrazione va avanti a casaccio, prima buca e poi rattoppa e poi buca di nuovo. Altra domanda: è con questi politici che la città spera di riqualificarsi?

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Futuro prossimo!

14 aprile 2010

Aosta ha di fronte a sé cinque progetti di sviluppo che costeranno tra i 600 e gli 800 milioni di euro! Proviamo a immaginare lo scenario che si presenterà nel prossimo futuro. A due passi dall’ospedale Parini un enorme cantiere: gru, scavatrici, martelli pneumatici, camion, tanta polvere e neppure sottile. Nuvole di terra, correnti di sabbia mista a cemento: viviamo in una città dove il vento spira rabbioso per lunghi mesi l’anno, rovineranno il nostro look, il nostro umore. Sentiremo il pulviscolo entrarci in gola, nel naso, negli occhi. Sarà utile una mascherina. Per quanto tempo? Se saremo fortunati per una decina di anni. E poi il rumore. Continuo. Assordante. Un poco più in là, verso est, un altro cantiere: il condominio di otto piani dell’ingegnere Pallu, dove la scena inevitabilmente si ripeterà. Poco più in là (Aosta è piccola), verso sud-ovest ancora un cantiere immenso: il nuovo campus universitario. Altre gru, altre scavatrici, altra polvere e rumore. Altri dieci lunghissimi anni. E poi, non dimentichiamo, ci saranno il teleriscaldamento e la conseguente metropolitana, senza contare che gli scavi archeologici continueranno… . Aosta sarà un’enorme voragine, un cantiere unico e devastante. E il traffico? Probabilmente verremo dotati di ali, perché non riesco a immaginare oltre lo scenario che mi si presenta davanti e per tanti anni. Dicono dieci, ma l’esperienza suggerisce che saranno molti di più. Un bambino diventerà un ragazzo, una donna matura si ritroverà anziana e chi deve ancora nascere probabilmente si iscriverà al liceo. Chi può andarsene è bene che lo faccia.

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